
L’aborto è destinato a diventare una cosa sempre più rara, in Italia, ma soprattutto in Lombardia. In questa Regione, infatti, il 60 percento dei ginecologi e degli ostetrici è obiettore. Il picco massimo è nell’azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Varese, dove i non obiettori sono appena 2 su un totale di 23. Insomma, le questioni etiche stanno davvero facendo i grandi i numeri. Questi dati sono stati resi pubblici da Chiara Cremonesi, gruppo Sel in Consiglio regionale lombardo, sulla base di una rilevazione della Regione effettuata nel 2011. Ma vediamo meglio la situazione.

L’aborto sta facendo discutere la Spagna, perché il nuovo governo Mariano Rajoy vuole rimettere mano alla legge approvata due anni fa da Zapatero. La modifica che vuole introdurre è relativa al consenso obbligatorio dei genitori (o di un tutore) per le interruzioni di gravidanza delle minorenni. Stando a quanto emerge dai dati Acai, da quando è stata approvata la legge nuova, le ragazzine che decidono di abortire non sono aumentate, ma l’87 percento di loro ha scelto di non informare i genitori.

L’aborto in Italia è sempre meno praticato, ma nel resto del Mondo continua essere una tecnica molto utilizzata per interrompere la gravidanza. Il 20 percento delle gestazioni non viene portato a termine e solo nel 2008 ci sono state 43,8 milioni di interruzioni di gravidanza, il 49% delle quali clandestine e non sicure per le mamme. I numeri, diffusi dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dal Guttmacher Institute, sono davvero giganteschi e fanno riflettere. Ma vediamo meglio questa terribile fotografia.

Ci sono bambini mai nati, bambini che non hanno avuto il diritto di venire al mondo. Le motivazioni possono essere diverse e sicuramente non spetta a noi giudicare le scelte private delle persone. È però importante raccontare che a Roma è stato inaugurato da poco un nuovo cimitero, dedicato proprio a bimbi che hanno potuto vedere la luce a seguito d’interruzione di gravidanza (Ivg). È stato battezzato il “giardino degli angeli”.

Avere un aborto indotto è sicuramente un momento molto doloroso nella vita di una donna, comunque la si possa pensare. Spesso ci s’interroga sull’impatto psicologico che questo intervento può avere. Secondo una ricerca realizzata dalla Academy of Medical Royal Colleges (AOMRC), nel Regno Unito, l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) non influenza la salute mentale delle signore. Per giungere a questa tesi, il gruppo di esperti ha analizzato 180 studi pubblicati in più di 20 anni.