Bambini distratti, ecco perché non preoccuparsi

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    Il loro unico obiettivo è giocare. E sono talmente presi dalle loro attività che non ascoltano, non prestano mai attenzione a ciò che gli viene detto e ora che iniziata la scuola: un disatro. I bambini sono così, non dovete preoccuparvi. Lo sostengono anche alcune autorevoli ricerche di neurobiologia.

    I nostri piccoli sono meno abili di noi nello svolgere operazioni che richiedono attenzione e coordinamento, questo perché il loro cervello è caratterizzato da una quantità di connessioni neuronali maggiore rispetto a un cervello adulto. Di conseguenza la mente dei bambini non è “progettata” per focalizzarsi su singoli aspetti della realtà, per concentrasi su un dettaglio, ma per vedere più cose contemporaneamente.

    A partire dai 9-10 anni, le connessioni neuronali cominciano a diminuire, fino ad assestarsi (intorno ai 18 anni) sul numero di collegamenti cerebrali che caratterizza il cervello degli adulti. Ciò su cui dobbiamo riflettere, quando non ci risponde è se dietro la sua disattenzione ci sia qualche disagio emotivo, ma se non è così, non drammatizziamo e lasciamo che maturino con i loro tempi.

    Nella fase della crescita ai bambini e ragazzi deve essere lasciata la possibilità di sviluppare idee e abilità in autonomia. Per esempio, imparare a vestirsi da solo, scegliendo ciò che desidera indossare, è un primo passo verso l’autonomia. Troveranno da soli la via dell’attenzione e saranno tanto più capaci di risolvere le difficoltà.

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