Aiuti di Stato gravidanza
“Mamme Fanno Impresa”: il progetto di Preca Brummel

Oggi vi parlo di un progetto davvero importante, promosso dall’azienda Preca Brummel, leader nella vendita di abbigliamento per bambini, che è stato chiamato ” Mamme Fanno Impresa“. Sappiamo bene che le donne, le mamme, che ogni giorno devono fare i conti con mille impegni hanno grandissime doti organizzative: perché allora non mettere queste doti al servizio di un’azienda, permettendo così alle donne di realizzarsi anche nel lavoro? È questo l’obiettivo del progetto presentato in una conferenza stampa a Milano e che vedrà per l’apertura di punti vendita in franchising gestiti dalle mamme.
Leggi l'articoloMaternità anticipata: cosa fare e a chi rivolgersi

Per maternità anticipata si intende la necessità, da parte della futura mamma che svolga un lavoro come dipendente pubblica o libera professionista iscritta alla Gestione separata, di interrompere la sua attività prima dei due mesi canonici precedenti il parto. Per legge, infatti, una donna incinta ha l’obbligo – per la sua salute e quella del bebè – di astenersi dal lavoro dall’inizio dell’ottavo mese di gravidanza alla fine del terzo mese di vita del neonato. Questo, sempre per quanto riguarda le categorie di lavoratrici suddette, alle quali, durante questi cinque mesi, spetta l’intera somma dello stipendio medio.
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Ogni futura mamma ha il diritto al parto sicuro, ovvero, alla certezza di poter godere di tutta l’assistenza possibile affinchè questo momento cruciale sia vissuto nel modo migliore, abbattendo al minimo i rischi per la salute sia della partoriente che del feto. Per far sì che ciò avvenga, il sistema sanitario nazionale deve prendersi carico della responsabilità di seguire e sostenere la gestante durante tutte le fasi che precedono e seguono il parto, gravidanza e allattamento inclusi, sia dal punto di vista strettamente medico che da quello psicologico.
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La maternità e il lavoro precario sono due argomenti ancora molto dolorosi (quando connessi) alle porte del 2011. Le donne che scelgono di avere un figlio possono perdere il lavoro o non essere assunte perché avere una bambino a casa è ancora un ostacolo per il datore. Quindi ci sono signore che dissimulano la gravidanza o il pancione durante i colloqui o, ancora più grave, chiedono al padre di non riconoscere il pupo per dichiarare di essere ragazze madri e assicurare un posto al nido al loro piccolo. Questa sono alcune delle tante storie dell’Italia di oggi.
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State per diventare genitori, tutto è pronto per accogliere l’atteso primo figlio! Sì, d’accordo, la gioia è enorme, l’emozione anche, avete piena consapevolezza che la vostra vita cambierà per sempre, che avrete delle responsabilità maggiori, poco tempo libero, tanto sonno in meno… ma questo non vi spaventa, anzi! E’ un’altra, la vostra principale preoccupazione, sempre quella: i soldi. Un figlio, una nuova persona in casa che necessita di tutto, sono altrettante spese, difficili, a volte quasi impossibili da sostenere, per una famiglia a basso reddito o monoreddito. E le politiche familiari del Governo? Ci sono, ci sono, non temete.
Leggi l'articoloCongedo obbligatorio di maternità e paternità, le novità per i genitori

Il congedo di paternità, in Italia, è sempre un argomento di discussione. Forse, grazie all’intervento dell’Europarlamento, qualcosa sta per cambiare. È stata, infatti, approvata una proposta legislativa, orientata a migliorare le condizioni delle lavoratrici incinte e dei rispettivi coniugi, introducendo «almeno due settimane» di assenza dal lavoro a paga completa per il padre naturale del neonato anche se l’unione non è formalizzata dal matrimonio. Quindi per le coppie, e soprattutto per i papà, possiamo dire che si tratta di una prima vittoria verso la parità dei diritti.
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La legge sulla tutela della maternità che abbiamo in Italia è tra le migliori in Europa, anzi, qualcuno ritiene al mondo, anche se sappiamo che nella pratica rimane difficile mantenere il lavoro una volta messo al mondo un figlio. Ma oggi occupiamoci di cosa bisogna fare per avere le agevolazioni di cui la legge parla. Prima di tutto, bisogna ricordare che il meccanismo non è automatico, ma che esiste un interlocutore, che è l’Inps. Agli uffici territoriali occorre rivolgersi per presentare una particolare documentazione. Lì si possono trovare i moduli adeguati al caso, o più semplicemente potete scaricarli dal sito internet.
Guarda le foto e leggi l'articoloMaternità: astensione facoltativa dal lavoro

Abbiamo parlato qualche giorno fa dell’astensione dal lavoro per la gravidanza. Lo abbiamo chiamato congedo obbligatorio ed è quello che prevede che le mamme possano stare a casa nei due mesi precedenti al parto e nei tre successivi (oppure c’è anche la formula 1 prima e 4 dopo). Se però ci sono degli imprevisti, come la malattia, e avete bisogno di passare più tempo con il vostro piccolo esiste anche il congedo facoltativo. Mi permetto di precisare che questo tipo di diritto avviene solo in caso di lavoro stabile (un’assunzione regolare) perché purtroppo in Italia sono sempre di più i lavori atipici e la gravidanza sta diventando un lusso per molte donne.
Leggi l'articoloMaternità: astensione obbligatoria dal lavoro

Uno dei desideri più grandi di una donna che ha appena partorito è di sicuro quello di avere un po’ di tempo per stare a casa con il proprio bambino e godersi i suoi primi sorrisi, l’allattamento e la dolcezza del momento. Ovviamente c’è una legge che tutela questo diritto e che prevede che la mamma lavoratrice abbia la possibilità di astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e tre mesi dopo il parto. I periodi di astensione obbligatoria si computano nell’anzianità di servizio. Quindi vi verrà conservato il posto di lavoro e versati contributi, ovviamente.
Leggi l'articoloMaternità negata: le tolgono la figlia neonata perchè povera

Un caso che lascia sgomenti e amareggiati: una giovane madre a cui viene letteralmente strappata dalla braccia la figlia neonata, perchè indigente. La vicenda si è svolta a Trento e risale a quest’inverno, quando una ragazza di poco più di vent’anni ha dato alla luce una bambina e se l’è vista sottrarre dopo poche ore dal parto dai servizi sociali, gli stessi che sarebbero preposti a garantire il diritto inalienabile di un figlio ad essere amato e cresciuto dalla propria mamma. La giustificazione di quello che è stato definito un “rapimento di Stato”? La povertà.
Leggi l'articoloCongedo per neopapà? Un toccasana per la mamma e il bebè

In Italia non è molto diffuso, però il congedo per i neopapà è davvero ormai una realtà in molti Paesi occidentali. Non so come mai i genitori italiani siano ancora così restii, forse per questioni culturali o per obblighi lavorativi. Dovremmo prendere esempio dagli inglesi: seguendo i passi di Tony Blair, un mese fa circa David Cameron ha annunciato che prenderà un congedo parentale di un paio di settimane per occuparsi del suo quarto figlio. È davvero una dimostrazione d’amore ed è un toccasana per la mamma, ma anche per il bambino che fin da subito può godere delle attenzioni di entrambi i genitori. A confermarlo è anche Gianni Bona, direttore della Clinica pediatrica dell’università di Novara ed ex vice presidente della Società italiana di pediatria (Sip).
Leggi l'articoloGravidanza: tutti gli esami gratuiti

Sono tantissimi gli esami e i controlli a cui si deve sottoporre la futura mamma durante la gravidanza, e se dovessero essere tutti a pagamento si tratterebbe di un esborso finanziario notevole! Per fortuna non è così, molti esami sono assolutamente gratuiti, a patto di sottoporvisi nei tempi giusti e, soprattutto, di farlo in strutture pubbliche o, comunque, accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.). Sarà sufficiente che la donna in attesa richieda al proprio medico di base o al ginecologo che la segue (che deve esercitare, a sua volta presso una struttura pubblica), la prescrizione per l’esame che deve effettuare, specificando la settimana di gestazione.
Leggi l'articoloMaternità: quando è il papà a chiedere il congedo di paternità

Papà a casa con i loro bebè. Un vero sogno e scommetto che tante mamme sperano proprio in un gesto simile. Prima di tutto perché un contributo pratico quando nasce il bambino è fondamentale per stare più tranquille e a riposo, e poi perché la presenza del padre fin da subito dà al piccolo, dal punto di vista psicologico, una sicurezza in più. Cosa prevede però la Legge italiana? Fino a qualche mese fa, il papà aveva diritto di stare a casa con il suo piccolo e l’Inps riconosceva l’80% dello stipendio per i tre mesi successivi al parto. Ora le cose stanno un po’ diversamente, grazie a una nuova proposta e i diritti di donne e uomini, anche in materia, stanno diventando più simili.
Leggi l'articoloAiuti economici: Milano sostiene le mamme in difficoltà

Finalmente qualcuno ha pensato alle mamme in difficoltà. Purtroppo a Milano ci sono tante signore in attesa che hanno gravi problemi economici, e questa è anche una delle prime cause di aborto (non poter mantenere il bebè). Il comune lombardo ha deciso di aiutare queste donne per prevenire gli aborti. Ieri l’assessore alla Famiglia, scuola e politiche sociali, Mariolina Moioli, ha annunciato la distribuzione di una brochure in italiano e in 7 lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, cinese e presto anche in russo, rumeno e arabo) in cui si indicano brevemente i servizi a cui chiedere aiuto e le tutele a cui si ha diritto durante la gravidanza.
Leggi l'articoloUn bonus per chi decide di non abortire
Arriva dalla Lombardia l’incentivo contro l’aborto. Non ho voglia di dare giudizi morali, però credo che ci siano questioni in cui la politica non dovrebbe esprimersi, dando piena libertà all’individuo. La giunta di Formigoni sta sostenendo una nuova campagna contro l’aborto che stavolta prevede anche un inventivo in denaro. È un contributo rivolto a tutte quelle donne, in particolar modo le straniere e le giovani, che per problemi economici scelgono di abortire. Queste persone riceveranno 4.500 euro in 18 mesi, ovvero 250 euro al mese per far fronte al primo anno del loro bambino.
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