
I servizi legati alla puericultura non sono mai sufficienti, ma Milano – questa volta – è riuscita a distinguersi in senso positivo, perché l’Unicef ha nominato la sua Asl ”Comunità amica dei bambini e delle bambine, per l’allattamento al seno”. È un riconoscimento molto importante che ha valutato la qualità dei servizi sanitari e i programmi per migliorare le pratiche assistenziali. In questo contesto, la Asl di Milano non ha rivali ed è considerata la prima in Italia. Ma vediamo meglio com’è nata la valutazione dell’Unicef.

I neonati non hanno alcun problema a capire le parole della mamma. Quello tra il bebè e la madre è un linguaggio davvero particolare, fatto di emozioni e telepatia. Un nuovo studio della Scuola Universitaria di Psicologia dell’Università di Cardiff (Uk) ha dimostrato che anche se il bimbo non conosce il linguaggio della sua mamma è in grado di decifrarne ugualmente il significato. Non è una cosa incredibile? Ma vediamo meglio come i ricercatori sono stati in grado di elaborare questa teoria.

Un piccolo premio non alimentare per spingere i bambini a mangiare le verdure, l’alimento più odiato (in genere, salvo isolate e fortunate eccezioni) che mamma e papà possano proporre in tavola. Si sa, convincere i bambini che vegetali e ortaggi sono buoni, e soprattutto che fanno tanto bene alla loro salute e che li aiuteranno a crescere meglio, è davvero un’impresa titanica. Se per gli spinaci può giungere in aiuto Braccio di Ferro, per cavoli, lattughe, radicchio, scarola o indivia che siano, la questione rimane irrisolta. E allora?

Non è facile prevenire il fenomeno delle gravidanze indesiderate, che spesso tocca da vicino soprattutto le ragazze di giovane età. Sono in aumento, anche in Italia, le baby mamme. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Georgia (Usa), è inutile cercare di sponsorizzare l’astinenza come metodo anticoncezionale. Sono numerosi i programmi televisivi americani durante cui si tenta di scoraggiare i ragazzini ad avere rapporti, soprattutto non protetti.

I bambini e gli adolescenti sono amanti della trasgressione. È abbastanza normale che in giovanissima età si abbia voglia di fare qualcosa di nuovo e stravagante, senza avere una reale consapevolezza della propria scelta. Secondo un’indagine realizzata da Eurispes e Telefono Azzurro, il 20% dei ragazzi ha un piercing, vale a dire un adolescente su 5, mentre il tatuaggio è disegnato sul corpo del 7,5 % e il 2,3% ha fatto richiesta alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto. Ma vediamo com’è cambiata questa generazione in un solo anno.