Weapon of choice: foto contro la violenza verbale [FOTO]

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    Weapon of choice, un progetto che sfrutta il potere delle immagini, la vividezza delle foto per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza verbale. Ecco, spiegata in poche parole, l’iniziativa impressa sulla pellicola dal fotografo Richard Johnson, gli obbiettivi e l’anima del progetto realizzato e raccontato anche attraverso scatti evocativi forti, che coinvolgono adulti ma soprattutto bambini.

    Perché, se ci fosse bisogno ancora di dirlo e sottolinearlo, la violenza verbale può fare male tanto quanto uno schiaffo. Perché uno “stupido” detto con arroganza in faccia al proprio figlio o un “imbecille” sfoderato contro un coetaneo possono diventare come pugni sferrati con forza, ferire come calci nello stomaco. E, molti, purtroppo, ancora non lo sanno o, forse, fanno finta di non saperlo.

    Il progetto Weapon of Choice ha visto la partecipazione di diverse generazioni, di bambini, adulti e ragazzini, che hanno scelto da una lista di possibili parole offensive quelle che fanno loro più male, quelle di fronte alle quali hanno una reazione di sconforto più grande. E, una volta scelta, la parola è stata scritta a raffigurata in modo evocativo sulla loro pelle con l’aiuto di esperti make up artist. Il tutto, poi, è stato immortalato da Richard Johnson, l’autore degli scatti provocatori.

    Molte le parole che non si dovrebbero utilizzare a proposito. Numerosi, fin troppo, i vocaboli che feriscono come lame affilate tra bullismo e leggerezza, cattiveria e ignoranza. Ma alcune, più di altri, sono risultate parola che fanno davvero male: “stupido” secondo i bambini e “prostituta” secondo le donne.