Succhi di frutta ai bambini: fanno male o fanno bene?

I succhi di frutta che riempiono la dispensa di tutte le famiglie sono davvero indispensabili nella dieta dei nostri figli?

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    Succhi di frutta ai bambini: fanno male o fanno bene?

    Molti genitori includono i succhi di frutta nella dieta dei bambini, ma spesso ci si chiede: fanno male o fanno bene? Se da una parte vi sono le proprietà benefiche della frutta, dall’altra va però sfatato il mito che un succo apporti gli stessi benefici di un frutto intero. Essi non devono quindi essere considerati un sostituto della frutta, e i bambini devono essere incoraggiati a mangiarne di più e berne di meno.

    Gli zuccheri in eccesso

    I succhi di frutta contengono un’alta percentuale di fruttosio che fa alzare velocemente il livello di glicemia nel sangue causando un picco di insulina e un’altalena metabolica. Questo vale anche per i succhi 100% frutta, che pur non avendo zucchero aggiunto contengono il fruttosio naturale della frutta e il saccarosio. I succhi di frutta industriali classici vengono poi prodotti impiegando grandi quantità di zuccheri a scapito della frutta stessa, causa di sovrappeso e obesità.

    Utilizzo di frutta di scarto

    La maggior parte delle aziende produttrici di succhi di frutta utilizzata materie prime derivanti dagli scarti dei banchi di frutta fresca.

    Deleteri per i denti

    Gli zuccheri contenuti nella frutta e quelli aggiunti rendono acida la mucosa orale, facilitando il lavoro della carie. Ecco perché si raccomanda ai genitori di far lavare bene i denti ai bambini dopo aver bevuto un succo di frutta.

    Nessuna fibra rispetto al frutto intero

    La frutta frullata perde le fibre contenute nel frutto intero, elementi che hanno un ruolo importante per il sistema immunitario, nel contribuire al senso di sazietà e nell’assorbimento di minerali indispensabili.

    Pochi elementi salutari

    Per produrre i succhi si schiaccia la frutta per ottenerne la polpa, vengono aggiunti acido citrico e altri elementi e il tutto viene trattato a 100 gradi con il processo di pastorizzazione, con la conseguente diminuzione di vitamine e minerali prima contenuti nel frutto intero.

    Il rischio dei batteri

    La frutta andrebbe consumata appena lavorata, pena il rischio di contaminazione batterica, soprattutto negli ambienti domestici dove non vengono utilizzate sostanze conservanti.

    Masticare fa consumare calorie

    L’organismo consuma calorie quando deve scomporre un cibo solido, cosa che non avviene con il consumo di liquidi anche se contenenti zuccheri.

    Attenzione quindi a tutte le tipologie di succhi di frutta, e preferiamo il consumo di frutta intera! Ma se proprio non vogliamo escluderli dalla dieta del bambino, prepariamoli in casa e facciamoglieli consumare subito, anche per non perdere i benefici nutrizionali della frutta.

    Ricapitolando, le regole generali per sapere come comportarci sono:

    • I succhi di frutta non devono essere dati ai bambini prima dei 6 mesi, e va fatta attenzione alla tipologia di frutta scelta per evitare quella allergizzante prima dell’ottavo mese
    • I succhi di frutta non devono essere considerati un sostituto della frutta intera, che insieme alla verdura non deve mai mancare nella dieta dei bambini
    • I succhi di frutta non devono essere dati da bere prima della nanna
    • I succhi di frutta casalinghi vanno consumati subito perchè non vengono pastorizzati, e sono quindi soggetti a contaminazioni batteriche
    • Preferire i veri succhi di frutta, ossia quelli costituiti dal 100% di frutta, evitando i nettari, ossia i prodotti dove la frutta non supera il 50% e il resto è costituito da acqua, zucchero, acido citrico e acido ascorbico.