Un “premio” per far mangiare ai bambini le verdure, ma è davvero il modo giusto?

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    Un piccolo premio non alimentare per spingere i bambini a mangiare le verdure, l’alimento più odiato (in genere, salvo isolate e fortunate eccezioni) che mamma e papà possano proporre in tavola. Si sa, convincere i bambini che vegetali e ortaggi sono buoni, e soprattutto che fanno tanto bene alla loro salute e che li aiuteranno a crescere meglio, è davvero un’impresa titanica. Se per gli spinaci può giungere in aiuto Braccio di Ferro, per cavoli, lattughe, radicchio, scarola o indivia che siano, la questione rimane irrisolta. E allora?

    Allora, secondo quanto affermano i ricercatori dell’University College di Londra (UK), per stimolare i piccoli refrattari ad apprezzare il gusto delle verdure, almeno per i primi tempi si dovrebbe associare il consumo di una porzione di questo cibo ad un premio non alimentare, una sorta di gratifica che compenserebbe lo sforzo fatto durante il pasto.

    Ad esempio, spiegano gli esperti, un bimbo di 3-4 anni potrebbe essere spinto a mangiare un ortaggio sgradito al suo palato (come bietole o broccoli) se i genitori gli promettessero un bell’adesivo nuovo da avere in dono subito dopo. Sempre stando alle affermazioni dei ricercatori, questo stratagemma non dovrebbe essere protratto a lungo, perché dopo una decina di giorni i bimbi si abituerebbero al gusto delle verdure, cominciando ad apprezzarle senza bisogno di ulteriori incentivi.

    “Consigliamo ai genitori di considerare l’utilizzo di piccole ricompense non alimentari, regalate quotidianamente per la degustazione di piccoli pezzi del cibo, inferiore alla metà di un dito mignolo”, spiega la dott.ssa Jane Wardle, tra le autrici dello studio pubblicato sulla rivista Journal of clinical Nutrition.

    Sinceramente mi sembra un po’ pericolosa questa associazione tra cibi e premi, dato che il cibo stesso, se buono, dovrebbe costituire un premio sufficiente per qualunque bambino. Mi sembrerebbe più opportuno rendere magari le verdure più appetibili e simpatiche, magari componendole in un piatto che stimoli al gioco, oppure in associazione con alimenti che al piccolo piacciono molto.

    Anche l’escamotage usato da moltissime mamme di “camuffare” le verdure in preparazioni in cui prevalgano altri sapori più gradevoli (come mescolarle in polpettoni o frittate) è un ottimo sistema. Voi, cari genitori, cosa ne pensate della trovata dei premi per far mangiare le verdure ai bambini?