Sindrome di primavera, la stanchezza che colpisce anche i bambini

Sindrome primavera

Si chiama sindrome di primavera ed è quella sensazione di stanchezza che accompagna la bella stagione. Questo disturbo non è tipico solo degli adulti, ma anche dei bambini, solo che hanno più difficoltà a manifestarli. Sono tanti i fattori che giocano un ruolo rilevante, come il cambiamento della durata di luce e di buio, l’innalzamento delle temperature e ovviamente la dieta. È importante non prendere sotto gamba, quindi, la necessità del bambino di riposare adeguatamente e poi è fondamentale stare attenti che questo stato di stanchezza non nasconda qualcosa di più serio, come un’infezione tipo la mononucleosi (detta anche malattia del bacio) o qualche virus intestinale. Anche il vostro bimbo con i primi caldi ha già dato segno di nervosismo?

  • Mamma e bambino
  • Essere sveglia a scuola
  • Dormire sereni
  • Stanchezza a scuola
  • Leggere con la mamma
  • Dormire in modo strano

I soggetti deboli: le bambine allergiche

I più fragili e sensibili ai malesseri della bella stagione sono le ragazze e gli allergici. “Per le giovanissime la pubertà significa la scoperta del ciclo mestruale –spiega la pediatra Camissa – e così sono soggette anche a un deficit di ferro dovuto alle perdite ematiche. Poi in questo periodo c’è il ‘boom’ delle allergie e i ragazzi colpiti soffrono di rinite e starnuti che peggiorano la situazione”. Hanno un vantaggio sulla sindrome di primavera i bambini in sovrappeso, che in questa stagione avvertono meno fame ed è più facile costringerli a cambiare alimentazione. Se state pensando di fargli seguire una dieta, per esempio, questo è il momento più giusto. Infine, bisogna stare molto attenti a non sottovalutare le infezioni e le forme virali.

Come affrontare la sindrome di primavera

Prima cosa bisogna riconoscere il problema. I segnali come abbiamo detto sono la stanchezza, ma anche il nervosismo e la mancanza di concentrazione. Riposare poco può dare tutti questi problemi, che inevitabilmente tendono a riflettersi nei rapporti sociali, ma anche sul rendimento scolastico. Il consiglio è quello di andare dal pediatra per un controllo e verificare con il medico che cosa fare. Potrebbe aver bisogno di un integratore energetico (un semplicissimo multivitaminico) o magari di qualche esame del sangue per verificare che non sia anemico. A casa cercate di aiutarlo con un po’ di regolarità: a nanna presto, pasti ben equilibrati e orari precisi. Evitate di costringerlo a fare delle attività controvoglia. Non è questo il momento per stimolarlo e sovraccaricarlo.

Cambiare la dieta

L’alimentazione è davvero fondamentale anche in questo caso. È bene che il bambino faccia il pieno di energie non con cibi calorici e poco sani, come le merendine, ma con frutta e verdura, ricche di vitamine. Inoltre, non fate mancare sulla vostra tavola il pesce azzurro, costa poco, piace molto ai piccoli ed pieno di omega 3. Concedete al bimbo a merenda, non tutti i giorni, un bel gelato, magari a base di frutta che è più leggero. Sono promossi, inoltre, anche i frullati e i centrifugati. Inoltre, con l’innalzamento delle temperature è importante prevedere un’alimentazione un po’ più light: spesso la stanchezza è imputabile all’affaticamento dato dalla digestione.

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Martedì 24/04/2012 da

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