
Ci sono mamme che in gravidanza non stanno attente e consumano troppo alcol. Non devono credere di farla franca. Secondo quanto è stato scoperto da un recente studio, nel meconio si può tranquillamente leggere questa tendenza. Prima cosa che cos’è il meconio? Diciamo che è la prima “cacca”. È il materiale presente nell’intestino del feto, che viene espulso dal bambino i primi giorni di vita. Contiene secrezioni intestinali, ma anche liquido amniotico ingerito nella pancia della mamma e cellule epiteliali.

Festeggiare il Natale durante la gravidanza è davvero molto bello ed emozionante, perché è proprio il calore, la magia della festa più amata da tutti, ma soprattutto dai bambini, che farà sentire ancor di più alla futura mamma tutta la gioia della maternità. Del resto, il Natale festeggia una nascita, e quindi, quale stato d’animo più “allineato” con lo spirito del 25 dicembre, di quello di chi aspetta un figlio? Tuttavia, una donna in dolce attesa deve anche essere consapevole che il suo stato non le permetterà di mangiare proprio tutte le tradizionali leccornie natalizie che sono permesse agli altri.

Sono davvero tante le cause di eventi traumatici come l’aborto spontaneo e la morte fetale, che sanciscono l’interruzione di una gravidanza. Tra queste, particolarmente importanti (perché evitabili) sono quelle che si possono far risalire a comportamenti materni non prudenti, sia durante la gestazione che anche nel periodo immediatamente precedente il concepimento. A parlarne è un accurato studio condotto dall’American College of Obtetricians and Gynecologists che ha analizzato i dati di donne di diverse estrazioni sociali e origini etniche, residenti in cinque stati americani (Utah, Texas, Georgia, Massachissets e Rhode Island).

La gravidanza è uno dei grandi misteri e quando una donna resta incinta ci sono due mila attenzioni per lei: negli anni però l’approccio è un po’ cambiato. È aumentata la prudenza. Sarà che avere un figlio, soprattutto quando è desiderato, è sempre abbastanza un’impresa (Legge di Murphy??), sarà che le donne diventano mamme sempre più in là nel tempo e che quindi curano questo figlio come se fosse il più prezioso dei bambini e poi sarà che c’è troppa informazione, ma spesso la prudenza diventa un po’ maniacale. Vediamo quindi quali sono i nuovi falsi miti.

Il peso dei bambini alla nascita come indicatore di futura obesità (o meno). Potrà sembrarvi strano, ma non sono i neonati piccoli, sottopeso, quelli ad avere minori rischi di diventare sovrappeso o obesi negli anni futuri, ma quelli più grandicelli. I bebè che vengono al mondo con un peso che oscilla tra i 3 e i 4 kg (ovvero quella che è considerata proprio la pesata ideale, che indica che il feto è cresciuto e si è sviluppato correttamente nell’utero materno) praticamente lo pongono in una “botte di ferro”, ben lontano dal pericolo di diventare troppo cicciottello con la crescita.

L’inizio di una gravidanza non è solo un momento importante da definire con la futura mamma, al fine di poter effettuare in conteggio delle settimane di gestazione e, conseguentemente, stabilire una data del parto verosimilmente attendibile. Queste considerazioni sono di tipo “tecnico” e valgono per ogni singolo caso, ma a livello più generale, quando si può stabilire con certezza che una gravidanza è cominciata? Il momento esatto in cui si può dire che una nuova vita è stata concepita? Come avrete intuito, sono piuttosto le implicazioni etiche che hanno a che vedere con una domanda così apparentemente banale. E proprio per questo motivo, non tutti i medici concordano.

La fecondazione assistita ancora una volta fa discutere. Stavolta sono state le nuove Linee guida sulla Legge 40 a dare il via a un’ampia polemica perché non si prevede il ricorso a questa tecnica per le coppie con malattie genetiche (talassemia e fibrosi cistica). Si parla quindi di discriminazione. Ma non sono gli unici cambiamenti (o per alcuni non cambiamenti). È stato, infatti, eliminato l’obbligo di avere un unico e contemporaneo impianto di embrioni, comunque non superiori a tre. Inoltre, salta l’obbligo di trasferire in una biobanca gli embrioni abbandonati (“il trasporto è estremamente complesso e costoso”).

La pre-eclampsia è una patologia che può svilupparsi in gravidanza, per la precisione dopo la 20ma settimana di gestazione provocando seri rischi per la salute della mamma. Infatti, questa sindrome, caratterizzata da un eccesso di proteine nelle urine e pressione alta, sia prima che durante e anche dopo il parto, può portare a gravi conseguenze tra cui stato confusionale e convulsioni della partoriente. Naturalmente, a parte la prevenzione (legata soprattutto ad uno stile di vita virtuoso in gravidanza, un’alimentazione corretta e un non eccessivo aumento ponderale), l’unico modo per riportare a posto i parametri ed evitare rischi alla mamma, è quello di scoprire la pre-eclampsia quanto prima.

Il feto sente tutto, se la mamma è felice, depressa, ansiosa o stanca. Lo abbiamo sempre detto, ma ora c’è la conferma scientifica. È tutto merito della placenta, che media i segnali chimici e riferisce le emozioni della mamma al bambino che sta crescendo dentro di lei. Lo studio, pubblicato su Psychological Science, compie anche un passo in più: non solo il bimbo percepisce, ma fa sue certe sensazioni, che potrebbero avere un’influenza più o meno positiva sulla sua salute. Ecco quindi, care mammine, che dovete assolutamente fare attenzione a tutto per non turbare la tranquillità del piccolino.

Bere alcol in gravidanza fa male al bambino. È un dato abbastanza noto, ma ci sono degli sviluppi sulla questione. Ci tengo, tra l’altro, ad affrontare ancora una volta questa tematica perché molte donne a volte si dimenticano di portare un bimbo nel loro pancino e continuano a fumare e bere in eccesso. Secondo un nuovo studio, condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche, l’abuso di alcol può provocare la sindrome feto alcolica, con eventuali ritardi mentali e disturbi di crescita.