
Esame delle urine ai neonati! Ci avevate mai pensato? Io no, finché non mi sono ritrovata a doverlo fare e subito ho avuto un attacco di panico: i bambini così piccoli non possono dire se la pipì scappa, ma soprattutto non possono farla in un contenitore sterile tradizionale. Ovviamente qualcuno ha già trovato una soluzione: delle bustine con adesivo e con forma leggermente diversa sia per i maschietti che per le femminucce. Ecco come procedere: al cambio del pannolino lavate bene la parte intima come fate di solito. Asciugate ed applicate l’adesivo.

Spesso in riferimento ai bambini parliamo di malattie esantematiche o di esantema, ma cosa si intende di preciso con questo termine? La parola indica una manifestazione cutanea che si evidenzia in varie forme. Spesso caratterizza alcune patologie infettive pediatriche come il morbillo ad esempio, la rosolia, la varicella, la scarlattina, la quinta e la sesta malattia. Queste sono le malattie cosiddette esantematiche. Come vi abbiamo già raccontato, le macchioline possono essere rosa, rosse, con o senza crosta e così via e localizzarsi in diverse parti del corpo del bambino.

Il vomito può essere sintomo di molte patologie, più o meno importanti. Corrisponde all’emissione involontaria del contenuto dello stomaco. In genere avviene in modo violento: pensate che risale fino alla bocca vincendo la forza di gravità! Può essere causato a volte dall’ingestione di una sostanza tossica (ed in questo caso è un bene), da un pasto troppo abbondante, dal mal d’auto, da una malattia virale come la varicella, un’otite o un’infezione delle vie urinarie. Spesso è anche sintomo di un’intolleranza alimentare. Se è presente insieme a febbre e diarrea, possiamo avere a che fare con un’infezione gastrointestinale (o gastroenterite).

Torniamo a parlarvi di una patologia tipica dell’età pediatrica e caratterizzata da un esantema: la rosolia. E’ tra le più lievi malattie infettive che colpisce i bambini: in particolare tra i 5 ed i 14 anni. La contagiosità inizia una settimana prima della manifestazione cutanea e termina quando scompaiono le bolle. L’incubazione è di circa 15 giorni. La rosolia è spesso accompagnata da una sensazione di malessere diffuso, si gonfiano le ghiandole linfatiche dietro le orecchie e compaiono macchioline rosa. Queste ultime iniziano sul viso, poi scendono sul collo e si diffondono su tutto il tronco.

Mia madre, mi ha sempre raccontato di come da piccola soffrissi di frequente di “acetone” e da nonna, vive continuamente l’ansia che possa venire anche ai suoi nipotini. Così ho cercato di capire di cosa si tratta e voglio condividere con voi le mie scoperte. In alcune situazioni particolari, l’organismo dei bambini non riesce ad utilizzare le scorte di zuccheri necessarie a produrre energia. Dunque preleva il “carburante” necessario dai grassi. Le scorie di questi si chiamano corpi chetonici e comprendono anche l’acetone. Si accumulano nel sangue e nelle urine provocando un’importante sensazione di malessere, accompagnata da pallore, mal di testa e di pancia, nonché vomito (molto spesso).

Il mughetto è una patologia abbastanza frequente, specie nei neonati. Pensate che colpisce circa tre bimbi su 10 ed il suo picco è nei primi 20 giorni di vita. Ma di cosa tratta? Con il termine “mughetto” intendiamo una forma infettiva tipica dei lattanti provocata dal fungo della “Candida Albicans” più famoso per i fastidiosi sintomi “intimi” che provoca nelle donne. Questo è uno dei casi in cui si sviluppa nella bocca. Inizialmente può sfuggire alle mamme perché si confonde con i residui della poppata del lattante. Si manifesta infatti con piccole macchioline bianche sulla lingua, sul palato e all’interno di tutta la bocca.

La sesta malattia, ovvero un qualcosa che non ha un nome prestabilito. Il ché desta una certa perplessità quando viene diagnosticata ai nostri figli. In realtà è ben identificata. Si tratta anche in questo caso di un’infezione virale molto contagiosa. A volte si diffondono anche delle piccole epidemie, specie in autunno ed in primavera, momenti di passaggio stagionali che sappiamo abbattere leggermente le difese immunitarie. Si trasmette attraverso i liquidi del naso e della bocca, ma a differenza del morbillo, si presenta più frequentemente entro i due anni del bambino.

La quinta malattia è un’altra delle infezioni tipiche dei bambini. Solitamente colpisce in età scolare. Anche in questo caso, come per il morbillo la causa è un virus. Il periodo d’incubazione è piuttosto lungo, come nel caso della varicella: va dai sette ai 28 giorni addirittura. La differenza con queste altre malattie dei bambini, sta però nelle caratteristiche della febbre e dell’esantema. Il tutto inizia con delle macchioline rosse sulle guance. La pelle in prossimità dell’arrossamento è calda, come nel caso di un’irritazione cutanea dovuta al freddo ad esempio. La febbre non c’è.
Il morbillo è una delle malattie virali che colpiscono in età pediatrica. Si manifesta in genere verso i tre anni, raramente prima dei 6 mesi di vita e di solito vengono infettati il 90% dei bimbi che entrano in contatto col virus, che dunque risulta essere tra i più contagiosi. La trasmissione della malattia avviene in modo diretto, da malato a sano attraverso i liquidi salivari, a partire dall’inizio della patologia fino al 5°-6° giorno dopo l’eruzione cutanea. L’incubazione è breve: circa una settimana. Tra i sintomi troviamo i classici: raffreddore, tosse, lacrimazione degli occhi e febbre molto alta, fino a 40°.
L’otite è un’infiammazione all’orecchio molto frequente nei bambini: ne soffre uno su tre. Questo capita perché nei bimbi il catarro, magari dopo un raffreddore o un bel mal di gola, si ferma vicino al condotto uditivo e ristagna: per loro è più difficile espellerlo, anche soffiando il naso. A quel punto si creerà terreno fertile per i batteri, che provocando infiammazione e pus, daranno luogo ad un dolore intenso. Se i vostri figli sono abbastanza grandi da segnalarvi i sintomi è tutto ok, ma con i neonati sarà un pianto inconsolabile e apparentemente incomprensibile a mettervi sull’avviso.
Ecco un importante dubbio! Il bimbo ha la febbre: che fare? Sicuramente verificare quanto è alta. Per farlo ci sono diversi tipi di termometri e diversi luoghi per la misurazione. Va prima di tutto considerato che ogni persona (bimbi compresi) ha una sua temperatura corporea stabile che può differenziare anche di un grado e più a seconda dell’individuo. Per la misurazione della febbre occorre tener presente questo dato, stabilito ciò, se supera i 38,5 o i 39°C occurre usare un antifebbrile.

Occorrerà prestare maggiore attenzione nei confronti dei bambini nati in provetta, perché a maggior rischio di contrarre tumori nell’età evolutiva. Lo affermano alcuni studiosi svedesi e lo fanno dalle pagine della prestigiosa rivista scientifica internazionale Pediatrics. Subito però chiariscono il dato emerso dalla loro ricerca, che deve solo stimolare un’attenzione al problema e non allarmare. Ecco cosa hanno scoperto e come: hanno preso in considerazione 26.692 bambini nati fra il 1982 ed il 2005 concepiti con tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Hanno poi confrontato i medesimi con il Registro Tumori svedese per vedere quanti di questi bimbi si fossero ammalati entro i 19 anni.
Autismo: uno spettro per molti genitori, che hanno la diagnosi solo quando il bimbo ha due o tre anni. Da oggi però c’è uno strumento in più capace di individuare precocemente la patologia già dai 10 mesi di vita. Si tratta di un’apparecchiatura semplice e al contempo molto sensibile: si chiama Lena (Language Enviroment Analysis) ed è in grado di registrare ed analizzare i suoni ed i vocalizzi che i bimbi emettono. La tecnologia è stata sviluppata e testata da alcuni studiosi americani dell’Università del Kansas che ne hanno pubblicato anche i dati sulla rivista Pnas-Proceedings of National Academy of Sciences.

Sappiamo bene quanto faccia male il fumo in gravidanza: ora Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale (Sidip) lancia un appello che di sicuro farà molto discutere. Chiede infatti di multare le donne incinta che accendono la sigaretta. Motivo? “Multiamo le donne che fumano durante la gravidanza. Il feto è un non fumatore e, come prevede la legge, va tutelato» precisa il ginecologo. Cosa ne pensate di questa proposta?