A scuola materna con il telefonino: il pediatra dà l’ok

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    A scuola materna con il telefonino: il pediatra dà l’ok

    Vanno alla scuola materna e nello zainetto c’è già il telefonino. Alcuni genitori saranno scandalizzati, ma secondo Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell’Università di Milano-Bicocca, non è poi una cosa così sbagliata soprattutto se aiuta il bimbo a sentirsi sicuro e a vivere il distacco dalla mamma in modo un po’ più sereno. Come sempre ci vuole equilibrio. Non deve essere un giocattolo da dare in mano ai figli senza controllo, ma uno strumento di comunicazione da utilizzare all’occorrenza. È il sostituto moderno del vecchio foglietto con il numero di mamma e papà.

    “A volte le mamme sono più ansiose dei figli il primo giorno di scuola. E il fatto di mandare il bimbo alla materna – racconta il pediatra - può essere vissuto con senso di colpa o come una mancanza da una genitrice che lavora. Ebbene, non è il caso: a 3 anni il bambino ha bisogno di socializzare con i coetanei, e dunque è un bene che inizi la scuola. Anzi, sono convinto che la frequenza dovrebbe diventare obbligatoria proprio da questa età. Il telefonino nello zainetto tranquillizzerà anche le mamme più in ansia”.

    Attenzione, il cellulare non deve voler dire chiamare il piccolo in continuazione o farsi chiamare. Intanto, un bimbo di tre anni non dovrebbe saper usare il telefono. Deve solo aver un ruolo simbolico e servire in situazioni particolari, per far stare la famiglia serena.

    C’è poi un altro aspetto che richiama il legame con la famiglia: la merenda. Sempre il medico è convinto che sia sbagliato impedire al piccolo di portarsi qualcosa da casa. È un gesto che non solo ha valore da un punto di vista nutrizionale, ma anche affettivo.