Parto
Tutti cambiamenti che avvengono nel nostro corpo durante il parto. Tempistiche e tutto quello che volete sapere sul momento più importante.
Gli esercizi di Kegel in gravidanza per prepararsi al parto

Avete mai pensato di fare gli esercizi di Kegel in gravidanza? Prepararsi al parto non è semplice. Bisogna pensare a tante cose: come accogliere in casa il bambino, come affrontare la gestione del travaglio, poi c’è il famoso corso preparto. Un modo per arrivare pronte al momento della nascita è, per esempio, sfruttare gli esercizi di Kegel. A che cosa servono? Prima di tutto aiutano a rinforzare la muscolatura pelvica. Se praticate pilates, dovreste già avere un’idea di cosa stiamo parlando. Vediamo insieme in cosa consiste questa ginnastica e come affrontarla.
Leggi l'articoloTravaglio: sintomi, durata, fasi e contrazioni

Il travaglio è il momento che segna l’inizio di un viaggio meraviglioso che vi condurrà a conoscere vostro figlio. Chiaramente si tratta anche di un momento che spaventa molto le donne, non sempre vissuto in modo sereno, doloroso e dalla durata variabile. Le piccole contrazioni verso la data presunta del parto naturale, vi faranno capire che qualcosa si sta muovendo: ovviamente non bisogna correre in ospedale alla prima avvisaglia ma controllare la frequenza e l’intensità delle vostre contrazioni: questo primissimo step verso il parto è detto pre-travaglio.
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Ultimamente, anche in ambito medico, si sta rivalutando il parto in casa, considerata fino a pochi anni fa un’opzione non praticabile, o comunque molto rischiosa per la maggior parte delle gestanti. In realtà, sempre più studi indicano che non esiste un maggior pericolo nel far nascere il proprio bebè tra le rassicuranti pareti domestiche, circondate dai cari oggetti e dalle persone più amate che sono in grado di fornire un valido supporto psicologico durante la fase laboriosa del travaglio. Una ricerca inglese ha, ad esempio, dimostrato che solo per quanto riguarda il primo parto può esistere un minimo (sempre molto basso, però) di rischio superiore rispetto alla nascita in ospedale.
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Il momento del parto, oltre ad essere la naturale tappa conclusiva della gravidanza, è anche quello che dal punto di vista psicologico spaventa maggiormente le mamme. Spesso non si tratta solo di paure generiche, quasi ancestrali, ma di ansia legata all’assistenza ospedaliera. Timore di non potersi avvalere dell’analgesia epidurale, di non poter decidere il tipo di nascita, di non essere seguite in modo professionale durante il travaglio, di dover subire un cesareo non necessario e via discorrendo. Proprio per fare il punto sul percorso nascita in Italia, e come si differenzi la qualità del servizio sanitario erogato alle donne in gravidanza a durante la degenza ospedaliera nei vari ospedali, il Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva ha condotto una propria ricerca i cui risultati sono stati presentati in un report in questi giorni.
Leggi l'articoloPrepararsi al parto in vacanza, consigli per rilassarsi ed evitare rischi

Le vacanze possono diventare il momento ideale per prepararsi al parto. Le future mamme infatti possono approfittare dei momenti di tranquillità per dedicarsi alla cura del corpo e della mente: ovviamente a tutte le donne incinta è sconsigliato stancarsi troppo, mentre è raccomandato seguire discipline di preparazione al parto e magari concedersi anche qualche massaggio rilassante. Attenzione però anche alla meta delle vostre vacanze che deve soprattutto tenere conto dello stato in cui vi trovate.
Leggi l'articoloTest di Apgar, il primo esame del bebè dopo la nascita

Appena nato, ogni bambino viene sottoposto al suo primo esame, chiamato Test di Apgar. Si tratta di un esame estremamente rapido, che non crea nessun tipo di fastidio nel bebè, e che ha il semplice scopo di valutare le condizioni di salute del neonato basandosi su una scala di valori. Nulla di cui una mamma debba preoccuparsi, come si può intuire. E’ vitale che il piccolo venga sottoposto al test di Apgar subito dopo il parto, perché qualora si evidenziassero delle anomalie di qualunque tipo, si potrebbe agire tempestivamente ed evitare conseguenze, come nel caso di ittero, ad esempio, o di insufficienza respiratoria. Ma vediamo meglio in cosa consiste questo semplice test.
Leggi l'articoloLa paura del parto aumenta la durata del travaglio

Avere paura del parto non è solo normale, ma umano. Possiamo raccontare molto storie romantiche sulla gioia di diventare mamma, ma nessuno può negare che non sia un evento doloroso. È un male che si scorsa velocemente e sicuramente non offusca il coraggio di fare un secondo figlio, ma nel momento in cui affronta il parto, le contrazioni e il passaggio del bambino sono sensazioni traumatiche. Quello che però dovrebbe far pensare è il risultato di un nuovo studio: la paura del parto in qualche modo determina la durata del travaglio.
Leggi l'articoloGravidanza gemellare, anticipare il parto riduce i rischi

Una gravidanza gemellare è sicuramente più faticosa da gestire per la futura mamma, rispetto ad una singola. L’utero, dovendo contenere due feti, si distende completamente e l’addome, di conseguenza, cresce maggiormente di volume rispetto a quando deve custodire un solo bimbo. La schiena è sottoposta ad un grande sforzo, la pelle si “stira” moltissimo, e questo ne mette a dura prova l’elasticità, motivo per cui è più facile che si formino smagliature. La circolazione degli arti inferiori può risentirne, ed è più facile che insorgano crampi muscolari notturni.
Leggi l'articoloIl parto indotto riduce le complicazioni alla nascita

Il parto fa molta paura e sono tante le donne che chiedono il cesareo solo perché temono il dolore o di incorrere in complicazioni tali da mettere a rischio il bambino. Risultato? Nel nostro Paese si ricorre decisamente troppo, e spesso inutilmente, al taglio cesareo. I ricercatori della University of Edinburgh e della University of Western Australia propongono un’alternativa interessante: il travaglio indotto dopo la 37esima settimana. Secondo gli esperti, infatti, questa tecnica riduce la mortalità perinatale senza aumentare la probabilità di dover intervenire con il cesareo.
Leggi l'articoloDopo il parto in ospedale, quanto deve durare la degenza di mamma e bebè?

La degenza ospedaliera della mamma e del bebè dopo il parto sta diventando sempre più “corta”, specialmente laddove non si siano riscontrate complicazioni. Tuttavia, le nuove politiche ospedaliere tendono ad accelerare i tempi di dimissione anche qualora la nascita sia avvenuta tramite taglio cesareo. Uno dei perni su cui si incentrano le nuove linee guida dei punti nascita, è quello di ridurre al minimo l’”ospedalizzazione” della gravidanza e del parto, per rendere questi eventi quanto più naturali e spontanei possibile. Tuttavia, a volte la rapidità con cui si liquida la “pratica” nascita, lascia intuire che dietro questa scelta ci siano ragioni piuttosto legate all’affollamento dei reparti e alla necessità di liberare velocemente dei posti letto e delle culle. Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo delicato argomento.
Leggi l'articoloIl parto cesareo raddoppia il rischio obesità per i bambini

Il parto cesareo è sempre al centro di numerose polemiche. È preferito dalle mamme per far nascere i bambini e in Italia più del 30 percento dei bambini viene al mondo con il taglio: dati questi che si discostano troppo dalle indicazioni dell’Oms. Spesso le donne, preoccupate dei dolori del parto naturale, si dimenticano che il cesareo è un intervento e comporta delle complicazioni, in alcuni casi gravi. A questo si aggiunge il risultato di un nuovo e interessante studio: i “cesarini” hanno il doppio delle probabilità di sviluppare l’obesità.
Leggi l'articoloEpidurale, pro e contro per mamma e bambino

Se ne parla molto negli ultimi tempi: sempre più donne decidono di ricorrere all’epidurale per vivere il parto con serenità e provare meno dolore. Ci sono, al contrario, donne che decidono consapevolmente di voler avere un parto il più possibile naturale e percepiscono il dolore come un passo fondamentale e inevitabile per mettere al mondo un figlio. E’ una questione ancora molto controversa ma è innegabile che ogni futura mamma abbia il sacrosanto diritto di scegliere come affrontare il parto per viverlo il più possibile come un’esperienza positiva e non come un trauma.
Leggi l'articoloL’induzione al parto riduce i rischi di mortalità neonatale

Dover ricorrere all’induzione al parto è in genere un’eventualità che spaventa non poco le future mamme. Si rende necessaria quanto la gestazione sia giunta al suo termine naturale (40ma settimana), ma il bimbo non ne voglia proprio sapere di venire al mondo. Si tratta di casi abbastanza frequenti, e allora si sente dire che il bambino è un po’ “pigro”, e che sta talmente bene al calduccio del ventre materno, da non sentire l’urgenza di uscire alla luce del sole. Tuttavia, dopo circa una settimana/10 giorni di tolleranza, i medici preferiscono far partorire la donna, e se le contrazioni non si presentano naturalmente, allora si procede all’induzione.
Leggi l'articoloParto in acqua, perchè sceglierlo
Il parto in acqua è scelto da sempre più donne perchè consente di alleviare i dolori e di agevolare i movimenti della donna che sta per partorire. Sono tantissimi gli studiosi che sostengono in maniera decisa i benefici di questo parto dolce spiegando come l’acqua, con proprietà calmanti e rilassanti per il fisico, sia in grado di liberare la mente e permetta di affrontare il parto con più tranquillità. L’acqua infatti, alleggerisce il peso del corpo e di conseguenza la mole della pancia verrà avvertita meno, lasciando più libertà di movimento.
Guarda le foto e leggi l'articoloL’agenda dei nove mesi
Conoscere l’agenda dei nove mesi, ovvero tutto quello che succede al vostro corpo e al vostro bambino quando siete incinta, è davvero fondamentale, soprattutto per le donne che sono alle prese con la loro prima gravidanza. I sentimenti in questi momenti cruciali per la vita di una donna sono infatti tantissimi e contrastanti: gioia immensa, soddisfazione ma anche un pizzico di comprensibile ansia per una situazione del tutto nuova. Come sappiamo bene la gravidanza dura circa nove mesi: oggi vi spiegheremo cosa succede in questo lasso di tempo al vostro corpo e al vostro bambino. Vedremo anche insieme tutto quello che dovete fare per assicurarvi una gestazione tranquilla e controllata.
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