Allattare troppo a lungo predispone all’osteoporosi?

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    Allattare troppo a lungo predispone all’osteoporosi?

    Vi porgo la notizia così come l’ho appresa, ma, davvero, il condizionale, o meglio, un bel punto interrogativo, è d’obbligo. A sentire i ricercatori del National Medical Center di Mexico City (Messico), le donne che allattano al seno i propri figli per più di 36 mesi, corrono il doppio del rischio di andare incontro all’osteoporosi dopo la menopausa rispetto a quelle che smettono prima. La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Menopause, non spiega, però quale sia la reale connessione tra allattamento materno e osteoporosi.

    Quest’ultima è una malattia che alcune donne sviluppano a partire dalla menopausa e che determina una perdita di calcio nelle ossa le quali diventano, così, fragili e spugnose, a serio rischio fratture. Si tratta di un problema difficile da curare una volta che l’impoverimento osseo sia in stadio avanzato, ma è possibile fare molto a livello preventivo.

    In questo discorso si inseriscono i risultati dello studio messicano, ma, in realtà non esiste certezza che un allattamento prolungato arrivi ad intaccare i livelli di calcio fissati nelle ossa della donna. Sappiamo che, nel periodo in cui le poppate costituiscano l’unico nutrimento del neonato, i livelli di calcio presenti nel sangue della madre diminuiscono, ma è sufficiente ovviare a questi cali fisiologici con un’alimentazione equilibrata e una regolare attività fisica.

    Da poco si è conclusa la settimana mondiale dell’allattamento materno, con conferenze informative e iniziative anche nel nostro paese (come i Baby pit-stop di Milano) volte allo scopo di sensibilizzare le mamme sull’importanza di allattare al seno i loro bambini per almeno i primi 6 mesi.

    I pediatri, poi, suggeriscono di prolungare l’allattamento fino al primo anno di età del bebè. Ora giunge questa notizia dal Messico, che lascia un pochino perplessi, anche se, effettivamente, non ci sono motivi che rendano necessario dare il seno al bimbo oltre i 36 mesi, visto che a quel punto la sua alimentazione dovrebbe essere completa.

    Probabilmente l’allarme lanciato sulla rivista Menopause ha a che vedere con lo stato di indigenza in cui versano alcune fasce di popolazione messicana. Il 18% vive sotto la soglia di povertà, e spesso, l’unica fonte di sostentamento per i bambini nei loro primi anni di vita, è proprio il latte della loro mamma. Ecco che, in quadro simile, appare probabile che le donne vadano poi incontro all’osteoporosi, dato che anche la loro alimentazione sarà, con tutta evidenza, deficitaria.

    In ogni modo, l’allattamento al seno materno è il modo migliore per nutrire il proprio bambino e sviluppare un rapporto sano e intimo con lui, ma per quanto riguarda i tempi e lo svezzamento, è bene attenersi ai consigli del pediatra.