Adolescenti e alcol: a 14 anni il primo bicchiere

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    Adolescenti e alcol: a 14 anni il primo bicchiere

    E’ allarme alcol tra gli adolescenti italiani. La precocità con cui i teenagers del nostro Paese si accostano ad alcolici e superalcolici è un dato che fa impressione: 14 anni è, infatti, l’età media in cui i ragazzini “si fanno” il primo bicchiere, con tutti i rischi che questo comporta. La pessima abitudine allo “sballo” etilico sta diventando una moda tra i giovanissimi, e a dircelo non sono solo le scene a cui assistiamo ogni weekend, nei locali e nelle discoteche, ma l’indagine nazionale della Doxa “Gli italiani e l’alcol”, effettuata su un campione di 2.026 cittadini. Luci e ombre emergono da questa importante ricerca sulle abitudine “beverecce” dei nostri connazionali.

    Se l’adulto è diventato mediamente più morigerato che in passato, e molto più attento alla qualità delle bevande alcoliche piuttosto che alla quantità, purtroppo sono gli adolescenti che si fanno notare per comportamenti pericolosi e autolesionisti. In particolare ad essere messo sotto accusa è il binge drinking, una moda che ci è giunta dai Paesi del nord Europa e che significa, pressappoco, bere fino a stordirsi, insomma, ubriacature colossali. Per procurarsi un binge drinking, gli adolescenti italiani si scolano una serie di drink molto alcolici (almeno 5 bicchieri), lontano dai pasti, fino ad uscirne sballati.

    Un’esperienza che, secondo l’indagine, ha coinvolto almeno una volta il 20,4% dei giovani maschi tra i 13 e i 24 anni, e l’8,6% delle ragazze. Per farvi capire quanto il fenomeno sia preoccupante, vi riporto il dato in crescita: nel 2005, il binge drinking aveva interessato il 24,6% dei ragazzi e il 6,1% delle ragazze. E’ proprio questa rischiosa deriva del fine settimana a preoccupare i genitori.

    Perchè, se è vero che per il 54% dei casi, l’adolescente italiano ha il suo “imprinting” alcolico in famiglia (di solito un bicchiere di vino o di birra), è però fuori casa, con gli amici, durante le uscite del weekend che il bere diventa un pericolo vero per la sua salute. Ubriacarsi a quel modo almeno un paio di volte al mese, per ragazzi così giovani, è un colpo duro per l’organismo, ma soprattutto per la psiche, perchè può crearsi una forma di dipendenza da “sballo alcolico”. Siamo stati tutti adolescenti, e sappiamo come sia difficile riuscire a vivere quell’età combattendo contro timidezza, complessi di inferiorità, senso di inadeguatezza ecc.

    Ecco che arriva l’alcol, nulla di meglio di un bel drink per sciogliere quel grumo di paure. Non sono un’educatrice, ma, anche se per un genitore è praticamente impossibile entrare nei meandri della mente e dei turbamenti dei propri figli teenagers, penso sia comunque importante creare un clima di serenità in casa, essere pronti all’ascolto senza domandare, saper controllare da lontano. E anche, se e per quanto possibile, vigilare sulle compagnie del minore, perchè sono quasi sempre i cattivi esempi dei coetanei, ancora più che i modelli televisivi e mediatici in generale, a trascinare in gorghi pericolosi i ragazzi di quell’età.