Se tuo figlio è una frana in matematica, potrebbe soffrire di discalculia

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    Bambini discalculia

    Si chiama discalculia, è un disturbo poco noto, ma potremmo definirlo come l’equivalente, per la matematica, della dislessia, che invece ha a che vedere con le parole. Insomma, stiamo parlando di un problema, a livello cerebrale, che impedisce a chi ne è affetto di avere una normale comprensione dei principi generali dell’aritmetica, e che, nei bambini, è molto difficile da individuare. Se vostro figlio è proprio una frana con i numeri, non riesce a capire la logica delle più semplici operazioni matematiche, le tabelline gli fanno venire l’orticaria, e i calcoli gli vengon fuori sempre tutti sbagliati, forse non è colpa di un suo mancato impegno.

    Ma non pensiate neppure per un momento, però, che la discalculia sia un ritardo mentale, esattamente come non lo è la dislessia. I bambini che ne soffrono sono, spesso, molto svegli e intelligenti, solo non comprendono la logica matematica seguendo i normali metodi di apprendimento. Come si fa a capire che il proprio bimbo è affetto da discalculia e non, semplicemente, asineria acuta? Intanto distinguiamo la discalculia in due forme principali: semantica e procedurale.

    “La discalculia semantica ha a che fare, ad esempio, con l’apprezzamento della quantità numerica, con la capacità di contare avanti e indietro e di orientarsi nel tempo”, ci spiega il prof. Giacomo Stella dell’Università di Modena Reggio, nonché Presidente dell’Associazione italiana dislessia. Anche leggere correttamente l’ora in un orologio a lancette può diventare un problema per chi è affetto da discalculia semantica. E quella procedurale?

    Riguarda specificamente le operazioni di calcolo, chi ha questo problema non riesce a farle, sbaglia nell’attribuzione del giusto valore ai segni (+ diventa x) e ai numeri. Imparare a contare è difficilissimo per questi soggetti. Come si può venire incontro ai bambini con discalculia nella scuola primaria, per aiutarli ad apprendere la matematica come gli altri, tenendo conto che una diagnosi del disturbo non può essere fatta prima dell’arrivo nella terza classe elementare?

    Risponde il prof. Stella: “Ci sono semplici strumenti che la scuola ha demonizzato: la linea dei numeri, una semplice sequenza da uno a venti, per le addizioni e le sottrazioni, che il bambino può sempre tenere davanti a sé, e la tavola pitagorica per le moltiplicazioni. Si tratta di banali rappresentazioni che rendono concrete le operazioni di calcolo”.

    Il consiglio per i genitori è, quindi, qualora vi rendeste conto che per la sua intelligenza e nonostante l’impegno, il vostro bambino impiega troppo a comprendere le più semplici regole matematiche e si destreggia male con i numeri, li confonde e sbaglia sistematicamente le operazioni, forse è il caso che vi rivolgiate ad uno specialista per diagnosticare un’eventuale discalculia.

    Dolcetto o scherzetto?