Taglio cesareo, istruzioni per l’uso: le nuove linee guida Iss

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    Qualche giorno fa abbiamo parlato del taglio cesareo e del fatto che presto sarebbero arrivate le nuove linee guida dell’Istituto superiore di sanita. Purtroppo, siamo i primi in Europa a praticare questa tecnica, salita in modo vertiginoso in pochi anni: era pari all’11 percento nel 1980, al 28 percento nel 1996 e ora siamo al 38 percento nel 2008. È un trend che deve essere fermato e possibilmente invertito. Per questo motivo le nuove linee guida hanno definito 4 condizioni in cui si deve ricorrere “sicuramente” al parto cesareo. Vediamole insieme.

    Il cesareo si consiglia se il feto è podalico, nonostante siano state eseguite delle manovre per farlo girare. La seconda consiste nel fatto che la placenta possa coprire il passaggio del bimbo nel canale del parto. La terza situazione è in presenza di diabete o di piccoli con un peso superiore ai 4 chili e mezzo. Infine, se c’è il pericolo di trasmissione materno-fetale di malattie infettive (come l’Herpes simplex virus o l’epatite).

    I parti gemellari non sono considerati una condizione per il cesareo, ma vanno valutati di volta in volta. Così come se la donna ha già subito un parto cesareo, non è detto che la seconda gravidanza non possa nascere con parto naturale.

    È importantissimo per la donna, il sostegno emotivo durante il travaglio e il parto. Per questo motivo l’Iss raccomanda la presenza di una persona di fiducia, che può essere il papà o anche un genitore, un amico o un medico cui si è molto affezionati. È inoltre assurdo che le cliniche private permettano numeri elevatissimi di cesarei (si viaggia in questi centri nascita tra il 61 percento e il 75 percento).