
I bebè che nascono pretermine sono sempre un po’ più a rischio degli altri, nonostante tanto sia stato fatto, ultimamente, per garantire anche a neonati piccolissimi di sopravvivere. Tuttavia, secondo un recente studio australiano, i tassi di sopravvivenza non sono uguali per maschietti e femminucce, queste ultime risulterebbero mediamente più resistenti. I ricercatori della Australian National University Medical School, grazie ad una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics e condotta su un campione di oltre 2mila neonati prematuri, hanno potuto rilevare delle notevoli discrepanze di genere.

Il parto in casa è di solito caldamente sconsigliato alle donne in dolce attesa, quando si arriva al momento di valutare con il proprio ginecologo le opzioni possibili. Naturalmente niente garantisce (o dovrebbe garantire) più sicurezza per mamma e bambino dell’assistenza ospedaliere, ma non per questo la possibilità di far nascere il proprio figlio tra le rassicuranti mura domestiche andrebbe scartata a priori, specialmente se la gravidanza non è considerata a rischio. Troppi pregiudizi da parte dei medici? Forse sì.

È in aumento il parto prematuro. Per quale motivo? Molte donne ricorrono alla fecondazione assistita e restano in attesa di gemelli. È più facile che la gravidanza gemellare non arrivi alla completa fine della gestazione. Questo però è solo uno dei tanti perché. Alcuni esperti hanno evidenziato l’aspartame, noto dolcificante, come potenziale causa del parto pretermine. Lo si trova in oltre 6 mila prodotti alimentari (dallo yogurt ai succhi di frutta) e molte persone lo utilizzano anche per sostituire lo zucchero.

I neonati prematuri sono una realtà sempre più diffusa. Oggi è la giornata mondiale del neonato pretermine e abbiamo deciso di darvi qualche dato sull’incidenza di queste nascite: si contano circa 13 milioni di prematuri nel mondo ogni anno, e di questi 40 mila sono in Italia. Si tratta di una stima destinata ad aumentare, a causa della diffusione delle tecniche di fecondazione. L’indagine è stata condotta da Abbott per conto dell’Istituto di ricerca P/S/L Research.

Una bimba senza un nome e una mamma in coma che non sa di averla partorita. E tra le due, un padre che aspetta, che spera di poter rientrare a casa con tutte e due le sue “donne”, e un fratellino con una gamba fratturata che vorrebbe poter conoscere la sua sorellina, e riabbracciare la sua mamma. Una storia strappalacrime, ma purtroppo tutta vera, che speriamo si possa concludere con un happy end. Il dramma di questa famiglia di origine macedone che abita da anni in Italia, scoppia lunedì mattina, a Incisa nei pressi di Firenze, quando Sheida, una mamma di 33 anni in dolce attesa e il suo primogenito di 5 anni Betim vengono travolti sul ciglio della strada da una Lancia Delta e finiscono entrambi all’ospedale, ma non lo stesso.

La pre-eclampsia è una patologia che può svilupparsi in gravidanza, per la precisione dopo la 20ma settimana di gestazione provocando seri rischi per la salute della mamma. Infatti, questa sindrome, caratterizzata da un eccesso di proteine nelle urine e pressione alta, sia prima che durante e anche dopo il parto, può portare a gravi conseguenze tra cui stato confusionale e convulsioni della partoriente. Naturalmente, a parte la prevenzione (legata soprattutto ad uno stile di vita virtuoso in gravidanza, un’alimentazione corretta e un non eccessivo aumento ponderale), l’unico modo per riportare a posto i parametri ed evitare rischi alla mamma, è quello di scoprire la pre-eclampsia quanto prima.

Oggi vi raccontiamo una storia davvero originale che ha fortunatamente avuto un lieto fine: una donna di Bolzano ha infatti rotto le acque sull’autostrada del Brennero senza il tempo necessario per arrivare in ospedale. È stato subito chiaro che il suo bambino sarebbe nato in poco tempo, anche sul sedile posteriore della loro automobile! E’ così intervenuta prontamente la polizia stradale di Bolzano, in servizio di vigilanza autostradale, che al casello autostradale di Bolzano nord in ha soccorso la donna di 31 anni di San Candido (Bolzano) che stava per partorire. Una situazione davvero difficile che però, fortunatamente si è conclusa nel migliore dei modi.

Il parto prematuro spaventa molte donne, soprattutto se durante la gravidanza non sono state bene o sanno che il bambino è a rischio. C’è però una notizia nuova. Sono molte le mamme che non riescono a dormire soprattutto nell’ultimo trimestre. La causa principale è il peso del pancione, l’ansia del parto e magari anche qualche doloretto di troppo. È stato scoperto però un legame tra l’insonnia e il parto pretermine da uno studio condotto presso la School of Medicine dell’università di Pittsburgh. Ma perché?

Si parla spesso di cesareo in Italia, perché il nostro Paese utilizza questa tecnica in maniera esagerata, abbiamo superato gli standard europei. È una pratica molto costosa, se non necessaria, e spesso ci si dimentica che è un vero e proprio intervento chirurgico con tutti i suoi pro, ma anche i suoi contro. Le donne però sono convinte che sia una passeggiata, rispetto al parto naturale, e di soffrire meno. Pensate un po’ che in Inghilterra, invece, le donne potranno scegliere se partorire con cesareo o naturalmente, senza una ragione medica. Questa è una novità assoluta, che potrebbe però pesare molto sulle tasche.
Taglia il traguardo della maratona di Chicago e… partorisce! E’ accaduto ad una giovane mamma americana, Amber Miller di 27 anni, che ha avuto la bella, ma un po’ azzardata idea di partecipare alla corsa di resistenza più lunga che esista incinta di nove mesi! Infatti, giunta alla 39ma settimana di gestazione, Amber, correndo correndo, ha dato anche alla luce la sua bambina, un tenero batuffolino (che potete ammirare nella foto), a cui è stato imposto il nome di June. Ma ripercorriamo le tappe (è il caso di dirlo) con ordine. Amber Miller e suo marito vorrebbero partecipare all’annuale maratona che si corre nella città in cui vivono, Chicago, appunto, ma la ragazza è al termine della gravidanza.