Allattare troppo a lungo predispone all’osteoporosi?

Uno studio messicano sostiene che le donne che allattano i loro bebè oltre i 36 mesi rischiano più delle altre di ammalarsi di osteoporosi dopo la menopausa. Non chiara la causa.

Pubblicato da Paola Perria Martedì 19 ottobre 2010

Allattare troppo a lungo predispone all’osteoporosi?
Foto di goodluz/Shutterstock.com

Durante l’allattamento al seno è logico domandarsi se le nostre riserve di calcio diminuiscono e se in qualche modo questo può esporci maggiormente al rischio di osteoporosi. Questa malattia è molto comune nelle donne in menopausa; ma è diffusa molto anche tra ragazze e ragazzi più giovani che presentano per diversi motivi una bassa densità ossea.

L’osteoporosi  è una malattia che molte donne sviluppano a partire dalla menopausa e che determina una perdita di calcio nelle ossa. A causa di questo deficit le ossa diventano fragili e spugnose e il rischio di fratture è molto alto anche con una banale caduta. Si tratta di un problema difficile da curare una volta che l’impoverimento osseo sia in stadio avanzato, ma è possibile fare molto a livello preventivo. Qui puoi trovare tutte le informazioni più utili sull’osteoporosi, i sintomi e le cure da adottare.

Osteoporosi e allattamento: c’è una correlazione?

Nel periodo in cui le poppate costituiscano l’unico nutrimento del neonato, i livelli di calcio presenti nel sangue della mamma diminuiscono. Si tratta però di una perdita fisiologica a cui il nostro corpo è preparato e che inizia in particolare nel terzo trimestre di gravidanza, quando le ossa del figlio raggiungono la massima crescita.
Poi questa perdita continua con l’allattamento, quando il corpo di una donna ricorre alle scorte di calcio nelle ossa per produrre latte.
Si potrebbe pensare che questo deficit di calcio prolungato possa esporci al rischio di osteoporosi in gravidanza; eppure diverse ricerche hanno riscontrato che spesso donne che avevano allattato a lungo, in menopausa, avevano una densità di minerali nelle ossa addirittura superiore rispetto a quella di alcune donne che non avevano mai allattato.
Attualmente quindi non abbiamo motivo di preoccuparci, anzi il Ministero della Salute incoraggia le mamme ad allattare al seno ricordando tra i benefici proprio quello di ridurre il rischio di osteoporosi.
I pediatri suggeriscono l’allattamento per i primi sei mesi di vita del bebè (26 settimane). Nonostante l’allattamento al seno sia il modo migliore per nutrire il bambino e sviluppare un rapporto sano e intimo con lui, per quanto riguarda i tempi e lo svezzamento, è bene attenersi ai consigli del pediatra.