Stop alle mamme nonne: fecondazione non oltre i 42 anni

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    mamma vecchia clerici sanremo

    Sono in continuo aumento le mamme nonne. Non è molto educato chiamarle così, ma le signore più vicine ai 50 (o anche oltre) hanno un’età biologica molto lontana da quella di una madre. Dopo il caso della piccola Viola, strappata ai genitori perché considerati troppo vecchi (58 anni lei, 70 lui), si torna a riflettere su tutti quei casi di fecondazione assistita che danno la possibilità a donne vicine alla menopausa di realizzare il loro sogno di maternità.

    Abbiamo casi molto famosi come la Nannini o la Clerici in Italia, ma sono numerose le signore “anonime” che varcano i confini del nostro paese per ricorrere alla donazione di ovociti. Ora le Regioni stanno valutando di fissare un tetto massimo per accedere ai trattamenti di procreazione.

    L’età dovrebbe essere 42 anni, 11 mesi e 29 giorni, oltre non sarà più consentito fare la fecondazione. Almeno questa è l’ipotesi che si sta valutando. “L’idea è di uniformare i criteri di accesso in tutte le regioni – spiega Stefano Marson, del coordinamento tecnico interregionale della commissione Salute – perché ora alcune hanno posto dei limiti e altre no”.

    Trovo che diventare madri troppo anziane sia una scelta irresponsabile, è vero però che non c’è una grande alternativa in Italia. Le donne sono costrette a concedersi il lusso, perché ormai è di questo che si tratta, della maternità dopo aver sistemato la loro vita: casa, lavoro, studi. Mancano i servizi, manca l’assistenza, mancano politiche volte alla famiglia. Forse quando ci sarà tutto questo, le donne torneranno a fare figli prima dei 30 anni.