Parto Cesareo

Parto naturale o cesareo: quale scegliere?

Parto naturale o cesareo

Nove mesi sono trascorsi e ora si pone il grande dilemma: parto naturale o cesareo? Ad ascoltare le indicazioni dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), la questione è presto risolta: solo il 15% dei parti dovrebbe avvenire tramite taglio cesareo, quindi attraverso un intervento chirurgico in anestesia locale. Conseguentemente, l’85% dei bambini dovrebbe poter venire alla luce in modo spontaneo. Eppure, sappiamo bene che il balletto delle cifre, in Italia è ben diverso, con il 39% dei parti cesarei, il nostro paese detiene il record europeo di nascite chirurgiche. Una distanza notevole da quel 15% auspicato dall’OMS.

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Mamma in coma per tumore: è nata la sua bimba

Edil col padre

Edil muore, nasce Edil. Si può riassumere in questa frase il dramma e, nello stesso tempo, il miracolo a cui si è assistito all’ospedale Sant’Anna di Torino. E’ infatti venuta alla luce la neonata, figlia della donna somala in coma irreversibile a causa di un fulminante tumore al cervello. Edil, una giovane di 28 anni, già madre di cinque figli, era giunta in fin di vita in Italia, accompagnata in questo estremo viaggio della speranza dal marito, Issa Muyaddin, che chiedeva ai medici della struttura sanitaria torinese una missione quasi impossibile: far nascere la bimba che la donna portava in grembo e, magari, provare a fare qualcosa per la madre.

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Parto: gestire il rischio si può

partorire senza rischi

“Ospedali e territorio dedicati alla donna”:è il tema del 18° Congresso Nazionale dell’AGUI (Associazione Ginecologi Universitari Ospedalieri) che ha iniziato i lavori questa mattina. In evidenza ovviamente (oltre tanti altri argomenti) la gestione del rischio in sala parto:“Occorre fermare il panico che si è creato nelle donne in gravidanza: i recenti fatti drammatici non hanno fatto altro che aumentare lo stato d’ansia già di per se stesso naturalmente alto. La ginecologia Italiana è sana: in Italia c’è la più bassa mortalità materno-infantile di tutto il mondo.

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Parto cesareo: nascono così 4 bambini su 10

tecniche del parto indottto

I parti sono nel mirino in questo particolare momento sociale. Qualcuno sostiene che in Italia non sia sicuro, che ci siano stati troppi sbagli, altri invece parlano dell’eccellenza della medicina del nostro paese e di come le persone partono del presupposto che il medico non possa essere fallibile. Purtroppo gli errori capitano a tutti. Una cosa è sicura i parti cesari sono troppi e non scendono. Il numero di tagli cesarei in Italia è salito ancora nel 2009 rispetto agli anni precedenti, sia pur di pochi punti. Siamo a quota 38,43% dei parti complessivi (erano il 38,32% nel 2008). E i motivi forse dobbiamo proprio cercali in quest’ ansia da errore.

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Il parto cesareo, presto nuove linee guida

Foto: Cesareo, in arrivo nuove linee guida

Partorire è ancora oggi un rischio? Almeno questo è quello che si evince dai recenti e drammatici fatti di cronaca italiana. Ma come ha riferito alla Camera il Ministro per la Salute Ferruccio Fazio, bisognerà aspettare i risultati delle indagini in corso per capire se si è trattato di problemi legati effettivamente al parto, o a casi di malasanità o peggio, forse, ad incuria ed incoscienza personale come nel caso di Messina che ha posto l’accento sulla questione. Di fatto, come ha ricordato il ministro nello stesso contesto, in Italia esistono e sono già in corso delle iniziative che controllano gli standard di qualità.

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Parto cesareo, in Italia il record europeo

Parto cesareo

Non è una novità, ma gli ultimi dati sono ancora più sorprendenti. In Italia c’è il record europeo di parti cesarei. A dimostrarlo è l’ultima statistica dell’Organizzazione mondiale della sanità che chiede che i cesarei non superino il 15% del totale delle nascite. Purtroppo nel nostro Paese sfiorano il 38% (i dati sono del 2007). E’ il tasso più alto in Europa che oscilla dal 15% dell’Olanda al 27% della Germania. Come vedete superiamo i tedeschi di 11 punti percentuali, ma se andiamo ad analizzare la situazione nelle singole regioni, ci sono casi in cui il cesareo arriva al 60%, come in Campania nelle strutture pubbliche e sale al 78% in quelle private.

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Parto cesareo, un test per capire se serve

Foto: Cesareo, un test ce ne svela la necessità

Un test che stabilisce preventivamente la necessità o meno di un taglio cesareo. Che ne pensate mamme? Mi sembra una buona notizia, questa segnalata online dalla BBC. La metodica è stata messa a punto da una società privata svedese, la Obstecare, partendo da una ricerca condotta presso l’Università di Liverpool ed il Liverpool Women’s Hospital. Il tutto parte dal concetto che l’utero è un muscolo e quindi se viene messo sotto sforzo produce acido lattico. L’esame consiste dunque nel valutare la concentrazione di questa sostanza nel liquido amniotico della donna.

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Parto naturale, aiuta a prevenire le allergie

Foto: Il parto naturale previene le allergie

Il parto naturale sembra essere un importante mezzo per prevenire allergie e sovrappeso nei bambini. A questa conclusione sono arrivati alcuni ricercatori dell’Università Cattolica con sede a Piacenza. Con la collaborazione dell’Unità di pediatria e neonatologia dell’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” della stessa città hanno osservato 46 neonati, la metà dei quali era nata con parto cesareo, mentre gli altri da parto naturale. Nei primi è stata evidenziata per parecchie settimane una microflora batterica intestinale alterata, soprattutto in confronto agli altri. La differenza stava oltre che nella quantità anche nella qualità dei batteri.

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Parto in casa: in Italia è ancora difficile

Parto in casa

Il parto in casa è una scelta consapevole di mamme che vogliono mettere al mondo i loro bambini nella tranquillità delle mura domestiche. Come capirete bene però, mettere al mondo un figlio in casa necessita delle giuste cure e dell’assistenza medica, che in Italia non è facile da assicurare. Altra condizione indispensabile per realizzare questo tipo di parto è anche quello di avere un pronto soccorso vicino a casa in caso di emergenze. Sono tantissime le vip che all’estero scelgono di partorire in casa, dove un’assistenza più adeguata è assicurata a molte donne.

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Il tipo di parto determina i batteri del bambino

Foto: Il parto determina i batteri

Parto naturale o cesareo? Su questo le donne si dividono. Dovete sapere che il parto determina i batteri che andranno a vivere nel neonato e quindi per possibili infezioni. Proprio così. La scelta è quindi complessa: se ci sono problemi è ovvio che non ci siano delle alternative, ma nel caso subentri solo la paura del dolore prima di insistere perché venga eseguito un intervento chirurgico (il cesareo è proprio questo), bisognerebbe saperne di più. Questa scoperta è avvenuta a seguito di una ricerca di Elizabeth Costello della Stanford University e Maria Dominguez-Bello dell’Università di Porto Rico a San Juan.

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Partorire di notte è più pericoloso

Parto notturno

Partorire di notte potrebbe essere pericoloso. Non voglio spaventare nessuno, ma secondo una olandese, infatti, le ore notturne sono quelle in cui sono più frequenti le complicazioni legate al parto. Lo studio pubblicato sulla rivista di ostetricia e ginecologia BJOG sostiene che i bebè, nati in piccoli ospedali tra le 18 e la mezzanotte o tra la mezzanotte e le 8 di mattina (i turni relativi alla notte), scontano un incremento delle probabilità di morte prematura che salgono dal 32% al 47% rispetto a chi vede la luce durante la giornata. Ora vediamo insieme quali possono essere le cause, perché ovviamente così è un po’ generico.

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Gravidanza a rischio quando si sceglie il parto programmato

Foto: Programmare la nascita

Programmare la nascita può essere molto rischioso per il bambino. Sembrerebbe che i piccoli nati anche con una sola settimana di anticipo siano a maggior rischio di sviluppare autismo, sordità e difficoltà di apprendimento. Spesso si sceglie il parto programmato perché ci sono delle complicazioni o magari perché si opta per il cesareo, ma questa notizia lascia davvero tutti basiti. La conferma arriva dai ricercatori della Glasgow University (Scozia) guidati da Jill Pell, docente di sanità pubblica e politica sanitaria. Vediamo cosa hanno scoperto i dottori e l’obiettivo di questa ricerca.

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Mortalità materna, il rischio è ancora alto anche in Italia

Pochi giorni fa vi ho parlato dei nuovi dati Unicef sulla mortalità infantile nel mondo. Oggi parliamo di quella materna e cerchiamo di fare un focus sull’Italia mettendo a confronto le regioni. Purtroppo anche nel nostro Paese, nonostante si abbiano strutture all’avanguardia e una sanità che permetta a tutti di curarsi, ci sono mamme che non riescono sopravvivere al parto, tanto che i dati Istat sono smentiti da quelli dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha verificato un numero di morti superiori. Fa paura pensare che una complicazione possa nel 2010 lasciare un bimbo senza mamma, non succede spesso ma capita ancora.

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Libro: “Il parto in casa – istruzioni per l’uso”

Foto: Il parto in casa: istruzioni per l'uso

Molti ginecologi sponsorizzano il parto in casa perché mettere al mondo il proprio bambino naturalmente tra le mura domestiche rende l’esperienza ancora più bella ed emozionante. Le italiane però, rispetto a molte altre donne europee, non sono ancora state convinte fino in fondo. C’è paura e poi abbiamo una passione per il cesareo, come se non fosse neanche da considerarsi un intervento chirurgico con possibili complicazioni. A New York i parti in casa sono stati messi al bando, perché le ostetriche sono pochissime e non c’è la possibilità di soddisfare tutte le richieste. Su questa esperienza è intervenuta Elisabetta Malvagna con il suo libro “Il parto in casa – istruzioni per l’uso” (Red! Edizioni).

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I bambini prematuri sono più sensibili al dolore

Foto: Bambini prematuri e dolore

I piccoli nati prima del termine restano più sensibili al dolore. A sostenerlo è una nuova ricerca dell’University College Hospital di Londra condotto su 15 bambini e pubblicato sulla rivista Neuroimage che ha dimostrato che i traumi di un parto prematuro e quindi avvenuto in modo doloroso (magari non c’è la dilatazione e prima del cesareo il bambino vive un’esperienza un po’ traumatica) e poi la permanenza in ospedale, lascia nel piccolo una traccia dolorosa nel cervello che li rende più sensibili al male anche in futuro. Gli effetti, sempre secondo i medici, possono essere a breve termine, ma durare anche tutta la vita.

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