
Per maternità anticipata si intende la necessità, da parte della futura mamma che svolga un lavoro come dipendente pubblica o libera professionista iscritta alla Gestione separata, di interrompere la sua attività prima dei due mesi canonici precedenti il parto. Per legge, infatti, una donna incinta ha l’obbligo – per la sua salute e quella del bebè – di astenersi dal lavoro dall’inizio dell’ottavo mese di gravidanza alla fine del terzo mese di vita del neonato. Questo, sempre per quanto riguarda le categorie di lavoratrici suddette, alle quali, durante questi cinque mesi, spetta l’intera somma dello stipendio medio.
La legge sulla tutela della maternità che abbiamo in Italia è tra le migliori in Europa, anzi, qualcuno ritiene al mondo, anche se sappiamo che nella pratica rimane difficile mantenere il lavoro una volta messo al mondo un figlio. Ma oggi occupiamoci di cosa bisogna fare per avere le agevolazioni di cui la legge parla. Prima di tutto, bisogna ricordare che il meccanismo non è automatico, ma che esiste un interlocutore, che è l’Inps. Agli uffici territoriali occorre rivolgersi per presentare una particolare documentazione. Lì si possono trovare i moduli adeguati al caso, o più semplicemente potete scaricarli dal sito internet.

In alcuni periodi della maternità le donne non possono essere licenziate! Anche se siete delle ragazze molto attente, certe notizie potrebbero sfuggirvi perché non pensate possano riguardarvi. Attenzione. Di fatto la legge sulla tutela della lavoratrice madre vieta il licenziamento delle donne durante tutto il periodo della gravidanza e fino al compimento di un anno del bambino (anche in caso di adozione), ma i datori di lavoro sembrano dimenticarlo in continuazione. Il mondo del lavoro in Italia non sembra ancora essere compatibile con la figura della donna-lavoratrice-madre, per questo è stato necessario attivarsi in una serie di normative al riguardo.
Gianna Nannini ha lasciato davvero il segno ed è boom di richieste di fecondazioni over 50. La cantante italiana ha dato prova di coraggio e, anche se le notizie non sono mai state confermate ufficialmente, la donna è ricorsa alla fecondazione assistita. Si dice che Gianna aspetti una bambina che si chiamerà Penelope. Ma non è l’unica donna in là con gli anni che ha deciso per questa strada: più giovane, ma anche Celin Dion e tante altre signore famose. Questi esempi rischiano di alimentare eccessive illusioni sulla fertilità femminile nelle italiane. Lo sostiene Rossella Bartolucci, presidente di Sos Infertilità Onlus, che sostiene che l’età non possa essere trascurata e che la fecondità non dura in eterno.
Per molte mamme è un momento traumatico: la prima, vera separazione dal proprio figlio. Normalmente coincide con il rientro sul posto di lavoro dopo la maternità, quindi dopo mesi di rapporto assoluto e simbiotico con il bambino. Il distacco deve avvenire nel modo più sereno possibile, e affinché questo accada, è bene seguire alcuni consigli di psicologi e pedagoghi su come comportarsi. Innanzi tutto, scegliete con cura chi vi sostituirà. Se si tratta di persone di famiglia, come i nonni , sarà più semplice, ma anche qualora vi affidiate ad una baby sitter, vale la stessa regola: si deve instaurare un rapporto tra il bimbo e chi baderà a lui ancor prima della vostra assenza.

Finalmente il momento che avete atteso per nove mesi è arrivato, il vostro bambino è venuto alla luce! Siete felicissimi, tutto è filato liscio, e ora potete guardare vostro figlio negli occhi e chiamarlo per nome. Una delle prime cose che dei neo genitori hanno l’obbligo di fare è la denuncia di nascita secondo la normativa vigente. Insomma, il vostro neonato - che a tutti gli effetti è una nuova persona – deve essere registrato al comune di residenza. Si tratta di una pratica burocratica estremamente veloce, di solito ad occuparsene sono i papà, ma va espletata il prima possibile. Vediamo meglio cosa prevede la legge italiana a riguardo.

Il latte materno protegge i bambini dalle infezioni. Questo non solo nel periodo in cui li allattiamo, ma anche dopo, a patto che il nostro seno sia stata l’unica fonte di sostentamento nei primi sei mesi di vita dei nostri figli. Lo abbiamo sempre saputo e continuano a ripetercelo tutti i pediatri. A confermarlo, una nuova ricerca scientifica, pubblicata sulla rivista Pediatrics e realizzata presso l’Erasmus Medical Center di Rotterdam. Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi a circa 4100 bambini, nati tra il 2002 ed il 2006. Ne hanno valutato il periodo di allattamento esclusivo al seno (senza le classiche “aggiunte”), l’inizio dello svezzamento e la quantità ed il tipo di malattie infettive che hanno manifestato.

C’è un’importante notizia per i genitori di bimbi nati o adottati nel 2009, 2010 e 2011. Si sa che quando arriva un bambino le spese sono tante e i costi cambiano rapidamente per questo sono stati stanziati dei prestiti a tassi agevolati. Per saperne di più dovete rivolgervi al fondo di credito (www.fondonuovinati.it) del Dipartimento per le politiche della famiglia che ha l’obiettivo di aiutare a vivere più serenamente i primi mesi con il bebè. In questo post trovate qualche indicazioni in più sul mutuo/prestito, poi vi rimando a consultare la specifica pagina web.
Essere una donna che lavora e avere figli non è facile. È una scelta obbligata per molte donne, ma conciliare le proprie esigenze, quelle dei piccoli e fare dignitosamente la propria professione spesso è più complesso di quanto non si creda. E così succede che difficilmente si rischia ad andare oltre al primo figlio. Questo almeno è quanto fotografato dall’ultima indagine Istat che spiega come i percorsi lavorativi femminili osservati in un arco temporale limitato a 10 anni dal primo impiego fanno emergere che il numero di figli avuti condiziona fortemente la capacità di gestire la famiglia e mantenere il proprio lavoro.
Si discute spesso del coinvolgimento dei padri in gravidanza, il fatto che sia importante che siano presenti in sala parto, ecc. ma poi non hanno mai un ruolo (anche alle livello legale), molto forte. Per esempio difficilmente nelle separazioni riescono a ottenere l’affidamento dei figli.