Allattamento, come stimolare la produzione di latte

Per stimolare la montata lattea ci sono tante leggende e falsi miti. Non esistono cibi o tisane che aiutano la produzione, tutto dipende della succhiata del bimbo

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 11 maggio 2010

Ci sono tante scuole di pensiero da seguire durante la gravidanza e l’alimentazione, in campo di allattamento. Sono quasi tutti d’accordo su cosa non mangiare anche se poi ci si divide su quali cibi aiutano la produzione di latte. Vediamo insieme, quali sono queste teorie e cosa consigliano davvero gli esperti. Poi fate voi. Io andrei dal mio medico e probabilmente, in base alla mia situazione, chiedere mi venisse studiata una dieta o almeno dati dei suggerimenti specifici. Insomma, noi facciamo del nostro meglio per passare informazioni corrette, ma è deve essere un dottore a seguirvi. Non fate mai il fai-da-te.
Ci sono signore che bevono integratori a base di luppolo o verbena, altre che si nutrono di brodo i pollo, poi c’è chi integra nel latte il lievito di birra e il fieno greco. Insomma, davvero di tutto e di più. Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale) ha però dichiarato che questi rimedi non sono certi a livello scientifico. Insomma, non c’è nulla di certificato.

La realtà è solo una che la produzione del latte avviene in media due giorni dopo il parto in tutte le donne e per stimolarlo non servono strane tisane a base di finocchio (che dovrebbe ridurre anche le coliche del bambino), ma solo la succhiata del proprio bebè.

Poi va considerato anche un altro fattore, ovvero che la montata cambia a seconda delle ore. Ci sono momenti in cui è maggiore e momenti in cui è meno abbondate. È un fenomeno normalissimo.

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