Svezzamento: mai il miele ai neonati prima dei 12 mesi

Svezzamento miele

Durante lo svezzamento, il miele non dovrebbe essere introdotto nell’alimentazione del neonato prima che abbia compiuto almeno il primo anno di età. Anche se stiamo parlando di uno degli alimenti più sani ed energetici che esistano in natura, ricchissimo di proprietà nutrizionali, ottimo dolcificante e goloso ingrediente per dolci e biscotti, tuttavia racchiude una piccola insidia. Infatti, questo prodotto delle api, può essere un mezzo per introdurre nell’organismo del bebè (ancora delicato nei primi mesi di vita), le spore del botulino, tossina pericolosa che può irritare la sensibilissima mucosa gastrica e intestinale del piccolo.

In realtà, si tratta di una probabilità remota, ma poiché esiste, la Food and Drug Administration (FDA), l’Ente governativo americano che si occupa di regolamentare prodotti alimentari e farmaceutici, invita le neomamme ad inserire il miele nella dieta del bebè dopo i 12 mesi. Questo perché, trascorso almeno questo lasso di tempo, l’organismo del bimbo è in grado di neutralizzare le spore pericolose con i succhi gastrici. E’ un consiglio che, per il benessere e la salute del proprio pargoletto, andrebbe seguito.

Dopo il compimento del primo anno di vita, naturalmente, poiché il problema non esiste più, via libera al miele anche se… con riserva. Stavolta non per motivi di carattere medico, ma semplicemente dietetici. Due cucchiaini al giorno sono sufficienti per garantire l’ottimo apporto calorico ed energetico che questo prezioso e delizioso nettare può assicurare ad un bimbo in crescita. Per dolcificare il latte sarà perfetto (certo meglio dello zucchero) o anche la camomilla per assicurargli un sonno tranquillo. L’essenziale è che sia miele italiano di prima scelta, del resto, uno dei migliori al mondo!

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Lunedì 14/03/2011 da

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