Se il bambino piange troppo, cosa fare

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    Newborn Crying

    Se il bambino piange troppo, cosa fare? Dipende dall’età del bambino, ma solitamente questo dubbio assilla i genitori dei neonati, che per definizione piangono. Sì, perché il pianto è l’unico vero modo che hanno per comunicare, l’unico mezzo a loro disposizione per interagire con il mondo esterno, per cercare di trasmettere esigenze e bisogni a mamma e papà. Assodato che il pianto fa parte della natura del bambino, soprattutto nelle prime settimane e mesi di vita, ecco qualche informazione e consiglio utile per capire cosa fare quando piange davvero troppo spesso.

    Un’altra premessa, strettamente connessa alla prima, però è d’obbligo. Visto che è nella sua natura di neonato, non esiste davvero un “piange troppo”, un limite oltre il quale il pianto è da considerare eccessivo. Proprio perché è il suo unico modo di comunicare, di trasmettere emozioni, sentimenti e necessità. Quindi, in linea generale, meglio non farsi prendere dal panico, imparare a interpretare le richieste che il piccolo esprime con il pianto e rassegnarsi in attesa che la crescita plachi la sua voglia, e continua esigenza, di piangere e strillare.

    Innanzitutto, niente coccole subito, sempre e comunque, per evitare di dare al bimbo dei segnali sbagliati. Senza eccessi e senza troppa rigidità, ma il consiglio è di resistere alla tentazione di prenderlo in braccio a ogni accenno di pianto, per evitare che il bimbo, piccolo, ma già dotato di una buona dose di furbizia, capisca il trucco e utilizzi le lacrime come forma di ricatto. In questo modo si evitano i pianti per capriccio, diversi da quelli per esigenza. Se il suo pianto sembra davvero inconsolabile e se non si placa in nessun modo, meglio controllare che il pannolino non sia bagnato o che il bambino – eventualità molto frequente soprattutto in estate quando le temperature sono roventi – non abbia caldo e non sia sudato.

    Gli altri classici motivi che possono spingere il piccolo a richiamare l’attenzione di mamma e papà, a innescare il pianto, sono la fame, la necessità di essere allattato al seno o artificialmente, o le coliche gassose, un disturbo fastidioso che può verificarsi molto spesso nei piccolini dopo aver mangiato per la formazione di aria nel loro piccolo apparato digerente. Nella prima eventualità, se si constata che ha davvero fame – controllando quando e quanto ha mangiato nella precedente poppata per esempio – meglio accontentarlo, per placare il suo appetito e anche il suo pianto. Nel secondo caso, purtroppo, non esiste un rimedio infallibile e sempre valido: il consiglio è di sollevarlo e cullarlo, tenendolo a pancia in giù sull’avambraccio e facendogli leggeri massaggi sull’addome.

    Dolcetto o scherzetto?