Soffocamento bambini: la manovra e cosa fare

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    Corso di disostruzione pediatrica

    Come si esegue la manovra in caso di soffocamento dei bambini? Cosa bisogna fare come intervento di primo soccorso? Il soffocamento nei bambini, soprattutto nella fascia compresa tra gli 0 e i 4 anni, è una delle cause principali di morte infantile accidentale fra le mura domestiche. Ogni anno muoiono circa 50 bambini per soffocamento, quindi un bambino a settimana. Purtroppo, l’ignoranza in materia, che porta a non sapere cosa fare in queste situazioni, è la responsabile delle tragiche conseguenze dell’incidente. È fondamentale quindi che i genitori e chiunque si occupi del bambino conoscano le manovre di disostruzione pediatriche, per tutelare la sua vita.

    Cosa non fare

    Un bambino a settimana muore soffocato dal cibo e da altri piccoli corpi estranei. Conoscere questa problematica e sapere come comportarsi in questa situazione è importante per chiunque si trovi a contatto con dei bambini perchè vi permetterà di potere intervenire tempestivamente, evitando tragiche conseguenze. Quando si deve sospettare un soffocamento nel bambino? Se il bambino che stava bene, inizia a tossire, ad avere conati di vomito, non riesce a piangere, parlare o strillare può aver ingerito un corpo estraneo che non gli permette di respirare correttamente. Altri segni di soffocamento sono la colorazione bluastra del viso e se il piccolo porta disperatamente le mani alla gola. In queste situazioni è assolutamente sconsigliato farsi prendere dal panico. Non si deve mettere il bambino a testa in giù o battergli la schiena e mettergli le dita in bocca.

    Primo soccorso

    Se si tratta di un’ostruzione parziale, il bambino riuscirà a parlare, tossire e piangere. In questo caso non bisognerà fare assolutamente niente, semplicemente consolare il bambino dicendogli di continuare a tossire, per favorire l’eliminazione del corpo estraneo.

    Se invece il bambino non riesce a tossire, parlare e ad emettere suoni si tratta di un’ostruzione totale. In questo caso la prima cosa da fare è chiamare il 118. Nel frattempo, si procederà con la manovra per soffocamento, che varia a seconda che ci si trovi di fronte a un lattante o a un bambino più grande.

    Se si tratta di un neonato, scopritelo, sdraiatelo a pancia in giù a cavalcioni del proprio avambraccio o della coscia e afferrate la sua mandibola; in questo modo potrete essere certi che durante la manovra antisoffocamento il bambino abbia la bocca aperta. Con l’altra mano, date cinque energiche pacche interscapolari facendo attenzione a non colpire la testa. Dopodichè afferrate la nuca del bambino e sdraiatelo a pancia in su, sull’altro avambraccio. Effettuate con la mano libera fino a cinque compressioni toraciche tra i due capezzoli, lente ma profonde. Per farlo si utilizzano due dita come per la rianimazione cardiopolmonare.

    Se si tratta di un bambino con più di un anno, sistematelo in piedi o seduto e mettetevi alle sue spalle. Sostenetelo con una mano e con l’altra date al bambino fino a cinque energiche pacche interscapolari. Dopodichè chiudete una mano a pugno e appoggiatela fra l’ombelico e le costole. Con l’altra mano afferrate il pugno chiuso e date fino a cinque colpi verso l’interno e l’alto. Ripetete in successione queste compressioni fino a quando l’oggetto non verrà espulso.

    Se il bambino continua a non respirare e perde conoscenza, con l’aiuto di una luce provate a individuare l’oggetto e provate a rimuoverlo con le dita, facendo attenzione a non spingerlo ancora di più. Fate la respirazione bocca a bocca e, se il torace del bambino non si espande, ritentate a smuovere l’oggetto.