Aborto, le donne che rinunciano all’Ivg riceveranno un assegno in Piemonte

In Piemonte le donne che rinunciano all'aborto prenderanno 250 euro per 18 mesi come bonus anti-aborto. E' stato decisa in questi giorni questa misura che sta facendo molto discutere.

Pubblicato da Valentina Morosini Lunedì 20 febbraio 2012

Aborto, le donne che rinunciano all’Ivg riceveranno un assegno in Piemonte

L’aborto non è mai la strada più facile, ma spesso è l’unica. Le persone credenti non ammettono questo tipo di intervento perché, secondo la religione, è come uccidere un individuo. Ma non siamo certamente qui a discutere di temi etici, non è questa la sede, ma la notizia di oggi sicuramente tocca la questione. La Regione Piemonte darà alle donne che rinunciano all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) un assegno di 250 euro al mese, per 19 mesi. Questa norma ora deve diventare legge.

Ovviamente per il gruppo del Pdl, che ha promosso quest’iniziativa, è una prima vittoria sulla strada anti-aborto. Ma sono sufficienti 4.500 euro per rinunciare a una scelta così grave? Allora chi si lascia tentare non era veramente convinto, altrimenti 250 euro al mese non cambiano la vita e sicuramente non garantiscono il mantenimento di un bambino.

Il contributo sarà erogato con carta prepagata ogni 30 giorni e verrà corrisposto a partire dal terzo mese di vita del bambino, qualora la madre – che prima aveva inteso abortire – cambi idea. Ovviamente deve sottoscrivere il percorso di investimento del denaro, che sarà periodicamente valutato dagli uffici regionali.

È importante dare aiuto alle mamme, soprattutto se in gravi difficoltà economiche. In questo momento storico, purtroppo, ce ne sono molte, ma è assurdo pensare che sia vincolato alla rinuncia dell’aborto. Si rischia di creare degli specchietti per le allodole. Una volta che il bimbo ha due anni, ci si trova senza contributo, tra l’altro minimo, e come si vive?