
L’allattamento al seno sembra proprio essere la miglior polizza assicurativa sulla salute dei bebè, e non solo, perché è ormai noto che anche le mamme ne trarrebbero sicuro giovamento. Stavolta, i benefici del latte materno vanno ad interessare l’apparato respiratorio dei neonati, e nello specifico la loro potenza polmonare. Secondo quanto scoperto d un gruppo di ricercatori inglesi e svizzeri, l’allattamento al seno, anche se effettuato da mamme con problemi di asma, avrebbe un effetto protettivo sulla salute dei polmoni dei bimbi, riducendo in loro il rischio di diventare asmatici a loro volta.

Il box per il bebè è un accessorio non indispensabile, ma certamente molto utile che permette alle mamme e ai papà di allontanarsi momentaneamente dalla stanza dove si trova il bimbo sapendolo al sicuro. In pratica, si tratta di un recinto imbottito, grande a sufficienza perché un bambino piccolo ci possa giocare agevolmente, ma che non gli permette di uscire e, conseguentemente, girare per casa da solo rischiando di farsi male. Molti genitori si mostrano scettici, quando non apertamente contrari all’uso del box, visto come una “gabbia” in cui rinchiudere il bimbo, ma in effetti non bisogna leggerla in maniera così drastica, insomma, nessuno è rimasto traumatizzato per aver giocato un po’ nel box da piccolo!

La salute dei bambini deve essere protetta delle cattive abitudini, tra queste c’è l’utilizzo della tecnologia come baby sitter. Quante volte il bambino viene “parcheggiato” per ore davanti al pc o alle consolle di gioco portatile? Si divertono, non danno fastidio e la mamma e il papà possono continuare a lavorare o a parlare. Non è una critica: è umano ed è una tecnica molto utilizzata. Esiste però un problema: i bambini sono a rischio stress fisico e lesioni a collo e schiena, proprio a causa di questo utilizzo della tecnologia.

Secondo uno studio canadese, i bambini dimostrano fin dall’asilo l’attitudine al successo e alla leadership, con buona pace di chi ritiene che il riscatto sia sempre possibile per tutti, anche quando si abbia un passato da “sfigati”. Ma entriamo nel merito della ricerca. Gli studiosi dell’Università di Montreal e del Centro di Ricerche CHU Saint Justine, hanno analizzato i comportamenti di oltre 1000 bambini dell’asilo nido e della scuola materna (età 1-6 anni) e valutato attraverso specifici test il loro self control, il livello di sicurezza e di autostima, la capacità di concentrazione nel lavoro autonomo, e di interazione con gli altri nelle attività e nei giochi di gruppo.

Il 27 gennaio è la “Giornata della Memoria“, una data che anche i bambini devono imparare a conoscere e su cui non è mai troppo presto per cominciare a riflettere. Il 27 gennaio del 1945, ben prima che la Seconda Guerra mondiale si concludesse, i cancelli del campo di sterminio nazista di Auschwitz vennero abbattuti, e l’orrore che si scoprì allora, deve essere custodito nella memoria di tutti noi, e di chi verrà dopo di noi, affinché non accada mai più. Ebrei, zingari, omosessuali, nemici politici, uomini e donne, bambini… soprattutto bambini, pagarono un prezzo talmente alto per la follia e il fanatismo umano che il nostro debito nei loro confronti è solo uno, non dimenticarli.