Un bonus per chi decide di non abortire

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    Arriva dalla Lombardia l’incentivo contro l’aborto. Non ho voglia di dare giudizi morali, però credo che ci siano questioni in cui la politica non dovrebbe esprimersi, dando piena libertà all’individuo. La giunta di Formigoni sta sostenendo una nuova campagna contro l’aborto che stavolta prevede anche un inventivo in denaro. È un contributo rivolto a tutte quelle donne, in particolar modo le straniere e le giovani, che per problemi economici scelgono di abortire. Queste persone riceveranno 4.500 euro in 18 mesi, ovvero 250 euro al mese per far fronte al primo anno del loro bambino.

    Il contributo è reso possibile da un primo stanziamento di 5 milioni deciso dalla Regione, che ha versato i soldi sul Fondo «Nasko», appositamente creato. Con questi soldi si potranno aiutare mille mamme a non rinunciare al gioia di un bebè. Ma 250 euro per 18 mesi, sono davvero risolutivi? Non sarebbero meglio politiche per il lavoro e servizi sociali efficenti?.

    Per realizzare gli interventi di sostegno alle madri in difficoltà, la delibera ha emanato delle linee guida. Quando una donna presenterà la richiesta di interrompere la gravidanza, qualora questa sia determinata soprattutto da motivazioni economiche, gli operatori del consultorio o i servizi ospedalieri si mobiliteranno immediatamente per mettere in atto il piano anti aborto.

    Il protocollo prevede che durante il ricovero, i medici e gli psicologi metteranno in contatto la donna con il Cav (Centro di aiuto alla vita) per consentirle di conoscere e valutare le opportunità di aiuto.

    Foto tratte da

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