
La depressione colpisce di più le donne post parto che in seguito un aborto. Ci si immagina che questo stato d’animo debba per forza essere conseguente a un dolore, mentre è più facile che il rischio si corra per la nascita di un figlio. A sostenere questa tesi, elaborata dopo un complesso studio, è un gruppo di ricercatori della Danimarca e pubblicato sul New England journal of medicine. Vediamo meglio quali sono i risultati e perchè.

Una donna in maternità impiega 18 mesi, in media, per sentirsi di nuovo pienamente “donna” dopo essere stata solo “mamma”. Dopo il parto e il rientro a casa con il neonato, infatti, le neo mamme sono sopraffatte dalle nuove incombenze che le assorbono completamente, e questo un pochino a discapito della femminilità e del rapporto di coppia. Del resto è un fatto naturale e 18 mesi, in fin dei conti, non sono tutta la vita. M vediamo meglio di cosa stiamo parlando. Tutto è partito da un sondaggio inglese promosso dal sito A Beautiful Mummy, che ha coinvolto 3mila donne diventate madri di recente.

Dramma silenzioso, la depressione post parto. Se ne parla solo quando ci colpisce attraverso strazianti fatti di cronaca, ma in realtà esiste un’area grigia tanto ampia quanto trascurata, formata da tutte quelle neo mamme che combattono quotidianamente contro questo male insidioso. Un problema sanitario e sociale che colpisce ben 90mila donne italiane, ogni anno, delle quali solo il 50% viene sottoposta a cure adeguate. Evidentemente, è necessario fare di più per offrire supporto, sostegno psicologico e medico alle mamme sofferenti di quella che gli americani hanno ribattezzato “baby blues”, e che si manifesta soprattutto durante il primo anno di vita del bebè.

Subito dopo il parto, il neonato viene al sottoposto al Test di Apgar. Non fatevi spaventare, si tratta di una test valutativo semplicissimo ed estremamente veloce che, basandosi su parametri specifici, stabilisce se il bebè è in buona salute o, eventualmente, se presenta qualche disturbo. Verificare le condizioni fisiche del neonato a pochi minuti dalla nascita è fondamentale perchè, qualora si evidenziasse una qualche anomalia, la tempestività della diagnosi permetterebbe di sottoporlo alle cure adeguate immediatamente. Ma vediamo meglio di che tipo di esame stiamo parlando.

Dopo il parto il cervello delle mamme “cresce”? Sembrerebbe di sì, stando a questa notizia davvero curiosa e interessante dal punto di vista prettamente scientifico. Il prestigioso National Institute of Mental Health, che si trova nel Maryland (Stati Uniti), ha recentemente condotto una ricerca su un gruppo di neo mamme, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista American Psycological Association, che proverebbe come la materia grigia delle donne subito dopo il parto aumenti di volume. Questo non ha a che vedere con l’intelligenza in senso stretto, logicamente. Ma vediamo di approfondire un po’.

Affrontiamo spesso il delicato tema della depressione post-partum, una sindrome che colpisce una percentuale di donne pari a circa il 15% del totale delle neo mamme. La causa scatenante di questa vera e propria malattia non è ancora del tutto chiara, anche se periodicamente giungono notizie confortanti sul fronte della ricerca. Con tutta probabilità, esiste una componente genetica che incide sull’insorgenza della patologia, ed è stato rivelato come anche una semplice risonanza magnetica sia in grado di evidenziare una depressione post partum in atto attraverso l’analisi dell’attività cerebrale delle donne che ne sono affette.

Sentiamo spesso parlare di depressione post partum, una patologia di cui soffre circa il 15% delle neo mamme, soprattutto nel primo anno dalla nascita del loro bambino. Purtroppo però, sono più le conseguenze drammatiche di una depressione non riconosciuta o non adeguatamente curata a far notizia, che non la malattia in sè e il disagio che ne consegue per madri e figli. Infatti, anche quando il problema si risolva con il tempo e senza grossi danni, non significa che non abbia lasciato qualche strascico nella psiche del neonato e ingenerato un senso di colpa nella mamma.

La depressione post partum è un grave disturbo che colpisce una percentuale non trascurabile di mamme nel corso del primo anno di vita del proprio bambino. Recentemente è emerso come anche i papà, seppur in misura molto inferiore, sono soggetti a questa patologia. Ma se i genitori pensano di essere in salvo dopo che questo periodo di tempo sia trascorso, ebbene, un recente studio inglese ha dimostrato come, al contrario, non si è mai completamente al sicuro dal cadere in uno stato depressivo, anche grave, fino a che il proprio figlio non entra nella pubertà, ovvero fino ai suoi 12 anni circa.

Niente sesso dopo il parto. Non è un divieto, ma una costante che avviene in molte donne. In realtà ne avevamo già parlato, ma a sottolineare il fatto è stata in questi giorni una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine. Ecco cosa si afferma in questo studio che ha analizzato i dati di ben 50 indagini precedenti sull’argomento: a distanza di tre mesi dalla nascita del bebè l’83% delle neomamme ha dichiarato di non avere ancora uno stimolo sessuale. Tutto invece sembra tornare alla normalità nel doppio del tempo, cioè 6 mesi: in questo caso il 90% delle donne ha raccontato di essere tornata alla normale attività sessuale, precedente alla gravidanza.
A molte mamme capita di riscontrare nel proprio neonato un’ernia ombelicale. Si presenta come un piccolo rigonfiamento, simile ad una pallina che può andare dalle dimensioni di 1-2 cm fino ai 5, in corrispondenza dell’ombelico. Niente paura, non è nulla di grave, ed è, di norma, un problema che si risolve da solo nel giro di un pio di mesi senza bisogno di intervento alcuno. Ma cos’è, esattamente, un’ernia? Nel caso che stiamo trattando, ha a che fare con la ferita che rimane al posto del moncone ombelicale dopo che questo si sia staccato dal pancino del bebè.