Sovrappeso o obesità? Come distinguerle nei bambini

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    obesità infantile

    Quando si parla di problemi di peso nei bambini, bisogna innanzitutto distinguere tra semplice sovrappeso e obesità vera e propria. Infatti, se entrambi possono rappresentare un rischio per la salute, la seconda è di sicuro più pericolosa del primo e sarebbe bene intervenire con la prevenzione, che è sempre la migliore delle cure, finché si è in tempo. A questo proposito abbiamo intervistato la Dott.ssa Aurora Mastroleo, psicoterapeuta e vice presidente dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus.

    Come possiamo distinguere il semplice sovrappeso dall’obesità vera e propria?

    “Definire dal punto di vista esteriore l’obesità è semplice perché è descrivibile attraverso l’eccesso di grasso corporeo. In ambito medico si ritiene che la quantità di grasso non debba superare il 19% della massa corporea negli uomini e il 22% nelle donne, così al di sopra di questi valori si può già parlare di obesità. In realtà l’obesità viene distinta dal sovrappeso, che si riferisce al peso in eccesso rispetto ad alcuni standard assunti in modo più o meno arbitrario. I confini tra i due termini sono naturalmente sfumati tanto che il termine sovrappeso viene usato come sinonimo di obesità e viceversa. È bene distinguere una obesità esogena, dovuta da fattori esterni all’individuo in cui la causa è una malnutrizione; un’obesità endogena, causata da anomalie nel funzionamento fisiologico, cioè bambini in cui vi sono alterazioni organiche ed una obesità psicogena, cioè quando la causa rintracciabile è solo di tipo psicologico. Nelle obesità psicogene un disagio psichico prende forma del grasso del corpo e della fame in eccesso.

    L’obesità viene quindi definita come una condizione eterogenea, con cause multiple e con serie conseguenze fisiche e psicologiche. Per definirla è possibile prendere in considerazione non tanto la massa corporea (come per il sovrappeso), ma la sua conseguenza sulla vita dell’individuo. Si pone la diagnosi di obesità quando il peso di un individuo supera di almeno il 20% quello previsto. Un modo a tutti noto e diffuso per definire obeso un individuo, si basa sull’indice di massa corporea, indicato come BMI (Body Mass Index).

    Si individuano 4 gradi di obesità:

    - grado 0 (BMI<25): assenza di obesità

    - grado 1 (BMI 25-29): sovrappeso

    - grado 2 (BMI 30-40): obesità

    -grado 3 (BMI>40): obesità severa

    Sebbene l’indice di massa corporea possa essere uno schema valido, non può che essere indicativo per non rischiare di interpretare l’obesità solo sul versante medico. Più utile è dividere l’obesità anche in relazione al grado di controllo che un individuo può esercitare sull’assunzione di peso, dal grado di estremo controllo dove non esistono problemi di peso, all’assenza di controllo in cui l’alimentazione è caotica e compulsiva.”

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