Toxoplasmosi in gravidanza: sintomi e cibi da evitare

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    Toxoplasmosi in gravidanza infezione

    Prevenire il contagio della toxoplasmosi in gravidanza è fondamentale per evitare le ripercussioni che la trasmissione di questa malattia, di per sè trascurabile, potrebbe avere sul feto che cresce nell’utero materno. Questo perchè, ad oggi, non esiste una vera e propria cura definitiva, e se il bebè nasce avendo già contratto la patologia dalla madre, potrebbe essere troppo tardi per limitare le conseguenze negative sulla sua salute. Ergo, la parola d’ordine è prevenzione, prevenzione, prevenzione! Ma cos’è, esattamente, la toxoplasmosi?

    Toxoplasmosi: cos’è

    Toxoplasmosi

    E’ presto detto, si tratta di una infezione causata da un parassita della carne – il protozoo toxoplasma gondii – che si trasmette attraverso una serie di passaggi di cui l’ultimo anello è costituito da un animale “trasportatore”. Il gatto è spesso messo sotto accusa quando si parla di questa malattia, perchè sovente si ciba di piccoli roditori, dentro ai quali si può “nascondere” il toxoplasma, che si trasmette così al felino, completando nel suo intestino il ciclo riproduttivo. Attraverso le feci, poi, il parassita potrebbe proseguire il suo “viaggio” fino all’uomo (può essere sufficiente pulire la lettiera di un gatto infetto). Si stima che solo negli U.S.A. circa 60 milioni di persone siano state infettate e non se ne siano neppure rese conto.

    Sintomi e rischi in gravidanza

    Toxoplasmosi feto

    Purtroppo la toxoplasmosi non ha una sintomatologia specifica, e di solito passa elegantemente inosservata. Il problema di questa infezione, infatti, è che non produce effetti sulla madre, ma sul feto, trasmettendosi attraverso il sangue. Nello specifico, queste sono le conseguenze che potrebbe avere se contratta in gestazione: aborto, morte fetale, ritardato sviluppo intrauterino, parto prematuro, letargia, malformazioni (oculari, cerebrali, viscerali). Il rischio di contagio da toxoplasma non è uguale nei tre trimestri. Il momento più delicato (in cui una eventuale infezione sarebbe deleteria per il feto) è quello delle prime settimane di gestazione, periodo in cui è però bassa la probabilità di trasmissione (17%). La percentuale sale al 25% nel 2° trimestre e al 60% nel terzo, ma, contemporaneamente, diminuiscono i pericoli per il feto.

    Esami e cure in gravidanza

    Toxoplasmosi esami

    Come si diceva, la cura migliore per la toxoplasmosi è la prevenzione. Evitare il contagio è l’unico sistema per tutelare mamma e bebè, ma per farlo è necessario che la donna incinta si sottoponga ad alcuni semplici esami del sangue. Si tratta del toxo-test, tramite il quale è possibile suddividere le pazienti in tre categorie, a seconda che abbiano attivato, o meno, gli anticorpi della malattia durante un precente contagio non diagnosticato: “protetta”, “suscettibile”, “a rischio“. Qualora la presenza degli anticorpi venisse rilevata, si procede ad ulteriori test più specifici e se, infine, si scoprisse che l’infezione è effettivamente in corso, i medici somministreranno alla futura mamma una immediata cura di tipo antibiotico che impedirà la trasmissione della malattia al feto. Il toxo-test è un esame obbligatorio e da reiterarsi ogni mese fino al parto.

    Cibi da evitare in gravidanza

    Toxoplasmosi cibi da evitare
    Poichè il toxoplasma si nasconde prevalemente nella carne, è soprattutto questo l’alimento a cui le donne incinte devono prestare particolare attenzione per evitare un possibile contagio. Ma vediamo una lista di cibi “no”, da eliminare, per quanto possibile, dalla dieta durante i nove mesi, e le norme igieniche da seguire nel cucinare e conservare alimenti e utensili:
    • Lavare attentamente le mani con acqua e sapone prima di venire in contatto con cibi e verdure crudi
    • Lavare attentamente frutta e verdura prima di consumarla (usando disinfettanti come il bicarbonato o l’amuchina) e rimuovere la buccia
    • Congelare la carne per qualche giorno prima di procedere alla cottura
    • Cuocere sempre alla perfezione la carne
    • Non consumare affettati, insaccati, carne cruda
    • Lavare con scrupolo utensili e stoviglie che siano venuti in contatto con carne cruda o ortaggi non lavati

    Fuori dalla cucina, ci sono altre indicazioni igieniche da rispettare, tra cui non entrare in contatto con la lettiera del proprio gatto e cercare di tenere quest’ultimo dentro casa onde evitare che possa essere contagiato, inoltre, mai fargli mangiare carne cruda. Infine, evitare di toccare terra o terriccio direttamente, quindi se si ama il giardinaggio, sempre meglio farlo indossando i guanti.

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