Prepararsi Al Parto

Tecniche di rilassamento, esami da effettuare prima del grande giorno. Tanti consigli per affrontare il parto con serenità e consapevolezza.

Prepararsi al parto in vacanza, consigli per rilassarsi ed evitare rischi

donna incinta in vacanza

Le vacanze possono diventare il momento ideale per prepararsi al parto. Le future mamme infatti possono approfittare dei momenti di tranquillità per dedicarsi alla cura del corpo e della mente: ovviamente a tutte le donne incinta è sconsigliato stancarsi troppo, mentre è raccomandato seguire discipline di preparazione al parto e magari concedersi anche qualche massaggio rilassante. Attenzione però anche alla meta delle vostre vacanze che deve soprattutto tenere conto dello stato in cui vi trovate.

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Corredino del neonato, i consigli

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Se siete in dolce attesa e se mancano ormai pochi mesi all’arrivo del vostro bimbo sarà il caso di cominciare a pensare al suo corredino! Il consiglio è sempre quello di aspettare il momento in cui vi verrà confermato il sesso del piccolo (a patto, ovviamente, che lo vogliate conoscere!). In questo modo riuscirete ad organizzare i vostri acquisti in modo più completo e facile. Oggi vi forniremo un’utilissima lista di cose indispensabili che serviranno al bambino nei primissimi mesi di vita.

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Parto record per una mamma di 176 chili: accade in provincia di Salerno

parto record mamma 176 chili

Un parto che è stato definito da record, ma non per il peso del bambino, bensì per quello della mamma che pesa 176 chili. Accade all’Azienda universitaria S.Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona che i medici hanno valutato con molta attenzione. La donna infatti per il suo peso aveva gravi problemi di salute, oltre a seri precedenti per tromboflebite: tutto è andato per il meglio e la donna ha messo al mondo il suo bambino, un maschietto di 4 kg con parto cesareo.

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Come fare il calcolo delle settimane in gravidanza

Settimane gravidanza

Parliamo oggi del calcolo delle settimane di gravidanza, un argomento un po’ tecnico ma importante. In effetti, una volta appurato che c’è un bambino in arrivo per davvero, e dando per scontato che la gestazione durerà esattamente nove mesi, la futura mamma dovrebbe riuscire a risalire al momento del concepimento per poter cominciare a contare le 40 settimane della gravidanza fino al giorno ipotetico del parto (in genere rispetto alla data segnalata dal ginecologo, c’è una settimana di “elasticità”). A questo punto, però, di solito le donne si ritrovano un pochino spaesate, perché come si fa a capire esattamente in quale momento della precedente ovulazione è avvenuto il concepimento?

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Baby Shower Party, l’ultima moda per le mamme in attesa

Baby Shower Party

Le mamme in attesa possono divertirsi a organizzare o solamente a partecipare a un bel Baby Shower Party. Negli Stati Uniti è di moda già da un po’ di anni, ma ora sta arrivando anche in Italia. Avete presente di cosa stiamo parlando? Nei film spesso si vedono queste feste, in cui le amiche della futura mamma si radunano per organizzarle una sorta di corredino prima della nascita del bambino. Baby Shower Party, letteralmente, è una pioggia (doccia) di regali durante una festa.

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Corso preparto: tutto quello che c’è da sapere

Corso pre parto

A partire dal sesto mese di gravidanza, cominciare a seguire un corso preparto, può aiutare la futura mamma a prepararsi alla nascita del suo bambino. Anche se una gravidanza è lunga, e nove mesi sono sufficienti per informarsi su tutto quello che è necessario sapere per affrontare nel modo migliore sia il momento del parto che i primi giorni a casa con il bebè, una donna non riesce a fare tutto da sola. Soprattutto quando si è in attesa del primo figlio, e tutto ciò che si sperimenta è nuovo, sentimenti legittimi di ansia e paura di non essere all’altezza possono assalire la futura mamma e non essere una buona premessa per affrontare il parto con la giusta serenità.

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Tutti i rischi del parto in casa e i consigli su come comportarsi

Parto in casa

Il parto in casa è sicuramente un’opzione che attrae molte future mamme. Il perché è facile da intuire: affrontare il travaglio e far nascere il proprio bebè nel conforto delle mura domestiche, potendosi muovere a proprio agio e avendo la calma e tranquillità di un posto tutto per sé, è un sogno. Ma quante donne prendono poi realmente in considerazione la possibilità di partorire in casa? La questione ruota tutta attorno alla sicurezza. Pensare di far nascere il proprio bambino in un luogo che, per quanto amico, non è certo attrezzato per le emergenze, e non prevede un supporto medico (magari del proprio ginecologo che ha seguito tutta la gravidanza), crea ansia e timori legittimi.

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Paura del parto: come affrontarla

Paura del parto

Quando una donna si avvicina al momento del parto, la paura affiora dal profondo della psiche, come sentimento del tutto naturale, soprattutto se la futura mamma è alle prese con la prima gravidanza. Tanti “miti”, infatti, nel tempo si sono costruiti su questo evento che, ricordiamolo, in passato ha costituito una causa di morte non insignificante nella popolazione femminile. Timori ancestrali sono collegati al parto, proprio perché ogni donna si porta dentro una sorta di antico ricordo dei rischi relativi al momento della nascita. Senza contare le letture fatte, i racconti ascoltati (alcuni, diciamocelo, davvero truculenti), le mille credenze popolari, sovente prive di fondamento.

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Parto: l’agopuntura non riduce il dolore del travaglio

Dolore del parto

Il dolore del parto è un vero spauracchio per tutte le future mamme. Certo, ci si fa una ragione, ci si ripete che come l’hanno superato le altre donne lo faremo anche noi, che non sarà poi tutto questo trauma, che l’assistenza in sala parto ha fatto passi da gigante, che con una buona tecnica respiratoria si può gestire la sofferenza delle contrazioni ecc. ecc. Però poi, un po’ di ansia rimane. Perchè è bello pensare al “dopo”, a cose fatte, quando finalmente si potrà stringere il proprio neonato e guardarlo negli occhi, il problema è il “prima” e, soprattutto, il “durante”.

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Gravidanza, consigli per nove mesi sereni

gravidanza serena

Ci sono delle piccole regole da seguire per avere una gravidanza serena. Ovviamente questi consigli sono le mamme che non hanno complicanze particolari, ma che semmai sono un po’ vittime dell’ansia, come è normale che sia. È importante, nel corso dei nove mesi, prendersi cura del proprio corpo: questo premette di curare anche il piccolo che sta crescendo dentro di voi. La prima cosa da fare è eliminare certi vizi. Lo so è dura ed è anche faticoso, perché già si è stressate se poi non si può neanche sfogare tutto lo stress nel modo desiderato diventa assai dura.

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Gravidanza: la placenta ne determina la durata

Feto in gravidanza

La durata della gravidanza umana dipende dalla placenta. Ne sono convinti i ricercatori della Durham University, Gran Bretagna, i quali hanno effettuato studi incrociati sulle gestazioni di alcuni animali confrontate con la gravidanza negli esseri umani. In soldoni, quello che è emerso è che a determinare la velocità dell’accrescimento nel feto , è il numero di vasi di collegamento tra la placenta e l’utero materno. Ma spieghiamo dal punto di vista anatomico. La placenta è una sorta di sacco che avvolge l’embrione fin dalle sue prime settimane di sviluppo e si modella sull’accrescimento del feto.

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Cordone ombelicale: il suo “giro” non deve preoccupare

Cordone ombelicale, le paure del

Il cordone ombelicale sinonimo di legame madre-figlio: è la vita, il nutrimento, uno degli affascinanti meccanismi che permettono al bimbo di crescere all’interno del grembo materno. E’ anche un prezioso mezzo di prevenzione: contiene cellule staminali che potrebbero essere decisive nel futuro di nostro figlio o in quello di altri bambini. Da qui, l’importanza della donazione. Ma il cordone ombelicale è anche un motivo di ansia per le donne in gravidanza, specie negli ultimi mesi. “E se si girasse intorno al collo?” Chi non ha mai pensato, anche solo per una volta, questa brutta cosa?

  • Cordone ombelicale: giro intorno al collo
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  • Cellule staminali da cordone ombelicale
  • Cordone ombelicale, legame madre-figlio
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Partorire con epidurale riduce il pericolo di danni muscolari

Parto epidurale

Contro le tante (troppe) resistenze di gestanti e medici nei confronti dell’iniezione epidurale, che anestetizza localmente la donna senza impedire la partecipazione attiva al parto, ora giunge una ulteriore picconata. Secondo uno studio australiano condotto su 400 donne che avevano recentemente partorito, infatti, è stato rilevato che tra coloro che avevano optato per il parto naturale, una su dieci aveva riportato danni alla muscolatura pelvica coinvolta. Al contrario, le partorienti che avevano scelto l’epidurale, hanno percentualmente avuto meno risentimenti proprio a livello muscolare.

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Prepararsi al parto: tecniche e metodi

Consigli per prepararsi al parto

Partorire fa un po’ paura e le donne non dovrebbero certo vergognarsi di ammetterlo: sembra quasi che “la buona madre” non debba avere paura del dolore e ci sono persone che disapprovano la scelta più che legittima di una futura mamma di ricorrere all’analgesia epidurale per soffrire di meno. Credo che ogni donna abbia il diritto di scegliere per se stessa senza dover sottostare ai giudizi morali di nessuno. Ci sono però dei casi in cui l’epidurale non si può praticare: per questo dovete essere pronte a tutto, perché durante il parto non si sa mai quello che può succedere!

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Prepararsi al parto: un aiuto dalla psicoprofilassi

Parto con la psicoprofilassi

C’è chi lo affronta con un po’ più di serenità e chi invece ne ha un terrore folle: il parto è sempre un momento carico di paure, ansie ed aspettative. La paura del parto però è veramente molto diffusa: ci sono metodi come l’anestesia epidurale che rendono meno doloroso e traumatico questo momento. Molto spesso però i corsi pre-parto non aiutano le donne a superare la paura e lo stesso per il parto: la psicoprofilassi invece parte da un approccio molto diverso, studiato caso per caso, e che aiuta ogni donna ad essere più consapevole per proprio corpo e della propria individualità di madre. E’ importante quindi un approccio anche psicologico al parto, cosa che molti corsi trattano solo superficialmente.

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