Autismo: una malattia ancora sconosciuta

Autismo: una patologia di cui ancora non si conoscono le cause. Si manifesta con un grave deficit della comunicazione entro il terzo anno di vita dei bambini.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Mercoledì 6 ottobre 2010

Autismo: una malattia ancora sconosciuta

Abbiamo cominciato a sentir parlare di autismo col il film Rain Man ed immaginiamo che questa patologia si limiti a corrispondere alla figura di Raymond (Dustin Hoffman). Ma l’autismo è qualcosa di molto più complesso. Viene scientificamente definito come un “disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta in genere entro il terzo anno di vita del bambino. In questi casi si evidenziano dei deficit gravi nelle aree della comunicazione (turbe del linguaggio, ma anche mancanza di contatto visivo, di sguardo fermo); dell’interazione sociale (turbe qualitative e quantitative delle capacità relazionali, con tendenza evidente all’isolamento);

dell’immaginazione (uso inappropriato e stereotipato di oggetti) e con problemi di comportamento (aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità alle variazioni dell’ambiente circostante o delle figure di riferimento affettivo)”.

Il tutto in presenza di una perfetta crescita fisica. L’autismo fu identificato per la prima volta nel 1943 dallo psichiatra infantile Leo Kanner. Da allora numerose sono state le ipotesi formulate circa le cause. La prima, forse la peggiore e per fortuna ormai definitivamente accantonata riguardava il rapporto tra madre e figlio.

Un’altra strada lungamente percorsa è quella che individua tra le cause l’alimentazione e l’allergia alimentare; poi c’è la genetica, i vaccini ecc. Nulla si è ancora scoperto di certo, benché siano numerose le acquisizioni scientifiche al riguardo.

Ci sono comunque numerosi test che cercano di individuarne precocemente i sintomi, anche abbastanza attendibili. La diagnosi precoce può essere molto importante, per avviare il bambino quanto prima ad una terapia.

Sia ben chiaro: purtroppo non si guarisce dall’autismo, ma esistono delle terapie in grado di donare all’autistico una minima capacità di condivisione con il mondo esterno. Dalla Pet Therapy alla comunicazione facilitata, con tanta, tantissima fatica da parte dei genitori, oltre il muro dell’autismo si può arrivare. Il primo sguardo o sorriso, dopo anni di isolamento può restituire alle mamme e papà in questione, tutte le forze del mondo.

Ma il bambino autistico se ben trattato terapeuticamente dall’inizio può dare molto di più. Purtroppo gli studi epidemiologici sono allarmanti. Si stima che ogni 10.000 neonati 4/5 sono affetti da autismo primario (media mondiale basata su indagini a larga scala condotte negli Stati Uniti ed in Inghilterra) e 20 da sindrome autistica o comportamenti autistico-simili.

Ho conosciuto bambini e ragazzi affetti da questa malattia. In alcuni casi ho visto negli anni i progressi. Ogni incontro è un’emozione che porto nel cuore.