Baby Star: le polemiche sul programma di Gerry Scotti

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    Baby Star: le polemiche sul programma di Gerry Scotti

    Probabilmente molti di voi l’avranno seguito o ne avranno visto la pubblicità: oggi parliamo del programma di Gerry Scotti “ Io Canto”, dove baby cantanti (alcuni veramente eccezionali) si sfidano con canzoni, battute e qualche incertezza. I dati auditel parlano chiaro: alle famiglie italiane lo show piace. Merito anche del conduttore, da anni presenza rassicurante di Mediaset. Pensate che nella serata di sabato Io canto ha totalizzato il 26 per cento di share con 5 milioni 313mila spettatori. «Per una volta abbiamo mostrato che non c’è meglio che trattare bene i piccoli per fare le cose in grande», ha sottolineato Gerry Scotti.

    Tante però anche le critiche: quella di sfruttare i bambini, di spettacolarizzare i talenti e le incertezze e di trattarli come adulti in miniatura. Francamente queste critiche suonano un po’ “stonate”: come mai nessuno ha mai detto niente a proposito del tanto decantato Zecchino d’Oro, che esiste da tantissimi anni, e che, in sostanza, è la stessa identica cosa?

    E anche Gerry si difende: «Nessuno si scandalizza per un calciatore giovanissimo né per un ginnasta in erba. Ma per i cantanti sì: e invece è fisiologico che comincino da piccoli, lo richiede il mercato, mai più si vedrà debuttare una star a quarant’anni».

    Il vero prolema, secondo Scotti non sono tanti i bambini che fanno la TV ma quelli che la guardano, come dichiarato in un’intervista a Il Giornale, e questa idea mi trova molto d’accordo: «Mi preoccupano molto di più i piccoli abbandonati davanti alla Tv senza genitori che fanno da filtro. Su alcuni canali in chiaro nelle fasce protette vanno in onda programmi che i piccoli non dovrebbero vedere».

    E voi cosa ne pensate?