Lavorare In Gravidanza
Lavoro e gravidanza sono compatibili? Come conciliare le ore d’ufficio con l’attesa di un bambino. Dettagli sulla normativa che regola le astensioni dal lavoro per i genitori.
Le mamme si dimettono per seguire i figli: è colpa degli asili nido

Sono sempre di più le donne costrette a rinunciare al lavoro per badare ai loro bambini. Il motivo? Gli orari e le sedi di lavoro poco flessibili con gli asili che hanno rette assolutamente spropositate che le famiglie, complice anche la crisi economica, non riescono più a pagare. La situazione, paradossalmente, sta precipitando anche in Emilia Romagna, regione che da sempre ha il vanto di avere una rete di asili e scuole dell’infanzia che funziona a meraviglia. Cosa sta succedendo allora? Perché le neo mamme sono costrette a rinunciare al loro lavoro per badare ai figli?
Leggi l'articoloLavorare in gravidanza danneggia il feto? Lo sostiene uno studio

Lavorare in gravidanza danneggia il feto? E’ il quesito che si sono posti alcuni scienziati inglesi che hanno condotto uno studio proprio per vedere gli effetti della fatica fisica e mentale che il seguire un’attività professionale comporta, sullo sviluppo del bambino nel grembo materno. Sembra proprio, come vedremo meglio più avanti, che continuare a lavorare anche nell’ultima fase della gestazione, in particolare negli ultimi due mesi, non sia affatto una buona cosa per la salute del feto. La questione è di quelle cruciali, infatti non tutte le mamme lavoratrici sono tutelate dalla legge durante la gravidanza. In Italia la normativa sul congedo di maternità prevede che la donna interrompa le sue prestazioni lavorative per cinque mesi, i due precedenti il parto, e i tre seguenti.
Leggi l'articoloLe mamme migliori delle single sul lavoro

Le mamme lavoratrici sono sempre al centro di numerose polemiche: c’è chi sostiene che una donna non debba lavorare, chi che avere figli e fare carriera sia impossibile e poi c’è chi lotta per affermare i propri diritti, nonostante gli aiuti sociali siano sempre pochi. C’è però una buona notizia, che in qualche modo allontana tutti pregiudizi: il 95 percento delle donne manager sostiene che la maternità le abbia fatte crescere anche professionalmente. Questo dato emerge da un sondaggio condotto dalla società Korn/Ferry, su un campione di signore a livello internazionale.
Leggi l'articoloE’ incinta e l’agenzia interinale non l’assume. Accade in Abruzzo

Ennesimo caso di discriminazione femminile sul lavoro, stavolta una ragazza incinta è stata scartata da un’agenzia interinale proprio per “colpa” della sua gravidanza. La vicenda non ci deve stupire, ormai non si fa che sentire di donne che per lavorare in Italia devono rinunciare alla maternità, considerata un freno alla produttività ma soprattutto un “peso” economico che le aziende non si sentono di accollarsi. Effetto “solo” della crisi economica che ci attanaglia ormai dal 2008? Sicuramente c’entra, ma il problema è che la disoccupazione o l’inoccupazione (quella di chi ormai neppure ci prova più a cercarsi un lavoro) sono diventate la piaga del nostro Paese a livello giovanile soprattutto femminile.
Leggi l'articoloAnnunciatrice RAI resta incinta, e l’azienda la “scarica”

La RAI è di nuovo nella bufera per un caso di mancata tutela della maternità. Un’annunciatrice incinta, infatti, accusa l’azienda di volerla “scaricare” per non ottemperare ai propri doveri relativamente al congedo di maternità e al successivo reinserimento lavorativo dopo la nascita del bambino. La questione è estremamente spinosa, ma va sicuramente raccontata nel dettaglio perché naturalmente la RAI nega qualunque atteggiamento discriminatorio nei confronti della propria dipendente, ma di fatto, proprio tale appare. La storia di Alessia Patacconi è quella di una lavoratrice i 31 anni “precaria” (come tante), che collabora con la Televisione di Stato come annunciatrice (del terzo canale) dal 2003. Vediamo con che tipo di contratto.
Leggi l'articoloLe mamme in carriera sono stressate ma felici

Da un recente studio è emerso che le mamme che lavorano sono più stressate dei mariti ma anche più felici. Il motivo non è difficile da capire: le donne devono badare alla famiglia, ai figli, fare la spesa, cucinare e oltre a tutto questo correre ogni mattina in ufficio. Poco importa però alle mamme lavoratrici che hanno una capacità di organizzazione davvero eccezionale. Le mamme che lavorano inoltre sono più esposte al rischio di problemi fisici e psicologici ma sono anche molto più felici rispetto alle mamme che non lavorano.
Leggi l'articoloLavorare in gravidanza o prendersi una pausa? L’esempio di Phoebe Philo, stilista di Céline

E’ il dilemma di tutte le mamme: è corretto, e fino a quando, lavorare in gravidanza o a volte sarebbe meglio prendersi una pausa? Non ha dubbi Phoebe Philo, stilista di Céline che, incinta del terzo figlio, ha deciso di cancellare la sfilata della maison che dirige per il prossimo autunno inverno. Una scelta forse azzardata per molti ma che lei porta avanti con sicurezza. Ovviamente la collezione sarà presentata lo stesso ma solo alla stampa e senza stressanti sfilate per la futura mamma. La stilista infatti dovrebbe partorire ad aprile e le sfilate saranno i primi di marzo: cosa ne dite? Ha fatto bene a staccare o siete convinte che il lavoro venga prima di tutto?
Leggi l'articoloLe neo mamme lavoratrici sono più felici e in forma, lo afferma studio USA

Torniamo a parlare di mamme lavoratrici, ma stavolta non per affrontare la questione problematica (per lo meno in Italia) della difficoltà di conciliare carriera e lavoro e, soprattutto, di mantenere il lavoro dopo la nascita di un figlio. Oggi commentiamo insieme i risultati di una ricerca USA condotta dalla University of North Carolina di Greensboro su un campione di 1634 mamme. I ricercatori le hanno selezionate quando avevano appena partorito, per poi seguirle dal 1990 al 2000. Naturalmente nel campione erano presenti sia madri lavoratrici che casalinghe, dedite esclusivamente alla cura dei figli e della casa.
Leggi l'articoloUn fiocco in azienda, il progetto per aiutare le mamme lavoratrici in gravidanza

La gravidanza è una fase molto delicata per la mamma, ma lo è anche per le aziende. Nasce con lo spirito di aiutare entrambe le parti “Un fiocco in azienda“, il progetto dedicato alle donne che lavorano e che scelgono comunque di avere un bambino. Come sappiamo si sente spesso parlare di mobbing, di dimissioni in bianco e di situazioni spiacevoli che inducono le signore ad abbandonare il lavoro. È vero anche che la società si trova scoperta di una persona. Come mettere d’accordo le parti?
Leggi l'articoloLe lettrici di Mamma Pour Femme lasciano i bambini dai suoceri quando devono lavorare

Le mamme che leggono Pour Femme non hanno dubbi: i migliori amici dei loro bambini, dove lasciare i piccoli quando sono al lavoro, sono i suoceri. Eh si, effettivamente questo risultato del nostro sondaggio stupisce un po’ ma pensate che la metà di coloro che hanno risposto alla nostra domanda ha proprio indicato i suoceri come le persone a cui lasciano il bambino più volentieri. Sabbiamo bene che i nostri genitori e i suoceri, arrivati ad una certa età non vedono l’ora di fare i nonni: le mamme e i papà a questo punto hanno un’occasione in più per “approfittarsi” del loro aiuto.
Leggi l'articoloMamme casalinghe addio, il 75% delle donne con figli lavora

Le mamme casalinghe per anni sono state il pilastro delle famiglie italiane, ma ora qualcosa è cambiato. Non esiste quasi più, soprattutto per ragioni economiche e culturali, il modello di famiglia: lui lavora, lei sta a casa a crescere i piccoli. Secondo un grande studio britannico, che ha raccolto le esperienze di 19mila madri tra il 2000 e il 2002, il 75% delle donne continua a lavorare dopo l’arrivo del primo bebè e la percentuale sale all’80% quando il piccolino ha l’età giusta per andare a scuola.
Leggi l'articolo“Bimbi in ufficio con mamma e papà”: la nuova iniziativa parte il 20 maggio

Portare i bambini in ufficio con voi non è un sogno ma il tema dell’iniziativa ‘Bimbi in ufficio con mamma e papà che sarà lanciata il prossimo 20 maggio. Parteciperanno circa centinaio di aziende in tutta Italia, su iniziativa dei quotidiani Corriere della Sera e La Stampa. E così i bambini potranno vedere il luogo dove i genitori passano la giornata, trascorrendo con loro qualche ora piacevole. Una giornata ricca che coinvolge numerose aziende ma non solo: a Roma le porte saranno aperte anche presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre.
Leggi l'articoloMaternità e lavoro: in Italia lavora solo una mamma su due, senza aiuti

La situazione lavorativa delle mamme italiane è sempre più preoccupante. Spesso, anzi, troppo spesso, le donne sono costrette a scegliere tra il lavoro e la maternità: le politiche per le madri lavoratrici in Italia sono ancora molto carenti. Anche i dati recentemente diffusi da Eurostat, non fanno altro che aumentare la preoccupazione per la condizione della donna nel nostro paese. Forse, semplicemente, guardando alle nazioni con le migliori politiche per favorire il lavoro delle mamme (soprattutto i paesi del nord) potremmo trovare risposta ai tanti problemi di madri costrette magari a rimandare o a rinunciare ad un figlio per non perdere il lavoro.
Leggi l'articoloSe la mamma lavora i bambini si ammalano di più

Se una mamma lavora, il bambino ha più probabilità di ammalarsi: non è una teoria della suocera impicciona, ma una seria ricerca scientifica che conferma quello che molte mamme temevano. Va detto che personalmente non ho mai notato grandi differenze di salute tra bambini con mamme che lavorano e mamme casalinghe, ma gli esperti sembrano invece convinti di questa teoria. Ci sono alcuni problemi, come l’asma o gli incidenti, a cui i bambini di madri lavoratrici vanno più facilmente incontro, rispetto ai piccoli con mamme che stanno a casa.
Leggi l'articolo“Mamme Fanno Impresa”: il progetto di Preca Brummel

Oggi vi parlo di un progetto davvero importante, promosso dall’azienda Preca Brummel, leader nella vendita di abbigliamento per bambini, che è stato chiamato ” Mamme Fanno Impresa“. Sappiamo bene che le donne, le mamme, che ogni giorno devono fare i conti con mille impegni hanno grandissime doti organizzative: perché allora non mettere queste doti al servizio di un’azienda, permettendo così alle donne di realizzarsi anche nel lavoro? È questo l’obiettivo del progetto presentato in una conferenza stampa a Milano e che vedrà per l’apertura di punti vendita in franchising gestiti dalle mamme.
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