Nomi vietati dalla legge che non puoi dare a tuo figlio

In materia di nomi, la legge prevede dei divieti per evitare che i genitori scelgano alcuni nomi che rendano ridicoli i propri figli. Insomma, in ogni comune ci sono liste di nomi vietati, in Italia e anche nel resto del mondo. Scopriamone alcuni inutilizzabili, ritenuti vergognosi, pericolosi, troppo insoliti o sconvenienti.

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    Quali sono i nomi vietati, In Italia soprattutto ma anche all’estero, che la legge impedisce di dare ai propri bambini? Ogni Paese ha i propri divieti che variano a seconda delle leggi e del comune sentire, perché quel che da noi sembra normale, magari in Svezia non lo è. Sta di fatto che i nomi strani ritenuti vergognosi, ridicoli, sfortunati o magari pericolosi possono essere vietati dalla legge. Il primo nome bandito dalla magistratura di Genova è stato “Venerdì”, rifiutato perché ritenuto sfortunato e uguale al giorno omonimo. A quanto pare è un’opinione e se in alcuni casi ci può stare, in altri limitare la scelta può essere opportuno. Non ci resta che scoprire alcuni dei nomi vietati in Italia e nel resto del mondo, quelli che i vostro figlio non potrà mai avere.

    Non si può dare un nome ridicolo

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    Premesso che valutare cosa sia ridicolo o no dipende molto dalla sensibilità individuale, in Italia i nomi potenzialmente tali, che rimandano a soprannomi, ingiurie, disgrazie o handicap, sono assolutamente vietati dalla legge. La magistratura di Genova ha negato a una coppia di genitori la possibilità di chiamare il figlio “Venerdì”. La motivazione? Non solo è lo stesso nome del giorno della settimana, ma è anche considerato funesto dalla superstizione. L’anagrafe può rifiutare anche l’abbinamento tra un nome e cognome che risultasse sconveniente o esageratamente ridicolo.

    Spostandoci all’estero, sappiate che il nome Ikea, famoso brand svedese che ha spopolato in tutto il mondo, è stato severamente vietato in Svezia, paese natale del marchio, onde evitare che si diffondesse a macchia d’olio, esattamente come i mobili low cost.

    In Nuova Zelanda, invece, i nomi proibiti dalla legge sono addirittura 77: non si può dare il nome Lucifero, che non ha bisogno di spiegazioni, ma neppure Duca, Cavaliere, Regina, Giustizia, Stallone, Fish e Chips. Questi ultimi proposti da una coppia di genitori per i loro “poveri” gemellini. In Norvegia, infine, sono banditi i nomi ispirati a parolacce, sesso e malattie, sebbene i divieti cambino un po’ di zona in zona.

    Sono vietati alcuni nomi ispirati a personaggi letterari e della storia

    dracula

    Nel vostro elenco di nomi papabili per il nascituro avete inserito anche “Conte Dracula” o “Madame Bovary”? Depennateli. In Italia è vietato dare nomi ispirati ai personaggi letterari, siano essi maschili o femminili. Ed è molto probabile che anche i nomi ispirati al cinema siano bocciati dall’anagrafe.

    Idem per quanto riguarda i nomi di personaggi storici, da Adolf Hitler a Benito Mussolini, passando per Osama Bin Laden. Si ritiene infatti che possano causare pregiudizi ai bambini che li portano oppure derisioni di vario genere. Meglio, anzi obbligatorio, evitare. E andare sul sicuro (il nome Andrea non è poi così brutto…).

    Anche i nomi di fantasia, ispirati dalla propria immaginazione o dai cartoni animati (come Minnie, Pollon, Spank o Bambi), non sono ben visti dall’anagrafe italiana e possono essere rifiutati se ritenuti inopportuni.

    Come devono essere i nomi dei bambini italiani

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    Le femmine devono portare nomi femminili, i maschi nomi maschili. Questo dice la legge italiana: i nomi devono essere corrispondenti al sesso. Ecco perché il nome Andrea è stato vietato in Italia ai genitori di una bimba, in quanto considerato maschile. Tuttavia sono concesse eccezioni quando si tratta di nomi così ambivalenti. Ogni caso merita di fatto una valutazione a sè: in diversi paesi del mondo alcuni nomi da noi associati ai maschi, o alle femmine, vengono utilizzati in modo opposto.

    Altra regola da tenere presente è che al massimo ciascuno di noi può portare tre nomi.

    Un altro divieto riguarda infine il dare il nome del padre e/o dei fratelli, che non può essere ripetuto nella stessa famiglia, al fine di non creare confusione. Ma siamo uno dei pochi paesi a pensarla così; negli Stati Uniti, in Brasile e in numerosi altri paesi del mondo, è molto comune dare a uno dei figli il nome del padre affiancato dalla dicitura “Junior”.

    A proposito di cognomi, in Italia non si può utilizzare il cognome come nome, per l’ovvia motivazione di evitare equivoci di identità.

    A questo punto, ci sembra il caso di lasciarvi i nostri elenchi di nomi da maschi e nomi femminili più belli, usati, diffusi in Italia.