Bambini con il microchip in asilo parigino

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    Bambini con il microchip in asilo parigino

    Il sistema è stato sperimentato negli Stati Uniti, per la precisione in una scuola materna di Richmond, in California, e ora approda in Francia. Il primo a dotarsene sarà un asilo di Parigi, e già infuriano le polemiche. Di cosa stiamo parlando? Di un microchip. Ebbene sì, come già cani e gatti di casa, come le tartarughe in via di estinzione, anche i bambini di tre anni avranno in dotazione una maglietta con inserito un chip Rfid (identificazione a radio frequenza) grazie al quale saranno sempre sotto controllo da parte del personale di sorveglianza dell’asilo della capitale francese.

    Nello specifico, i movimenti e gli spostamenti dei piccoli all’interno della struttura saranno costantemente monitorati, e, in caso di allontanamento improvviso dalla scuola, vi sarà un’allerta immediata grazie ad un sms che partirà automaticamente per avvisare sia i genitori del bambino in questione che la direzione dell’istituto infantile. Secondo la Lyberta, ovvero l’azienda che ha brevettato il microchip, si tratta di un modo semplice ed efficace per avere un contatto diretto con i piccoli alunni, in quanto ogni locale della scuola materna sarà munito di rilevatori in collegamento con una sala video dove il personale di controllo non perderà un attimo di vista i bambini.

    In pratica funziona un po’ come il braccialetto elettronico per i detenuti agli arresti domiciliari. Come si può facilmente immaginare, questa iniziativa sta suscitando un vespaio di polemiche. La presidente dell’associazione francese degli psicologi infantili – Dominique Ratia-Armengol, ha fortemente criticato l’idea stessa di dotare allievi così piccoli di microchip, sostenendo che: “Chiudere i bambini in una gabbia virtuale alimenterà la paura e il senso di essere costantemente in pericolo, rischio peraltro inesistente”. Ma sul fronte opposto, quello dei favorevoli, si sostiene che il modo è quello giusto, in quanto risponde a due esigenze fondamentali: rassicurare i genitori, e abbattere i costi della sorveglianza.

    Intanto, già si registra il commento positivo di Simone Beauford, educatore dell’asilo parigino: “Io sono favorevole – dice – meno burocrazia e più insegnamento“. E tuttavia, proprio relativamente alla sicurezza dei bambini, scopo principale dell’iniziativa, si levano voci preoccupate, perchè la nuova tecnologia, non sperimentata a sufficienza, potrebbe permettere anche ad altre persone, al di fuori della scuola, di “intercettare” le immagini e gli spostamenti dei piccoli. Traetene voi le conseguenze. Per il momento, il microchip sarà utilizzato solo a Parigi, e se si dimostrerà utile, forse ne sentiremo parlare anche in Italia. Voi che ne pensate?