Asilo nido: liste d’attesa e rette carissime

In Italia secondo un'indagine gli asili nido disponibili sul territorio non riescono a soddisfare la domanda un bambino su quattro rimane a casa.

Pubblicato da angeladimps Venerdì 12 marzo 2010

A restare a casa dall’asilo secondo un’indagine di Cittadinanzattiva in Italia, è un bambino su quattro, per non parlare del caro retta che e seconda delle regione porta alla spesa annua di 3.000 euro di media. La spesa si moltiplica quasi del doppio se si prendono in considerazione gli asili nido privati. Secondo i dati rilevati dall’indagine dal 2006 ad oggi sembra non essere cambiato nulla, la richiesta e le esigenze delle famiglie italiani non corrispondono all’offerta nonostante siano passati degli anni. Addirittura hanno constatato che in 34 città le rette si sono impennate 7 capoluoghi hanno registrato nel solo anno 2008\2009 incrementi che vanno dal + 2,7% del centro a + 51% di Oristano.
Inoltre il numero di asili nido è cresciuto di poco più del 2,4% assegnando il triste primato alla Campania con il 42% di bambini in lista d’attesa, seguito da Lazio e Umbria. Si spende meno in Calabria con una media da record in positivo di 120 euro mensili mentre la Lombardia si aggiudica il podio con 402 euro. Nella classifica delle città più care spicca Lecco, Belluno, Bergamo seguite da Mantova, Sondrio, Treviso e altre città rigorosamente settentrionali. In alternativa le città meno care appartengono al centro sud. La città più economica in assoluto è Cosenza seguita a sorpresa dalla capitale.

Ad aggiudicarsi il primato per la quantità di asili nido è la Lombardia per un totale di 627 strutture, ultima si piazza invece il Molise con solo 6 asili e 272 posti disponibili. Secondo Cittadinanzattiva facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza si riuscirebbe a coprire solo il 5,8% cifra lontanissima dall’obiettivo comunitario che fissa una cifra minima pari al 33% per la copertura del servizio. Da qui si evince come l’Italia sia distante dal raggiunger la qualità della vita che si respira nelle altre città europee e il ruolo di mamma sia ancora così difficile da coniugare con il successo professionale. In cambio abbiamo una risorsa a cui affidiamo i nostri piccoli, gli amatissimi nonni. Il rischio? Viziare i nostri figli.