Svezzamento vegetariano: schema, tabella, pro e contro

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    Svezzamento, e se fosse vegetariano? Nessun problema. Cresce il numero degli italiani che scelgono una dieta completamente vegetariana, evitando di consumare carne e derivati diretti degli animali, e, di pari passo aumentano anche i genitori che scelgono di educare i loro figli, fin dalla nascita, dallo svezzamento, a un’alimentazione di questo tipo. Ecco lo schema, una sorta di tabella con le tappe dello svezzamento, i pro e i contro.

    Lo schema, le tappe

    Quattro mesi. Lo svezzamento, vegetariano o tradizionale, può iniziare intorno al quarto mese di vita del bambino. È in questo momento che si comincia ad abbandonare il latte come unico alimento, per introdurre nella sua dieta altri sapori e consistenze. Si comincia con la frutta, fresca o cotta, grattugiata o schiacciata da dare al piccolo come spuntino: i primi due frutti da introdurre sono la mela e la pera.

    Cinque mesi. Si possono introdurre le verdure, sostituendo un pasto a base di latte con il brodo vegetale, cucinato con carote, zucchine e patate.

    Sei mesi. Superati i primi assaggi, il brodo vegetale può essere arricchito di nuovi sapori, dall’olio di oliva, ricco di acidi grassi, al formaggino ipolipidico da sciogliere con il cucchiaio.

    Sette mesi. Se solitamente nel brodo vegetale, i neonati con lo svezzamento tradizionale avrebbero già assaggiato anche la carne, per i piccoli vegetariani è prevista, a questo punto, l’aggiunta di legumi e cereali. In particolare, si introducono nel brodo le lenticchie rosse decorticate e il semolino a pasto. Per la merenda, invece, via libera alla frutta e ai primi biscottini solubili, da alternare al latte.

    Otto mesi. Sarebbe il momento di assaggiare prosciutto e carne fresca, ma nello svezzamento vegetariano è il turno di nuovi cereali e legumi, alghe e verdure. Tra i sapori nuovi da proporre al piccolo ci sono i piselli, il miglio, i semi di lino e sesamo, le alghe kombu, perfette da sciogliere nell’acqua del brodo per garantire un buon apporto proteico. Via libera anche gli omogenizzati a base di bietole, spinaci, carciofi e albicocca.

    Nove-dieci mesi. Il brodo diventa più corposo e gustoso, grazie all’introduzione della pastina o di altri cereali, come il riso e il mais per esempio. Si possono cominciare ad assaggiare anche i primi formaggi freschi, come la ricotta, e si amplia l’elenco dei vegetali consentiti, dai pomodori agli agrumi, dal cavolo alla verza fino agli asparagi.

    I pro e i contro

    I pro sono gli stessi che valgono per il regime alimentare vegetariano scelto dagli adulti, cioè riduzione dell’assunzione di proteine e di grassi saturi, diminuzione del livello di colesterolo. I contro valgono soprattutto come un invito alla prudenza: perché, come raccomandano i pediatri, i bambini durante lo svezzamento sono nel pieno del loro sviluppo e hanno bisogno di assumere tutte le sostanze nutritive, con un’alimentazione sempre più completa ed equilibrata. Il consiglio, quindi, è di evitare il fai da te a tutti i costi, ma di chiedere una consulenza specialistica al pediatra.