Bambini e ironia: a 4 anni sono già in grado di prenderci in giro

Una ricerca canadese rivela che già a 4 anni un bambino è in grado di cogliere l'ironia nelle parole altrui e usarla a sua volta per prendere in giro gli adulti e ridere con loro.

Pubblicato da Paola Perria Martedì 2 novembre 2010

Bambini e ironia: a 4 anni sono già in grado di prenderci in giro

Bambini e ironia, un binomio possibile. Parafrasando un vecchio film di Vittorio De Sica potremmo dire: “I bambini ci guardano… e ci prendono in giro”! Ebbene sì, già a 4 anni, piccoli pargoletti alti un soldo di cacio sono perfettamente in grado di scimmiottare noi adulti per ridere delle nostre manie. Con ironico distacco, dunque, i bimbi guardano al mondo un po’ scombinato dei grandi, capaci di cogliere le mille contraddizioni in cui mamma e papà incappano costantemente, presi tra capo e collo dagli impegni e dalle difficoltà quotidiane.

A rivelarlo è, come anticipato, uno studio condotto in Canada e pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology, ma il concetto viene ulteriormente rinforzato dall’esperienza della psicologa dell’età evolutiva italiana Tilde Giani Gallino e dalla logopedista Irene Vernero. I ricercatori canadesi, per giungere ad affermare che tra i 4 e i 6 anni un bambino è perfettamente in grado di cogliere l’ironia nelle parole altrui e di utilizzarla a sua volta, hanno analizzato 350 ore di conversazioni tra genitori e figli.

Questo studio è importante a livello scientifico perchè scardina una precedente analisi in base alla quale l’uso del sarcasmo e dell’ironia si evidenziava non prima del decimo anno di età, trattandosi di strumenti espressivi e linguistici troppo sofisticati per poter essere alla portata di bimbi più piccoli. Evidentemente, non è così. Certo, non vale per tutti i bambini, come del resto, il senso dell’umorismo non è qualità posseduta da tutti gli adulti, ma ora sappiamo che se il bimbo è predisposto a scherzare sulle cose che vede e a coglierne i lati ridicoli, questo aspetto si palesa già in tenerissima età.

“Mentre la lettura, la scrittura e il contare richiedono l’apprendimento di nozioni convenzionali – spiega la dott.ssa Vernero – la parola si impara spontaneamente, per “immersione” nell’ambiente familiare e sociale, ma alcuni piccoli sembrano acquisire prima e più di altri la capacità di comprendere che alcune parole o alcune frasi possono far ridere, e di usarle anche quando non posseggono ancora gli strumenti culturali per capirne fino in fondo il significato”. Inoltre, a detta della dott.ssa Gallino, il bimbo si preoccupa che la sua battuta sia colta dall’interlocutore nel modo giusto. Cosa, peraltro, non scontata, anzi!

A tal proposito Holly Recchia, la psicologa canadese che ha coordinato la ricerca, dice: “Espressioni come Ora che so che si mangiano polpette sono un pochino meno affamato, irritano le mamme, che le considerano sgarbate o pensano di poter essere le uniche ad usare il paradosso. Al contrario, imparare a scherzare con i propri figli, può essere un ottimo mezzo per gestire i conflitti educativi“. In definitiva, non c’è altro da fare che accettare con animo leggero le battute ironiche dei nostri bambini e riderne con loro. Ri-imparare a prendersi un po’ in giro è senza dubbio tutta salute!