Svezzamento alla francese: cos’è e come funziona

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    Svezzamento francese

    Lo svezzamento alla francese, una via di mezzo da svezzamento naturale e autosvezzamento, ben lontano dal classico svezzamento all’italiana. Ben lontano dalle abitudini del Bel Paese quando si tratta di abituare i piccoli a mangiare alimenti differenti dal latte? Decisamente sì. Ma cerchiamo di saperne di più, di capire cos’è e come funziona esattamente.

    Più sapori, più gusto

    Innanzitutto i cugini d’oltralpe scelgono di abituare i più piccoli a gustare gli alimenti, ad assaporare i cibi e, per farlo, puntano su mille sapori e gusti differenti. Niente limiti, o quasi, alle sperimentazioni a tavola fin dai primi cinque, sei mesi di vita. Se in Italia si comincia con il classico trittico di verdure carote, zucchine e patate, in Francia le prime pappe si cucinano con ben sei verdure differenti. E la stessa sorte, più variegata e ricca di sapori, tocca alla frutta: altro che solo un assaggino di mela o di pera, rigorosamente grattugiata, i piccoli francesi sono gourmant fin dalle prime pappette.

    La differenza tra i due tipi di svezzamento sembra dipendere da una diversità di approccio, di timori e di intenti. Se i genitori francesi puntano sull’abituare il bimbo ai sapori, le mamme e i papà di casa nostra nella maggior parte dei casi sono particolarmente attenti a prevenire le allergie alimentari. A sostegno della scelta francese potrebbero esserci i dati statistici, che vedono un aumento esponenziale delle allergie agli alimenti negli ultimi 20 anni in Italia: aumento – si è passati dal 7% al 25% di incidenza secondo l’Istat – che potrebbe far supporre che decidere di far assaggiare i piccoli i cibi più allergizzanti fin dallo svezzamento potrebbe poi non essere così deleterio e, anzi, migliorarne la tolleranza.

    Più consistenza, più sostanza

    Più sapori, con un ventaglio di gusti e aromi più variegato e completo, fin dallo svezzamento. Ma non solo. Le abitudini francesi in tema di alimentazione dei più piccoli sono caratterizzate anche da pappe ben più consistenti e sostanziose, dove i puree e le creme dalla densità più importante sostituiscono senza troppe ansie il brodo di verdure che i bimbi italiani mangiano nelle prime fasi dello svezzamento. Puree e creme di verdure e frutta, ma non solo: un bell’esempio di ricetta indicata per i bambini dai sei, sette mesi di vita è la crema di pollo, carote e albicocche. Tra i vantaggi di questa scelta, dello svezzamento alla francese, c’è sicuramente la maggiore propensione dei bambini di oggi e adulti di domani ad assaggiare e apprezzare un ventaglio di sapori più esteso e differenziato.