
La bravissima cantautrice Giorgia è diventata mamma 17 mesi fa di un bel maschietto, Samuel, e ora ha deciso di raccontare la sua particolare esperienza, frutto di una scelta tanto inusuale quanto discussa: il parto in casa. Le statistiche ci dicono che è pari al 2% circa la percentuale di donne che decide di far nascere il proprio bambino tra le rassicuranti pareti domestiche, principalmente per motivi di sicurezza. Ma Giorgia non si è limitata a partorire in casa, ha scelto anche un elemento particolarmente congeniale sia alla mamma che al bebè: l’acqua. Un parto in acqua… a casa!

Al momento giusto saremo in grado di riconoscere le contrazioni? Non vi dovete preoccupare anche di questo. L’arrivo del travaglio dà segni che non lasciano alcun dubbio e comunque vada, ci sarà il vostro medico a monitorare la situazione. Ricordiamo che le contrazioni potrebbero anche verificarsi nel corso della gravidanza e nella maggior parte delle volte dipendono dal fatto che l’utero si sta adattando al feto, ad accoglierlo nel migliore dei modi.

Il parto naturale è un evento che spaventa molto la futura mamma. I dolori del travaglio sono sicuramente uno spauracchio, e soprattutto quando la donna è in attesa del suo primo figlio, e non sa bene cosa aspettarsi, si basa sui racconti delle amiche o della mamma, sui film o sulle letture, rimanendo, spesso, sconvolta. Eliminando le esagerazioni e le “fioriture” poetiche, diciamo così, che a volte arricchiscono certi racconti di particolari truculenti, resta, però, il fatto che partorire naturalmente è sicuramente doloroso, pur con sfumature anche accentuate tra donna e donna, e non potrebbe essere diversamente.

Quando una donna si avvicina al momento del parto, la paura affiora dal profondo della psiche, come sentimento del tutto naturale, soprattutto se la futura mamma è alle prese con la prima gravidanza. Tanti “miti”, infatti, nel tempo si sono costruiti su questo evento che, ricordiamolo, in passato ha costituito una causa di morte non insignificante nella popolazione femminile. Timori ancestrali sono collegati al parto, proprio perché ogni donna si porta dentro una sorta di antico ricordo dei rischi relativi al momento della nascita. Senza contare le letture fatte, i racconti ascoltati (alcuni, diciamocelo, davvero truculenti), le mille credenze popolari, sovente prive di fondamento.

Il dolore del parto è un vero spauracchio per tutte le future mamme. Certo, ci si fa una ragione, ci si ripete che come l’hanno superato le altre donne lo faremo anche noi, che non sarà poi tutto questo trauma, che l’assistenza in sala parto ha fatto passi da gigante, che con una buona tecnica respiratoria si può gestire la sofferenza delle contrazioni ecc. ecc. Però poi, un po’ di ansia rimane. Perchè è bello pensare al “dopo”, a cose fatte, quando finalmente si potrà stringere il proprio neonato e guardarlo negli occhi, il problema è il “prima” e, soprattutto, il “durante”.