Adozioni in calo in Italia: quali possono essere i motivi?

Adottare un bambino costa caro ed è un processo lungo, ecco perché molte coppie rinunciano a questa possibilità

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 4 ottobre 2011

Adozioni in calo in Italia: quali possono essere i motivi?

Calano le adozioni in Italia. Come mai? Non c’è più la voglia di avere bambini? Per alcune coppie l’unica possibilità di diventare genitori è far richiesta per prendere in casa un bambino, che può essere italiano, attraverso l’adozione nazionale, o straniero (quella internazionale). È un iter lungo e per nulla semplice, ma sono numerose le famiglie che hanno realizzato il loro sogno. Peccato che dal 2004 ci sia stato un calo del 32%.

In media si parla di un terzo delle coppie che ha deciso di rinunciare all’adozione o non ha intenzione di avere un bimbo. Se devo dare una spiegazione o un’interpretazione, direi che molte coppie preferiscono sostenere i costi di un trattamento all’estero di fertilità piuttosto che imbarcarsi nella lunghissima trafila relativa all’adozione.

La fecondazione costa cara, ma anche adottare un bimbo. Ci sono le spese legate alla procedura, magari bisogna sostenere un periodo all’estero prima di rientrare con il bimbo, poi bisogna contribuire al lavoro dell’associazione (le tariffe sono variabili). Davvero tante cose, che hanno anche un impatto difficile sulla coppia.

Fate conto che per adottare un piccolo ci vogliono almeno 15 mila euro e negli ultimi anni, con la crisi economica, sono poche le persone che possono permetterselo. Poi c’è da ottenere l’idoneità e non per nulla facile: sono aumentati i vincoli. I potenziali genitori possono anche essere obbligati a sostenere una trafila lunghissima ed estenuante di colloqui.