Aborto
La pillola dei 5 giorni dopo è stata approvata dall’Aifa

La pillola dei 5 giorni dopo è stata approvata. A darne il via libera è l’Aifa, l’Agenzia italiana del Farmaco con un decreto di autorizzazione e a breve ci sarà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un prodotto che ha sollevato moltissime polemiche, perché come sempre quando si parla di contraccettivi e prevenzione della gravidanza non si può non sforare nel tema dell’aborto. A metà giugno già il Consiglio superiore di sanità aveva dato il suo ok, ma raccomandava di assumere la pillola solo dopo il test di gravidanza.
Leggi l'articoloBoom di ginecologi obiettori: tra 5 anni potrebbe non essere più possibile abortire

Sono in continuo aumento i ginecologi obiettori e l’aborto, fra 5 anni, potrebbe diventare un lontano ricordo. Questo l’allarme della Laiga (Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della 194) che ha analizzato i dati degli ultimi anni notando un continuo aumento di medici per la vita. Sono sempre più numerosi e hanno raggiunto quota 70,7%. Non siamo certamente qui per dire cosa sia giusto e cosa no, ma un diritto acquisito dovrebbe essere garantito, almeno nel rispetto delle diverse opinioni.
Leggi l'articoloUn altro triste caso di aborto clandestino

La speranza che gli aborti clandestini siano un triste ricordo è davvero lontana. Seppur in netto calo, esistano ancora delle cliniche abusive dove le donne si possono recare per interrompere la gravidanza. Di recente una signora cinese è stata denunciata dalla polizia di Padova, per esercizio abusivo della professione medica, importazione e somministrazione non autorizzata di farmaci. La situazione è stata portata alla luce dal ricovero di una donna, sempre cinese, con una grave emorragia, dopo aver cercato su internet una persona disposta a farla abortire.
Leggi l'articoloCalano gli aborti del 2,7% nel 2010 in Italia

Aborti ancora in calo per le italiane. Ecco una bella notizia per tutte le giovani donne del nostro Paese. Nel 2010 sono state effettuate 115.372 Ivg, interruzioni volontarie di gravidanza (dato ancora provvisorio), segnando una riduzione del 2,7% rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dall’ultima relazione condotta da ministro della Salute. Ciò che ci rende ancora più ricche d’orgoglio sta nel fatto che il calo è del 52,3% se lo paragoniamo al 1982.
Leggi l'articoloCome avviene l’aborto terapeutico e quali sono le conseguenze

L’aborto terapeutico è un’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) che può essere praticata per evitare lo sviluppo del feto in presenza di malformazioni o gravi patologie. La legge attuale consente l’aborto terapeutico entro tre mesi dal concepimento: trascorsi questi tre mesi ci sono ancora 180 giorni in cui la madre può decidere di abortire ma solo su indicazione medica in presenza di grave pericolo per la vita della gestante o per la sua salute fisica o psichica.
Leggi l'articoloSempre meno aborti in Italia, in aumento i medici obiettori

Finalmente una notizia positiva: in Italia ci sono sempre meno aborti in Italia. Sono diminuiti dal 1982 a oggi quasi del 51%. E’ quanto emerge dalla relazione del ministro della Salute sull’attuazione della legge 194. Ma c’è di più. Il calo delle interruzioni di gravidanza comprende tutte le fasce d’età. Devo dire che però il dato di maggior orgoglio è quello che riguarda le più giovani. In Italia si è registrato il minor numero di IVG tra le ragazzine rispetto agli altri Paesi d’Europa. Nel rispetto delle scelte, c’è anche un’altra percentuale interessante: sono in aumento i ginecologi obiettori.
Leggi l'articoloRU486, l’Umbria conferma la somministrazione in day hospital

Primo passo verso la Ru486 in Umbria. La Regione ha deciso di adottare le Linee guida predisposte del Comitato tecnico scientifico per gli aborti attraverso la terapia farmacologia, ovvero l’uso della pillola Ru486. Come richiedere questo trattamento? Prima di tutto ci vuole un certificato medico per l’interruzione volontaria di gravidanza, la donna deve firmare il consenso informato e non può essere oltre al 49esimo giorno. Il trattamento è in day hospital. Ma scopriamo qualcosa in più.
Leggi l'articoloPillola dei 5 giorni dopo, molti medici contrari al test di gravidanza

La pillola dei 5 giorni dopo sta davvero facendo discutere i medici italiani. Abbiamo raccontato che si tratta di un farmaco non abortivo, che potrà sostituire la pillola del giorno dopo, prevenendo il pericolo di gravidanza indesiderata. A dare l’ok è stato il Consiglio di Sanità superiore sostenendo che le donne avrebbero dovuto fare un test di gravidanza per certificare il fatto che non ci fosse alcun annidamento. Questa cosa ha scatenato dubbi e perplessità, tanto che il 90% dei dottori si è dichiarato contrario.
Leggi l'articoloLa pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo

Sulla pillola del giorno dopo ci sono sempre numerose polemiche. È per questo motivo che la Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana per la contraccezione (Smic) hanno deciso di elaborare un documento per fare un po’ di chiarezza. Non è un farmaco abortivo. Questo è il punto principale. Ovviamente per affermare un concetto di questo tipo, gli esperti hanno spiegato il meccanismo con cui agisce questa pillola che non induce l’aborto, ma previene l’annidamento della gravidanza. Una cosa – per i medici – molto diversa.
Leggi l'articoloL’aborto spontaneo aumenta il rischio di depressione

L’aborto segna sempre un momento doloroso e difficile. Non c’è donna che riesca a superare l’aborto senza avere qualche disturbo psicologico, anche se l’interruzione è avvenuta volontariamente o si hanno altri figli, magari nati successivamente e sani. La teoria è firmata dagli esperti dall’University of Rochester Medical Center researchers. La nascita di un bambino, infatti, non risolve i problemi di salute mentale che molte donne hanno in seguito a un aborto spontaneo o a un bambino nato morto. I dati però sono incoraggianti perché quasi l’80% delle donne vittime di aborto riesce comunque a portare a termine una gravidanza successiva.
Leggi l'articoloAborto spontaneo, le cardiopatie familiari possono essere pericolose

L’aborto spontaneo purtroppo è un evento abbastanza comune. Ma per quali motivi si manifesta? Le cause possono essere davvero tante e purtroppo, il più delle volte, sono invisibili. Secondo i ricercatori inglesi della Cambridge University le cardiopatie femminili possono avere un ruolo molto importare nell’interruzione spontanea di gravidanza. Proprio così. A volte non si sa neppure di avere certi disturbi e al momento della gravidanza subentrano difficoltà impegnative per la donna. Per gli esperti, le signore che hanno subito più di un aborto spontaneo prima di portare a termine una gravidanza hanno maggiori possibilità di scoprire cardiopatie nei genitori o nei famigliari più stretti.
Leggi l'articoloDepressione post partum, meno frequente dopo un aborto

La depressione colpisce di più le donne post parto che in seguito un aborto. Ci si immagina che questo stato d’animo debba per forza essere conseguente a un dolore, mentre è più facile che il rischio si corra per la nascita di un figlio. A sostenere questa tesi, elaborata dopo un complesso studio, è un gruppo di ricercatori della Danimarca e pubblicato sul New England journal of medicine. Vediamo meglio quali sono i risultati e perchè.
Leggi l'articoloIncinta a 14: il nonno più giovane d’inghilterra ha 29 anni

Un’altra ragazza incinta a 14 anni. Ormai le storie delle minori pronte a diventare mamme sono sempre più numerose, forse dipende dal fatto che non c’è una buona informazione sulla prevenzione o che le giovani donne non tengono in considerazione gli eventuali rischi. La storia però che ora vi racconto è buffa perché coinvolge quello che sarà il nonno più giovane di Inghilterra, ovvero il papà della futura mammina, che ha solo 29 anni. Ha avuto sua figlia a 14 (nel 1996) e ora è pronto a fare il nonno.
Leggi l'articoloAborto per il 41% delle donne di New York

L’aborto non è mai una scelta facile, eppure ci sono culture in cui è una prassi abbastanza collaudata. Per esempio nella bella e modaiola New York, il 41% delle donne in stato interessante è ricorsa all’interruzione volontaria nel 2009. Secondo il dipartimento di Sanità degli Stati Uniti, fra alcune minoranze la percentuale di aborti è anche più alta. Il dato rappresenta comunque un calo rispetto al 46 per cento fatto registrare dodici anni fa. Cosa ne pensate? Sono convinta che la possibilità di abortire sia un diritto importante, ma non può essere un metodo anticoncezionale.
Leggi l'articoloIvg, l’Italia vuole la soglia a 22 settimane

In Italia si torna a parlare di igv o aborto volontario. È un tema che in realtà sta facendo discutere un po’ tutto il mondo Occidentale e in ogni Paesi si sta cercando di diminuire le settimane per interrompere la gestazione. Il Governo vuole abbassare il limite a 22 settimane. Già due anni fa la Lombardia aveva tentato questa strada, conquistando solo la bocciatura del Tar. Ora questa direzione viene ripresa dal Ministro della Salute che desidera diminuire la soglia massima, senza però toccare la legge 194. Una proposta che farà discutere nuovamente il Paese.
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