
I bambini sono fragili e delicati, ma per fortuna c’è anche un nuovo approccio con cui è possibile curarli. Non so se avete mai lottato dal pediatra per farli visitare o se avete asciugato enormi lacrimoni, quando sono stati avvisati che era tempo di andare dal medico. Non posso promettervi che tutto questo non accadrà più, ma possono informarvi che in futuro ci saranno medici con una specializzazione in più: la medicina pediatrica biologica. In medicina ciò che conta ovviamente è l’efficacia della terapia, con i bambini non può essere applicata la stessa logica.

Se state organizzando le vostre vacanze con i bambini, non è detto che dobbiate rinunciare a paesi lontani e luoghi esotici, l’importante è ovviamente seguire alcune regole di buon senso che vi aiutano a prevenire disagi e malattie pericolose soprattutto per i piccoli. Proprio per prevenire i disturbi più comuni nei bambini, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha diffuso un decalogo con le regole di base che tutti i genitori dovrebbero seguire.

La salute dei bambini va protetta e preservata in tutti i modi, ecco perché si rendono necessarie le vaccinazioni contro alcune patologie specifiche che colpiscono in età pediatrica. Le complicanze che queste malattie potrebbero dare se trasmesse tramite normale contagio, infatti, potrebbero essere pericolose, anche se in una percentuale molto piccola di pazienti. A proposito di vaccini, però, molti genitori nutrono delle riserve, soprattutto – e mi riferisco alla normativa italiana – nei confronti del cosiddetto vaccino trivalente, non obbligatorio, che immunizza contro morbillo, rosolia e parotite.

Per rendersi conto se il proprio bambino ha o meno problemi di udito, il pediatra effettua un esame specifico che si chiama Boel test. Si tratta di una verifica di routine che arriva intorno ai 7-9 mesi del bebè, ed è importante per individuare eventuali disturbi che possono interessare le capacità auditive del piccolo in modo da porvi rimedio quanto prima. Naturalmente, i genitori hanno modo di accorgersi anche prima se il loro bimbo ci sente bene, perché il neonato reagisce in modo abbastanza pronto agli stimoli sonori.

Sulla salute dei bambini non si scherza, e scegliere il pediatra diventa una delle priorità di tutti i genitori, in modo da avere sempre uno specialista a cui appoggiarsi per ogni problema, dubbio, emergenza che riguardi il piccolo. In Italia esiste una convenzione tra le Asl e i pediatri, che seppur valida a livello nazionale, sottostà ai singoli accordi regionali. In generale, il numero dei pediatri operanti sul territorio (sempre dipendenti dal Servizio sanitario nazionale) è legato al numero di bambini al di sotto dei 6 anni di età (uno per un massimo di 600 bimbi).
Le vaccinazioni della prima infanzia si dividono sostanzialmente in obbligatorie e facoltative. Tra queste ultime è stato inserito il vaccino trivalente, che immunizza i bambini dalle tre malattie esantematiche più diffuse: morbillo, rosolia e parotite e che può essere inoculato in soluzione unica o separatamente. Quando ero piccola , non esisteva il trivalente, così, l’unico modo per crearsi una bella immunizzazione contro questi virus, era quello di esporre noi bambini al contagio quanto prima, non appena (e naturalmente era cosa di tutti gli anni) si manifestava l’epidemia. Entro i sette anni d’età le avevo perciò già “passate” tutte e tre, con gran sollievo di mia mamma.

La faringite è una malattia che colpisce spesso i bambini durante la stagione invernale, creando disagio e, sovente, allarmi eccessivi da parte dei genitori. Si tratta, dal punto di vista medico, di una infiammazione che colpisce la gola, causata da infezione batterica o virale. In una percentuale che va dal 15 al 50% dei casi, ad innescare la faringite è un batterio specifico chiamato Streptococco Beta emolitico gruppo A, che può essere individuato attraverso un semplice tampone oro-faringeo. Contrarre l’infiammazione è, per un bimbo, molto semplice, poichè gli agenti patogeni, “fluttuano” nell’aria in gran quantità, e il loro sistema immunitario è ancora immaturo.

La mortalità materna è una vera e propria emergenza umanitaria, che coinvolge un gran numero di Paesi in via di sviluppo, soprattutto nel continente africano, ma non solo. Ben 350mila donne ogni anno, perdono la vita a causa di complicanze legate al parto e alla gravidanza, complicanze che potrebbero tranquillamente essere prevenute o curate con un’adeguata e tempestiva assistenza. Proprio allo scopo di combattere contro questa terribile epidemia di morte, che priva i neonati delle proprie madri, diminuendo conseguentemente anche per loro le aspettative di vita, si muove Amnesty International.

Il citomegalovirus è un virus della famiglia degli herpesvirus, che può causare molti problemi in gravidanza, soprattutto se contratto nei primi tre mesi. Il virus fa parte della stessa famiglia dell’herpes labiale, dell’herpes genitale, della varicella e della mononucleosi infettiva. Questo virus viene trasmesso tramite la saliva, il sangue, l’urina e le feci, ma anche bevendo da uno stesso bicchiere con la persona infetta. I sintomi sono molto blandi e spesso possono essere confusi con una semplice influenza: si possono infatti avvertire febbre, cefalea, dolore addominale, ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Ma vediamo cosa fare e come riconoscere il citomegalovirus soprattutto in gravidanza.

Se vostro figlio respira sempre con la bocca aperta potrebbe avere le adenoidi ingrossate. Ma cosa sono e a che servono le adenoidi? Si tratta di due organi preziosi che servono a proteggere le vie aeree dalle aggressioni esterne. Hanno la funzione di barriera nei confronti di virus e batteri che possono penetrare con la respirazione attraverso il naso. Le adenoidi vengono anche chiamate tonsille faringee, perché sono costituite dallo stesso tessuto linfonoide delle tonsille. Come queste ultime, anche le adenoidi possono infettarsi e quindi infiammarsi e gonfiarsi.