Bambini ed autismo: la diagnosi si fa analizzando la voce

Bambini ed autismo: alcuni ricercatoti americani hanno messo a punto un nuovo strumento che analizza i vocalizzi di bimbi piccoli per capire se sono affetti da autismo.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Giovedì 22 luglio 2010

Autismo: uno spettro per molti genitori, che hanno la diagnosi solo quando il bimbo ha due o tre anni. Da oggi però c’è uno strumento in più capace di individuare precocemente la patologia già dai 10 mesi di vita. Si tratta di un’apparecchiatura semplice e al contempo molto sensibile: si chiama Lena (Language Enviroment Analysis) ed è in grado di registrare ed analizzare i suoni ed i vocalizzi che i bimbi emettono. La tecnologia è stata sviluppata e testata da alcuni studiosi americani dell’Università del Kansas che ne hanno pubblicato anche i dati sulla rivista Pnas-Proceedings of National Academy of Sciences.


I ricercatori in questione sono partiti dal presupposto che i sintomi sono presenti già dai primi mesi di vita e in particolare che i bambini autistici hanno uno sviluppo vocale diverso da quelli sani. E’ la prima volta che per diagnosticare l’autismo è stato preso in considerazione questo fattore.

Gli studiosi hanno applicato un registratore sui vestiti di ben 232 bambini dai 10 mesi ai 4 anni. In questo modo i bimbi non si sono resi conto di nulla e si sono espressi liberamente.

Sono poi state analizzate le 1500 tracce grazie a Lena, che ha scovato più di 3 milioni di espressioni diverse. Il controllo ha riguardato in particolare la capacità di costruire sillabe, ma anche la componente meccanica, dell’utilizzo della lingua e della mascella nella produzione dei suoni, rispetto all’età.

Ebbene tra i bambini sani e quelli affetti da autismo è stata rilevata una differenza sostanziale nel sillabare: fino all’86%.

Ancora non si hanno tante certezze sulle cause e sulle terapie che riguardano l’autismo, anche se sono stati fatti grandi passi avanti da quando il mondo scientifico la evidenziava come una patologia mentale causata dal cattivo rapporto madre-figlio! Per fortuna questa ipotesi è stata decisamente messa via per lasciar spazio alla genetica e ad altre considerazioni ambientali.

Quello che si sa è che l’autismo, nelle sue varie forme, prima è diagnosticato e prima può essere trattato. Sicuramente non guarito purtroppo, ma ogni bambino autistico (ed i suoi genitori) hanno il diritto di sperimentare e trovare il miglior modo per comunicare.

Uno screening con questa nuova tecnologia sarebbe la via ottimale per la precocità della diagnosi.