Si celebra oggi l’Obesity Day che rilancia il problema dell’obesità infantile!

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    Oggi si celebra l’Obesity day, una giornata di sensibilizzazione su questo problema che colpisce anche i bambini. Oggi i centri ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità) sono aperti e a disposizione di tutti i cittadini che hanno bisogno di informazioni. Nel nostro paese la situazione non è certo delle migliori dato che, secondo recenti dati, è stato stimato che nel 2010 tre bambini su dieci hanno mangiato almeno una volta al giorno verdure e ortaggi: decisamente un po’ troppo pochi!

    Il Ministero della Salute ha così elaborato il documento “Strategie di educazione alimentare e nutrizione”, con delle linee guida per portare i bambini ad avere:

    -3 pasti regolari più 2 spuntini;

    -evitare di gratificarli con merendine, soprattutto se ricche di zuccheri;

    -non insistere nel volerli farli magiare a tutti i costi;

    -limitare il consumo di proteine ma includere sempre nella dieta carne, uova e formaggi e soprattutto il pesce;

    -abituarli a praticare attività fisica.

    «La crisi ha portato, loro malgrado, i consumatori ad affinare le proprie strategie di acquisto e ad adottare un comportamento più virtuoso. Anche se qualche problema rimane – ha sottolineato Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI e coordinatore del Progetto Obesity Day - la necessità di inseguire la migliore offerta porta i consumatori a rivolgersi soprattutto alla grande distribuzione, ai supermercati. Alla fine è impossibile resistere e, come al solito, si compra troppo. E si mangia ancora troppo».

    «Due sono gli aspetti che vanno presi in considerazione per il paziente obeso – ha dichiarato anche il Ministro Fazio -. Di questi uno non è prettamente medico, ma non per questo è di minore rilevanza: si tratta di garantire l’inserimento del paziente obeso nella vita di relazione, con reparti ospedalieri attrezzati a misura di obeso, mezzi di trasporto adeguati e misure che rispondano a esigenze legate alla vita di tutti i giorni. Poi c’è il problema della riabilitazione. È un paziente cronico da gestire sul territorio, con passaggi in ospedale brevi e legati solo alla riacutizzazione della malattia».

    Il ministro ha anche sottolineato l’importanza di «reparti attrezzati a misura di obeso negli ospedali, mezzi di trasporto in grado di accoglierli, una rete assistenziale sul territorio che garantisca continuità nel percorso riabilitativo».