Bambini: in Italia almeno 700.000 vittime di violenza

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    Bambini: in Italia almeno 700.000 vittime di violenza

    E’ la forma di violenza più subdola e detestabile quella contro i bambini che non possono difendersi e nella maggior parte dei casi non riescono a parlare. Per la paura, per la vergogna di avere fatto qualcosa di sbagliato. Pensate che in Italia oltre 700 mila bambini sono a rischio abusi, ma di questi, solo 32mila vivono in comunità o presso famiglie affidatarie, dopo aver scoperto ai loro danni violenze fisiche, psicologiche o sessuali. I bambini esprimono la loro sofferenza attraverso i disegni: il cielo perde i suoi colori e diventa nero e gli uomini si trasformano in orchi cattivi.

    “Il problema è che la violenza spesso viene taciuta e che le vittime restano invisibili sia alle cronache sia alle istituzioni, pur avendo bisogno di interventi e di servizi che mettano la loro crescita in sicurezza. Manca purtroppo nel nostro Paese, così come a livello internazionale, un sistema di monitoraggio e di prevenzione sugli abusi all’infanzia”, ha sottolineato Andrea Bollini, il presidente del Cismai, centri pubblici e privati per la protezione dell’infanzia.

    E proprio il V Congresso dell’associazione era incentrato sul problema: il titolo è “Crescere senza violenza” e alla discussione hanno partecipato oltre 1500 operatori, esperti e professionisti dei centri e dei servizi pubblici e privati per la protezione dell’infanzia.

    150 milioni di casi di violenza sulle bambine nel mondo: sono dati che fanno rabbrividire e che necessitano di uno sforzo comune per essere combattuti.

    Secondo l’Oms, ogni giorno quattro bambini sotto i 15 anni muoiono per omicidio, per aggressioni o per violenze.

    “Le nostre istituzioni, i nostri servizi, ma anche le famiglie e la società in generale devono ancora fare molto per garantire ai bambini, a tutti i bambini, la sicurezza di crescere al riparo da ogni violenza. Sebbene la sensibilità collettiva sia cresciuta, le politiche sono rimaste indietro perché un sistema di prevenzione della violenza ancora non esiste né a livello nazionale né regionale”, conclude il presidente Bollini.