Vulvodinia in gravidanza: cause, sintomi e cure

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    Vulvodinia in gravidanza

    Vulvodinia in gravidanza, perché questo disturbo al femminile che colpisce molte donne può manifestarsi anche durante i nove mesi, durante la dolce attesa, aggiungendo un carico di fastidi e tensioni a questo periodo così particolare della vita della donna. Ecco qualche informazione utile sulle cause, i sintomi e le cure, per delineare meglio i contorni di questo disturbo fastidioso fonte di imbarazzo per molte donne.

    Le cause

    La vulvodinia è un disturbo doloroso caratterizzato dalla presenza di dolore cronico concentrato nella zona intorno alla parte esterna dei genitali femminili, la vulva. Un dolore che rischia di diventare frequente e difficile da ignorare, anche quando compare durante la gravidanza, e che rischia di influire negativamente sulla vita intima dell’interessata. Un problema doloroso, quindi, ma chi sono i colpevoli? Difficile definirli con certezza. Se è vero, però, che non esistono cause certe della vulvodinia, è altrettanto vero che tra le cause più accreditate c’è una neuropatia, cioè un’alterazione del nervo pudendo che potrebbe scatenare i sintomi dolorosi in corrispondenza della vulva femminile.

    I sintomi

    Il dolore è il sintomo principale e il tratto caratterizzante della vulvodinia: che sia costante o intermittente, continuo o altalenante, la costante è che si tratta di un dolore trafittivo e pungente, reso ancora meno sopportabile da fitte e bruciori, irritazioni nella zona colpita, secchezza, prurito e fastidio durante i rapporti sessuali.

    Le cure utili

    Non esistono vere e proprie cure per la vulvodinia, piuttosto una serie di rimedi e alleati preziosi per tenere sotto controllo i sintomi, il dolore ed evitare che influisca troppo sulla vita intima. Perfette allo scopo, per esempio, le creme anestetiche e i lubrificanti, da utilizzare, previo consulto con il medico considerato lo stato interessante, prima e durante i rapporti sessuali. Altrettanto utili le tecniche di riabilitazione dell’area colpita, come il biofeedback o i trattamenti di riabilitazione del pavimento pelvico.

    Toccasana da annoverare tra i rimedi della nonna più che tra le cure, anche alcuni trucchi quotidiani: fare spesso il bidet con acqua fredda o tiepida; fare impacchi con acqua fredda o ghiaccio sulla parte interessata; dedicare molta attenzione all’igiene intima, scegliendo detergenti intimi delicati; evitare di trattenere a lungo l’urina e cercare di avere una buona regolarità intestinale; seguire una dieta equilibrata, riducendo i cibi ricchi di ossalati, come noci, cacao, tè, spinaci, barbabietole e legumi.