Spot della Nutella ingannevole, mamma USA vince battaglia contro la Ferrero

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    Mamma USA vs Nutella

    Mamma americana Vs Nutella… vi ricordate la denuncia della mamma di una bimba di 4 anni, residente in California, contro l’amatissima crema spalmabile alla nocciola prodotta dal colosso dolciario piemontese della Ferrero? La signora se l’era presa con lo spot televisivo, che presentava la Nutella come un prodotto molto sano, “omettendo” il suo altissimo contenuto calorico e di grassi. Se vi stavate giusto domandando chi abbia poi vinto la battaglia legale, ebbene, sappiate che la nostra agguerrita mammina USA ha stra vinto! Insomma, una sentenza non proprio morbida come il prodotto sotto accusa, quella emessa dalla Corte Federale della California, che ha sede a San Diego, nei confronti della Ferrero USA. Ma vediamo di ricapitolare un po’ la questione.

    Spot ingannevole, e la mamma denuncia la Nutella…

    Il gustoso (è il caso di dirlo) contenzioso era sorto nel febbraio del 2011 tra una preoccupata signora californiana, madre di una bambina di 4 anni, e la Ferrero, il colosso dolciario italiano che produce, tra le altre delizie, anche la popolarissima crema spalmabile alla nocciola, altresì nota come Nutella. Ebbene, dove stava la questione? La sollecita mamma aveva forse scoperto uno stock di prodotti mal conservati o avariati? La sua bimba aveva avuto pesantissime reazioni allergiche a non ben specificati ingredienti del prodotto? O forse il costo della confezione non era giudicato “equo”? Nulla di tutto questo, non di frode alimentare o di violazione dei diritti del consumatore si parlava, ma di pubblicità ingannevole. In tutta sostanza, la nostra sveglissima consumatrice di Nutella, Mrs Athena Honenberg, aveva scoperto che… fa ingrassare. Ebbene sì, la Nutella sarebbe – sempre secondo la suddetta signora – la causa dell’obesità infantile così diffusa negli USA. E questo perchè gli spot che reclamizzano la crema al cioccolato non dicono a chiare lettere che ingozzarsi di Nutella produce degli effetti visibili sull’aumento ponderale, ma, invece, puntano sulle proprietà nutrizionali del prodotto, e su come sia un eccellente ingrediente per la colazione equilibrata di un bimbo nell’età della crescita. Queste furono le obiezioni della Honenberg: “La Nutella contiene troppi grassi saturi e zuccheri trattati, due ingredienti che contribuiscono significativamente all’allarmante aumento dell’obesità infantile in America e che possono produrre problemi di salute per tutta la vita”. E quindi: “… che gli spot che presentano intere famiglie felici e bimbi sani che fanno colazione a base di Nutella sono falsi”. Alla prima denuncia della signora Honenberg ne sono seguite tantissime altre, tanto che si è creata una vera e propria class action di genitori contro la nostra Nutella. Come è andata a finire?

    Mamma USA vs Nutella= 1-0

    La class action contro il colosso Ferrero, produttore della Nutella, ha vinto la sua battaglia, e così la filiale USA dell’azienda piemontese dovrà pagare un maxi risarcimento di 3 milioni di dollari. In pratica, il Tribunale ha sentenziato che tutti i consumatori che riusciranno a dimostrare di aver acquistato uno o più barattoli di Nutella tra il 1° gennaio 2008 e il 3 febbraio 2012, hanno tempo fino al 5 luglio del presente anno per riscuotere un risarcimento pari a 4 dollari per confezione (fino ad un massimo di 5). Oltre a questo indennizzo, la Ferrero ha dovuto modificare la propria campagna di marketing e indicare nell’etichetta della Nutella in modo preciso la quantità di grassi e di zuccheri contenuta. Naturalmente la questione relativa agli spot interessa esclusivamente il mercato USA, come specifica l’azienda: “L’accordo transattivo raggiunto da Ferrero negli Stati Uniti è relativo al solo contenzioso nato dalla pubblicità trasmessa negli Stati Uniti e alla conformità di quest’ultima alle esigenze della legislazione americana. Non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell’azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi, né intervenendo sulla confezione del prodotto, né sul posizionamento di marketing”. Insomma, qui da noi nulla cambia… In ogni modo, come per tutte le golosità iper caloriche, mangiare un po’ di Nutella ogni tanto (non ingozzarsi!) fa bene al palato e all’umore, che abbiamo 4 o 90 anni…