Taranto, morto a 5 anni per tumore: colpa dell’Ilva?

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    Lorenzo Zaratta morto a 5 anni a Taranto

    Taranto, morto a 5 anni per un tumore al cervello diagnosticato quando aveva solo tre mesi di vita. È la triste storia di un bambino, Lorenzo, che si è spento nelle scorse ore, e della sua famiglia, che ha lottato con lui fino all’ultimo per sconfiggere la malattia, ma non solo. La storia di questa piccola vittima è la storia di tanti, bambini, giovani e adulti di Taranto che si sono ammalati di tumore.

    “Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto… ha voluto diventare un angioletto…”. Con queste parole il papà del bimbo ha dato il triste annuncio della sua scomparsa. Con questa frase scritta sulla bacheca di Facebook Mauro Zaratta ha comunicato a tutti la sua morte.

    Il padre di Lorenzo che il 7 agosto 2012 aveva partecipato a una manifestazione contro l’inquinamento della zona, alla base di rischi importanti per la salute, mostrando la foto del figlio intubato e raccontando la sua tragica storia. Non ha puntato il dito contro nessuno, né allora né oggi, ma ha solo tracciato i contorni della sua vita e di quella della sua famiglia, legata a doppio filo all’industria siderurgica al centro dello scandalo inquinamento e segnata dal cancro e dai decessi.

    Quel giorno, dal palco della manifestazione disse: “Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell’Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all’Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio. Lorenzo ha un tumore al cervello dalla nascita e ha perso la vista. Io spero che continui a vivere e sono qui perché condivido la protesta della gente. Voglio però anche dire che i bambini della città devono poter vivere serenamente e in salute: bisogna fermare questo massacro”.

    Oggi non resta che riflettere su quelle parole dando l’ultimo saluto a Lorenzo, una piccola vita innocente che non c’è più.