
Ogni anni molti bambini vengono abbandonati alla nascita. Ci sono donne che decidono di abortire e donne che, invece, scelgono di non riconoscere il figlio, lasciandolo alle cure dell’ospedale. In entrambi i casi, sono posizioni molto forti e molto difficili da giudicare, il più delle volte dettate da motivazioni economiche. Solo nel 2011 a Roma sono stati 41 i bambini abbandonati e nel Lazio si registrano circa 60 casi l’anno. Non pensiate che sia un fenomeno locale, perché i numeri sono simili anche in altre Regioni e purtroppo sono in aumento.

E’ tanto triste e tanto commovente la storia di Jenni Lake, morta dopo aver partorito il suo bambino, Chad, a soli 17 anni. Era malata di cancro questa giovanissima mamma, e avrebbe forse potuto salvarsi, o avere maggiori chance di sopravvivere al tumore maligno che l’aveva colpita, se avesse seguito le terapie anti cancro aggressive che i medici le avevano caldamente consigliato. Ma lei ha scelto di far vivere la creatura che aveva appena scoperto di portare in grembo, la qual cosa era incompatibile con la chemio o la radioterapia.

Recidere il cordone ombelicale del bebè è una delle prime cose che si fanno dopo il parto, anche perché sappiamo che questo “tubicino” che ha unito madre e feto durante la gravidanza è pieno di cellule staminali preziosissime che possono essere conservate. Tuttavia, il cordone ombelicale è anche ricco di sostanze nutritive materne che non andrebbero sottratte al bebè così di botto non appena il piccolo si sia staccato dal corpo materno e abbia visto la luce. Sarebbe soprattutto il ferro ad essere contenuto ancora nel cordone, ecco perché i ricercatori svedesi delle Università di Uppsala e Umêa suggeriscono di effettuare l’operazione “taglio” non proprio immediatamente, ma dopo qualche minuto dalla nascita.

Il parto è un momento meraviglioso, anche se lascia alcuni segni. Come sappiamo la gravidanza modifica il corpo per accogliere il bambino e quando il piccolino nasce, ovviamente, il fisico non è più quello di prima, almeno per alcuni mesi. Le forme sono un po’ più morbide, magari i fianchi più larghi e inevitabilmente ci si sente meno sexy. Aggiungiamoci gli ormoni che fanno le bizze ed è un attimo guardarsi allo specchio e non riconoscersi, come donne.

Il parto in casa è di solito caldamente sconsigliato alle donne in dolce attesa, quando si arriva al momento di valutare con il proprio ginecologo le opzioni possibili. Naturalmente niente garantisce (o dovrebbe garantire) più sicurezza per mamma e bambino dell’assistenza ospedaliere, ma non per questo la possibilità di far nascere il proprio figlio tra le rassicuranti mura domestiche andrebbe scartata a priori, specialmente se la gravidanza non è considerata a rischio. Troppi pregiudizi da parte dei medici? Forse sì.

Il parto prematuro spaventa molte donne, soprattutto se durante la gravidanza non sono state bene o sanno che il bambino è a rischio. C’è però una notizia nuova. Sono molte le mamme che non riescono a dormire soprattutto nell’ultimo trimestre. La causa principale è il peso del pancione, l’ansia del parto e magari anche qualche doloretto di troppo. È stato scoperto però un legame tra l’insonnia e il parto pretermine da uno studio condotto presso la School of Medicine dell’università di Pittsburgh. Ma perché?

Finalmente arriva l’annuncio ufficiale: Carla Bruni è diventata mamma di una femminuccia, nata ieri, 19 ottobre, intorno alle 20 presso la Clinica parigina della Muette, da 10 giorni letteralmente presidiata in attesa del lieto evento. Dopo una serie di false notizie, questa dovrebbe essere la volta buona. Trapelano tante indiscrezioni a proposito di questa nascita “presidenziale”, ad esempio che il nome dell’erede Sarkozy, la prima figlia femmina sia per il Presidente Nicolas (padre di tre maschi già grandi) che per Carlà (madre di un bimbo di 10 anni, Aurelien), sarebbe Dalia.
Taglia il traguardo della maratona di Chicago e… partorisce! E’ accaduto ad una giovane mamma americana, Amber Miller di 27 anni, che ha avuto la bella, ma un po’ azzardata idea di partecipare alla corsa di resistenza più lunga che esista incinta di nove mesi! Infatti, giunta alla 39ma settimana di gestazione, Amber, correndo correndo, ha dato anche alla luce la sua bambina, un tenero batuffolino (che potete ammirare nella foto), a cui è stato imposto il nome di June. Ma ripercorriamo le tappe (è il caso di dirlo) con ordine. Amber Miller e suo marito vorrebbero partecipare all’annuale maratona che si corre nella città in cui vivono, Chicago, appunto, ma la ragazza è al termine della gravidanza.

Partorire 4 gemelli non è certo un evento di tutti i giorni, e de è per questo che l’ospedale Sant’Anna di Torino ha felicemente segnalato ai Media l’avvenuta nascita, senza complicazioni, dei quattro neonati figli di Massimo Marzano (39 anni) e di Rosaria Cutrese (30 anni). La coppia di neo genitori è felicissima, anche perché l’eccezionale parto quadri gemellare, evento rarissimo in natura e che si situa, statisticamente, nella proporzione di uno ogni 800 nascite, è davvero andato liscio, seppur prematuro (alla 30ma settimana di gestazione).

Sono ancora decisamente troppi e spesso non necessari i parti cesarei in Italia. Soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno si arriva a percentuali davvero incredibili, superiori al 35%. Stiamo parlando dei casi di Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Sardegna e, unica tra le regioni del Nord Italia, la Liguria. Una ospedalizzazione eccessiva, che è stata spesso oggetto di critiche anche da parte degli organismi di controllo della Sanità della UE. Meno ricorso alla chirurgia per le nascite, invece, lo si riscontra in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, decisamente più in linea con le normative europee, ma c’è anche da registrarsi un miglioramento (da intendersi, quindi, come diminuzione del numero dei cesarei) anche nel Lazio, in Calabria e in Basilicata.